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Legislatura bipartisan mira a regolamentare gli annunci politici generati dall'IA

DiBrian KoomeBrian Koome 3 min di lettura
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  • La normativa mira ad affrontare la potenziale minaccia al processo democratico rappresentata da tali media ingannevoli.
  • Le persone ritratte in annunci falsi avrebbero la possibilità di intentare causa contro i responsabili della loro creazione e distribuzione.
  • Gli annunci politici generati dall'IA derivano dal potenziale di disinformazione.

Nell'evolversi costante del panorama politico moderno, la questione degli annunci politici ingannevoli generati dall'IA ha catturato l'attenzione dei legislatori di entrambi i partiti. Un gruppo bipartitico di legislatori, guidato dal senatore Amy Klobuchar del Minnesota, ha proposto una legislazione volta a frenare la proliferazione di contenuti audio e visivi ingannevoli generati dall'IA. 

Questa legislazione cerca di affrontare la potenziale minaccia al processo democratico posta da tali media ingannevoli, in particolare nel contesto degli stati chiave durante le elezioni presidenziali.

Spinta bipartitica per la regolamentazione

I senatori Klobuchar, Josh Hawley, Chris Coons, Susan Collins, Pete Ricketts e Michael Bennet si sono uniti per presentare un disegno di legge che vieterebbe la "distribuzione di contenuti audio o visivi generati dall'IA materialmente ingannevoli" relativi a persone che si candidano a cariche federali. 

Secondo questo disegno di legge proposto, le persone raffigurate negli annunci falsi avrebbero la possibilità di citare in giudizio coloro che sono responsabili della loro creazione e distribuzione. Tuttavia, il disegno di legge non penalizza le piattaforme online che ospitano tali contenuti, né influisce sui media tradizionali, purché identifichino esplicitamente i contenuti come falsi o parodia.

In uno sforzo parallelo, la rappresentante Yvette D. Clarke di New York ha presentato una legislazione che impone la divulgazione riguardo all'uso di tecnologie di IA generativa, come ChatGPT, nella creazione di annunci politici. Questo passo verso la trasparenza mira a garantire che gli elettori siano consapevoli del coinvolgimento della tecnologia nella formazione delle narrazioni politiche.

La preoccupazione riguardante gli annunci politici generati dall'IA ingannevoli deriva dal potenziale della disinformazione nell'influenzare gli elettori e nel minare l'integrità delle elezioni. I senatori Klobuchar e Hawley, insieme al leader della maggioranza al Senato Charles E. Schumer, hanno sottolineato l'urgenza di affrontare questo problema. Senza regolamentazione, sostengono, sia i democratici che i repubblicani rischiano di cadere vittima di annunci ingannevoli, compromettendo alla fine lo stesso processo elettorale.

La sfida di definire l'inganno

Sebbene ci sia un consenso sulla necessità di affrontare la pubblicità politica ingannevole, determinare cosa costituisca un inganno e come far rispettare tali divieti rimangono sfide. Alcuni scettici, tra cui il senatore Bill Hagerty, sostengono che il disegno di legge proposto sia troppo vago, potenzialmente soffocando la libertà di espressione politica. Questa preoccupazione si estende alla possibilità che gli strumenti di IA vengano utilizzati per manipolare le immagini per scopi benigni, come far apparire un candidato più giovane.

Ari Cohn, consulente per la libertà di espressione presso TechFreedom, sostiene che le tecniche ingannevoli nelle campagne politiche esistevano molto prima che gli strumenti di IA entrassero in gioco. Cohn sottolinea che affrontare il problema non dovrebbe dipendere esclusivamente dall'uso di contenuti generati dall'IA.

Neil Chilson del Centro per la Crescita e l'Opportunità dell'Università di Stato dello Utah suggerisce che la legislazione potrebbe concentrarsi sugli annunci generati dall'IA entro un periodo di tempo specifico, come due settimane prima di un'elezione. Tale limitazione impedirebbe annunci ingannevoli dell'ultimo minuto che lasciano poco tempo per la verifica dei fatti.

I sostenitori della regolamentazione, come Maya Wiley, presidente della Leadership Conference on Civil and Human Rights, evidenziano la vulnerabilità degli elettori ai video deepfake. Uno studio della Rand Corporation ha rilevato che una parte significativa della popolazione fatica a distinguere tra contenuti autentici e deepfake, con una vulnerabilità che varia in base all'età e all'orientamento politico. Senza tutele, le grandi piattaforme tecnologiche potrebbero involontariamente aiutare gli avversari stranieri a prendere di mira gli elettori americani con annunci ingannevoli.

Sebbene i creatori di annunci politici condividano le preoccupazioni sulla diffusione di contenuti ingannevoli generati dall'IA, sottolineano l'importanza di confini chiari. Larry Huynh, presidente dell'American Association of Political Consultants, distingue tra usi benigni della tecnologia IA, come la levigatura dello sfondo delle immagini, e applicazioni più malevole, come la manipolazione della voce. Huynh sottolinea l'importanza di preservare la fiducia pubblica nelle elezioni e nella democrazia.

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Brian Koome

Brian Koome

Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.

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