L'AI sta rimodellando tutto — Web3 è il prossimo. Chi si muoverà per primo?

L'AI sta trasformando settori aziendali come la finanza e persino il cinema, e sta ora esplorando la sfera decentralizzata del Web3.
Il momentum si sta costruendo silenziosamente all'intersezione tra intelligenza artificiale (AI) e Web3. Si prevede che l'attività on-chain correlata all'AI crescerà dell'86% entro il 2025, ma tali applicazioni rappresentano ancora una nicchia piccola. Solo il 25% degli utenti globali riporta familiarità con i concetti di Web3, e l'adozione della blockchain si ferma al 4% a livello mondiale.
I numeri evidenziano un modello coerente: nonostante il suo potenziale tecnico, il Web3 rimane difficile da navigare, plasmato da interfacce complesse, strumenti frammentati e accessibilità limitata. Per i nuovi utenti, la curva di apprendimento è ripida e anche gli utenti esperti spesso faticano a interpretare i dati e gestire il rischio.
Il Web3 può essere ricco di infrastrutture e informazioni, ma manca ancora dello strato di intelligenza necessario per renderlo ampiamente utilizzabile — ed è qui che entra in gioco l'AI.
Perché il Web3 ha bisogno dell'AI?
Man mano che il Web3 evolve, l'AI è sempre più vista non come uno strato aggiunto ma come uno strumento fondamentale per risolvere le sfide di usabilità di lunga data.
Tre aree spiccano. La prima è l'ottimizzazione dei contratti intelligenti. Sebbene i contratti siano deterministici, possono comunque nascondere inefficienze o vulnerabilità. L'AI potrebbe aiutare a rilevare anomalie, simulare esiti e raccomandare miglioramenti.
Un'altra è la finanza personalizzata. La finanza decentralizzata (DeFi) rimane intimidatoria per molti utenti a causa di interfacce complesse e modelli di rischio opachi. Gli agenti AI potrebbero analizzare il comportamento e offrire strategie su misura.
In terzo luogo, l'AI potrebbe aiutare a scalare le infrastrutture. I sistemi on-chain sono trasparenti ma statici. L'AI addestrata sui flussi di transazioni potrebbe prevedere la congestione, gestire le commissioni di gas e facilitare le operazioni cross-chain.
In breve, il Web3 ha i dati e l'AI ha gli strumenti — ma l'integrazione significativa è ancora nella sua infanzia. Tuttavia, questo sta iniziando a cambiare. Diverse piattaforme hanno già iniziato a testare.
Chi sta già compiendo il salto AI-Web3?
Nel maggio 2025, lo scambio globale di asset digitali BingX ha annunciato un piano di investimento di 300 milioni di dollari per integrare l'AI nella sua infrastruttura di trading. Entro 10 giorni, l'azienda ha lanciato BingX AI, un assistente rivolto agli utenti in grado di fornire feedback in tempo reale, analisi del portafoglio e instradamento delle query multi-modello — tutto senza richiedere input di dati manuali. Il sistema è stato reso disponibile a oltre 20 milioni di utenti in tutto il mondo, sottolineando la velocità e la scala del lancio.
Si riporta che l'assistente è disponibile per la base di utenti globale di BingX, rendendolo uno dei primi grandi scambi a implementare servizi AI live su larga scala. Mentre molti concorrenti stanno ancora testando l'AI dietro le quinte, il lancio di BingX offre uno sguardo su come gli scambi centralizzati potrebbero prototipare strumenti AI prima che emergano implementazioni completamente decentralizzate.
Questi primi sforzi, sebbene promettenti, evidenziano anche le frizioni più profonde nella fusione di due paradigmi fondamentalmente diversi. Man mano che l'AI inizia a interagire con l'infrastruttura blockchain su larga scala, diverse questioni tecniche, operative e di governance vengono alla luce.
Sfide nella fusione di AI e Web3
Un problema chiave è il costo di addestramento dei modelli AI, che tipicamente richiede infrastrutture off-chain. La maggior parte dei grandi modelli linguistici viene addestrata utilizzando risorse di calcolo centralizzate, creando rischi di dipendenza per le piattaforme Web3 che privilegiano la decentralizzazione.
Un'altra sfida è la governance e la responsabilità. Man mano che gli strumenti AI iniziano a influenzare le strategie patrimoniali o interagire con contratti finanziari, gli operatori delle piattaforme dovranno chiarire i confini tra l'assistenza automatizzata e la responsabilità dell'utente. Le dispute sulle decisioni generate dall'AI potrebbero innescare nuove forme di rischio legale e reputazionale.
C'è anche la questione dell'interoperabilità. Colmare il divario tra gli output AI off-chain e l'esecuzione on-chain rimane una sfida complessa. Oracle, middleware e nuovi standard di protocollo saranno probabilmente necessari per garantire l'integrità e la verificabilità delle decisioni originate da sistemi esterni.
Identificare queste sfide è il primo passo per superarle, e spesso sono i primi movimenti a definire come quelle soluzioni prenderanno forma.
Perché i primi movimenti potrebbero plasmare il settore
I primi movimenti tecnologici definiscono spesso le regole delle tecnologie emergenti. Proprio come i primi protocolli DeFi hanno plasmato le norme su governance e incentivi, i primi adottatori di AI nel Web3 potrebbero seguire un percorso simile.
Implementando un assistente AI su uno scambio live, BingX si è posizionata tra i primi contributori a ciò che potrebbe diventare un cambiamento architettonico più ampio. L'azienda utilizza l'instradamento multi-modello per elaborare le query degli utenti, fornire feedback in tempo reale e generare insight specifici per il portafoglio automaticamente, tutto senza richiedere input manuali o compromettere la privacy.
Sebbene il suo impatto commerciale a lungo termine debba ancora essere visto, il rapido dispiegamento di BingX offre uno sguardo precoce su come le piattaforme centralizzate potrebbero prototipare la prossima generazione di strumenti decentralizzati potenziati dall'AI.
Dagli scambi ai team di protocolli, gli innovatori che si muovono per primi non stanno solo costruendo strumenti — stanno gettando le basi per un futuro decentralizzato più intelligente, adattivo e accessibile. Nella corsa per definire il Web3 di domani, coloro che guidano oggi potrebbero ben scrivere le sue regole.















