Perché il mercato azionario cinese sta crollando rapidamente?

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L'indice CSI 300 della Cina è entrato in un mercato ribassista dopo un calo del 20% rispetto al picco di giugno.
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Le vendite di azioni legate all'intelligenza artificiale e la debolezza dei consumi stanno trascinando verso il basso le borse cinesi.
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I tagli alla spesa pubblica hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla ripresa economica della Cina.
Il mercato azionario cinese sta crollando e gli investitori iniziano a chiedersi quanto peggio possano andare le cose. Le azioni cinesi sono in calo da settimane, mentre i trader perdono pazienza con l'economia strugglesante del Paese, le costose aziende di intelligenza artificiale e i tentativi di Pechino di tenere tutto in movimento.
L'indice CSI 300, che traccia 300 grandi società quotate a Shanghai e Shenzhen, è entrato in un mercato ribassistico giovedì dopo un calo del 20% rispetto al picco di giugno. Venerdì, l'indice di riferimento ha registrato un ulteriore calo del 3%, peggiorando una situazione già disastrosa.
L'indice ha registrato 10 settimane consecutive di calo e, secondo i dati LSEG pubblicati durante la settimana, il calo è stato del 2,6%. Il problema non è confinato agli Stati Uniti, poiché si è esteso anche all'Asia, dove l'indice che misura le grandi aziende cinesi è sceso fino al 2,9%.
C'è un altro aspetto da considerare: gli investitori retail operano principalmente in Cina. HSBC ritiene che la loro quota nel volume di scambi sia vicina al 90%, mentre sulla Borsa di New York si attesta tra il 20% e il 25%.
L'euforia cinese per l'intelligenza artificiale sta svanendo, mentre i consumatori tengono stretti i portafogli
Nell'anno in corso, fino a poco tempo fa, le aziende cinesi del settore tecnologico avevano ricevuto ampia copertura mediatica. La ragione era piuttosto chiara: grazie al rapido sviluppo dell'industria dell'intelligenza artificiale nel Paese, i prezzi delle azioni stavano per esplodere.
Ma come spesso accade, la popolarità non equivale ai profitti.
Ora gli investitori stanno valutando il valore effettivo e la redditività delle imprese, considerando come queste capitalizzino lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
A differenza di altre aziende, valutate in base alle potenzialità future piuttosto che ai risultati concreti, aspettative così gonfiate possono portare delusione negli investitori, causando vendite di massa di azioni.
La situazione non riguarda solo la Cina: le azioni di tutte le società legate all'intelligenza artificiale sono sotto pressione in tutto il mondo, inclusi i mercati asiatici.
La sfida che le aziende tecnologiche cinesi devono affrontare è quella di potersi trovare in difficoltà a causa della debolezza dei prezzi delle azioni, che potrebbe ridurre la loro capacità di raccogliere capitale per sostenere la crescita del business.
Per quanto riguarda i consumi interni in Cina, il problema persiste. L'economia ha effettivamente performato meglio del previsto nel terzo trimestre, con una crescita del PIL che ha raggiunto il 4,5%.
Ciò significa che Pechino si è avvicinata al raggiungimento dell'obiettivo di crescita annuale fissato tra il 4,5% e il 5%, dato che l'ultimo trimestre era al di sotto di questo range.
Tuttavia, gli investitori hanno bisogno di prove che le famiglie abbiano iniziato a consumare di più, che le aziende stiano registrando profitti migliori e che la fiducia sia stata ripristinata.
Le riduzioni di spesa da parte di Pechino sollevano ulteriori interrogativi sui suoi piani di salvataggio
Un altro grande preoccupazione è che il governo cinese abbia tagliato la spesa quando gli investitori speravano in un supporto più forte.
Settembre è stato il settimo mese consecutivo di riduzione della spesa pubblica. I dati governativi hanno mostrato una caduta generalizzata della spesa del 3,7% rispetto all'anno precedente, mentre le entrate sono diminuite del 3,5%.
Il disavanzo fiscale mensile si è quindi ridotto dello 3.8%.
Nei primi nove mesi del 2026, la spesa pubblica ha superato le entrate di 7,57 trilioni di yuan, pari a circa 1,1 trilioni di dollari.
Queste restrizioni alla spesa hanno fatto poco per rafforzare la domanda interna, lasciando alle esportazioni in forte crescita il compito di trainare gran parte della crescita economica.
Anche le condizioni per gli investimenti restano difficili. L'investimento in attività fisse ha continuato a contrarsi, mentre la spesa per le infrastrutture ha registrato un calo leggermente più marcato.
Pechino non ha completamente abbandonato gli stimoli, tuttavia.
I funzionari hanno recentemente introdotto sussidi per i mutui per gli acquirenti di case idonei e autorizzato i governi locali a emettere ulteriori 550 miliardi di yuan in obbligazioni per sostenere l'attività economica.
Queste misure sono seguite a precedenti sforzi per accelerare programmi già approvati, inclusi 800 miliardi di yuan di finanziamenti tramite banche politiche statali, destinati a incoraggiare gli investimenti.
Potrebbero arrivare ulteriori spese con l'avvio di importanti progetti nazionali, tra cui l'iniziativa Sei Reti, che fa parte delle più ampie ambizioni tecnologiche della Cina.
Le autorità hanno inoltre utilizzato acquisti di azioni sostenuti dal governo per limitare le perdite di mercato.
Tuttavia, c'è una differenza tra impedire temporaneamente il calo dei prezzi e dare agli investitori un motivo per tornare a comprare.
Le aspettative iniziali di un pacchetto di stimoli molto più ampio avevano aiutato a far salire le azioni, ma queste speranze si sono affievolite poiché Pechino privilegia interventi più contenuti.
Per ora, i trader stanno osservando se queste politiche miglioreranno effettivamente gli utili delle aziende, ravviveranno la domanda delle famiglie e riporteranno gli investimenti privati nell'economia.
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Disclaimer. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Cryptopolitan.com non si assume alcuna responsabilità per eventuali investimenti basati sulle informazioni presenti in questa pagina. Si raccomanda vivamente di effettuare ricerche autonome e/o consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Jai Hamid
Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da 6 anni. Ha collaborato con pubblicazioni focalizzate sulla blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, per analisi di mercato, grandi aziende, regolamentazione e tendenze macroeconomiche. Si è formata presso la London School of Journalism e ha condiviso tre volte le sue analisi sui mercati delle criptovalute su una delle principali reti televisive dell'Africa.
















