L'ASIC si discosta dai framework di US ed EU con l'impulso verso una regolamentazione delle criptovalute basata sulla funzione

- Il regolatore dei titoli australiano sostiene che le criptovalute dovrebbero essere regolamentate in base alla funzione finanziaria che svolgono, non alla tecnologia alla base.
- Questo approccio considera i beni digitali soggetti alle leggi esistenti sui servizi finanziari se si comportano come titoli, strumenti di pagamento o prodotti di gestione del rischio.
- Questa posizione colloca l'Australia su un percorso normativo diverso da quello degli Stati Uniti e dell'Europa, che stanno sviluppando quadri normativi dedicati alle criptovalute.
I regolatori in Australia affermano che le criptovalute dovrebbero essere soggette alle stesse normative dei prodotti finanziari tradizionali poiché svolgono le stesse funzioni.
Un funzionario dell'Australian Securities and Investments Commission ha dichiarato che i regolatori dovrebbero concentrarsi su ciò che fa un'attività digitale, non sulla tecnologia utilizzata per costruirla.
L'ASIC sostiene regole che regolano le criptovalute in base alla funzione finanziaria svolta
I regolatori hanno notato importanti somiglianze tra le criptovalute e i sistemi finanziari tradizionali, nonostante la tecnologia per gli asset digitali sia nuova. Ad esempio, alcuni progetti di criptovalute raccolgono capitale emettendo token agli investitori, proprio come fanno le aziende nei mercati tradizionali attraverso azioni e obbligazioni. Analogamente, le persone utilizzano stablecoin come altri strumenti di pagamento per scambiare e trasferire fondi.
Alcune aziende di criptovalute offrono persino contratti finanziari che permettono ai trader di coprire le fluttuazioni dei prezzi o gestire il rischio. I regolatori utilizzeranno questo approccio per classificare i diversi asset digitali caso per caso ai sensi delle leggi sui titoli o della regolamentazione dei servizi di pagamento, oppure per decidere se rientrano completamente al di fuori della regolamentazione finanziaria.
L'utilizzo di un approccio funzionale potrebbe ridurre il rischio di lacune normative e creare aspettative migliori per le imprese e gli investitori. I responsabili delle politiche in Australia ritengono che l'attuale quadro giuridico possa già coprire la maggior parte delle attività che coinvolgono asset digitali, ma i legislatori di altre regioni la pensano diversamente.
Ad esempio, l'UE ha creato un regolamento specifico per gli asset digitali attraverso il Regolamento sui mercati degli asset crittografici (MiCA) che definisce le leggi per i diversi asset crittografici e le relative aziende.
Negli Stati Uniti, i regolatori come la Securities and Exchange Commission (SEC) si affidano ad azioni di enforcement e decisioni giudiziarie per regolamentare le criptovalute. I legislatori hanno anche proposto nuove leggi, come il Digital Asset Market Clarity Act, per definire e classificare gli asset digitali.
I responsabili delle politiche in Australia desiderano creare un sistema di supervisione senza ricostruire l'intero quadro normativo finanziario, pertanto stanno integrando gradualmente la regolamentazione per gli asset digitali nel sistema esistente dei servizi finanziari.
Una parte significativa di tale strategia consiste nel fornire informazioni su come le leggi attuali si applichino agli asset digitali. Un esempio sono le ampie linee guida regolamentari fornite dall'ASIC attraverso l'ASIC Information Sheet 225. In tale documento viene chiarito come le attività relative agli asset digitali possano rientrare nella definizione di prodotti finanziari e servizi finanziari.
I regolatori si concentrano sui rischi delle piattaforme e degli investitori
Le linee guida indicano anche come le strutture cripto siano regolamentate in base ai servizi ad esse associati, e molti dei rischi per i consumatori legati alle criptovalute sono intrinseci agli intermediari, non alla tecnologia.
Ad esempio, è comune che le piattaforme cripto detengano i beni dei clienti, gestiscano portafogli digitali e offrano servizi come prestiti e generazione di rendimento. Possono esserci rischi associati alla custodia, alla governance e alla stabilità operativa.
Esiste sempre la possibilità di perdere l'accesso ai fondi se la piattaforma cripto gestisce male i beni o fallisce. Pertanto, è di particolare preoccupazione per i regolatori il modo in cui operano le piattaforme cripto e se aderiscono alle normative corrette.
L'Australia prevede inoltre di aggiornare le sue leggi in modo simile. I legislatori hanno proposto il Corporations Amendment (Digital Assets Framework) Bill 2025, un'integrazione alle leggi finanziarie attuali. Invece di modificare completamente le vecchie leggi, introduce nuove norme per le piattaforme di asset digitali e per coloro che detengono token per conto degli utenti.
Ciò significa, in pratica, che le aziende che forniscono piattaforme di trading o servizi di custodia potrebbero essere tenute a rispettare requisiti di licenza, condotta e protezione degli asset simili a quelli applicabili nel resto del settore finanziario. Tuttavia, il quadro generale del regime di regolamentazione dei servizi finanziari in Australia rimarrebbe invariato.
Sebbene questo sistema sia ancora in via di sviluppo, i regolatori affermano che ci sono ancora alcune questioni da affrontare. Ad esempio, le reti di asset digitali possono operare in molti paesi contemporaneamente. Ciò può rendere difficile l'applicazione delle normative.
Alcune reti di asset digitali affermano di essere decentralizzate e di non avere un operatore. In questo caso, è necessario esaminare attentamente chi controlla effettivamente e trae vantaggio da questo sistema per determinare dove dovrebbe essere regolamentato.
Nonostante le sfide che affrontano le normative finanziarie australiane, è evidente che la loro direzione si allinea con un'ideologia più ampia che sostiene che le normative finanziarie possano evolversi gradualmente in risposta alle nuove tecnologie. Ciò significa che, invece di dover cambiare tutte le normative vigenti ogni volta che viene creato un nuovo sistema finanziario, è meglio applicare i principi esistenti in nuovi contesti.
Se questo processo continuerà a svilupparsi positivamente, potrebbe servire da modello per altre giurisdizioni che stanno ancora cercando di determinare il miglior corso d'azione per regolamentare i mercati degli asset digitali.
Molte giurisdizioni stanno ancora cercando di determinare il miglior modo per bilanciare innovazione e supervisione. A tal riguardo, il modello in evoluzione dell'Australia è solo un possibile approccio per integrare le tecnologie finanziarie emergenti nei regimi normativi tradizionali.
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Nellius Irene
Nellius è una laureata in Gestione Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. È anche diplomata presso Bitcoin Dada. Nellius ha contribuito a principali testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
















