ULTIME NOTIZIE
SELEZIONATO PER TE

Bruciati una volta, le grandi banche USA esitano sul ritorno dei LBO

DiJai HamidJai Hamid 3 min di lettura
Bruciati una volta, le grandi banche USA esitano sul ritorno dei LBO

Le banche centrali stanno sperimentando un'erosione della fiducia

  • Le principali banche statunitensi, tra cui Bank of America e Barclays, sono caute nel rientrare nel mercato dei leveraged buyout (LBO) dopo aver subito perdite nel 2022.
  • Queste banche temono la persistenza di prestiti ad alto rischio nei propri bilanci.
  • La posizione di Bank of America e Barclays nelle classifiche è crollata significativamente, riflettendo la loro esitazione.

Le maree sono cambiate. Le principali banche statunitensi che un tempo si avventuravano con fiducia nel mondo dei prestiti chiodati (leveraged loans) si sono ora ritirate, curando le ferite dei precedenti disastri finanziari.

Se qualcuno pensava che la rinascita del mercato delle acquisizioni negli Stati Uniti le avrebbe richiamate in prima linea, si sbagliava. Ora, questi giganti bancari osservano sospettosamente dalla tribuna, scettici sull'immergersi di nuovo nelle stesse acque tempestose.

Le Banche Riflettono sugli Errori Passati

Ricordate il 2022? Un anno che molti nel settore finanziario preferirebbero dimenticare, in particolare i grandi attori come Bank of America e Barclays. Queste istituzioni si sono trovate intrappolate in un pantano, aggrappate a miliardi di dollari di prestiti chiodati che non riuscivano a smaltire.

Molti hanno faticato a convincere gli investitori ad acquisire debiti associati ad acquisti di alto profilo come l'acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk o accordi legati all'azienda tecnologica Citrix. Quei ricordi non si cancellano facilmente.

La riluttanza non è priva di motivo. C'è una paura palpabile che questi prestiti possano nuovamente stagnare nei loro bilanci. Con incertezze che si stagliano all'orizzonte economico, non è sorprendente che queste istituzioni siano diffidenti.

Le classifiche recenti mostrano un'immagine chiara. Il declino di Bank of America è evidente, precipitato da un commendevole sesto posto nelle classifiche dell'anno scorso a un impressionante ventiduesimo posto ora. E Barclays? Sono caduti dal terzo posto a un mediocre quindicesimo.

Si potrebbe sostenere che questo rimescolamento sia dovuto a meno acquisizioni. Forse. Ma per l'osservatore attento, è più evidente che questa cautela nelle imprese ad alto rischio è un risultato diretto delle incertezze economiche.

Dalle Banche ai Fondi Privati: Il Nuovo Ordine

Il panorama sta cambiando. Le grandi banche, timorose della ghigliottina dei rating del credito, stanno optando per evitare imprese che potrebbero essere etichettate con rating bassi.

Sono ben consapevoli che tali rating potrebbero dissuadere l'élite degli acquirenti di prestiti. Di conseguenza, i fondi di credito privato stanno facendo il loro ingresso, cogliendo l'opportunità e organizzando direttamente un numero crescente di prestiti.

Questa apprensione bancaria si traduce in un pool limitato di potenziali finanziatori per acquisizioni significative. Le società di private equity si trovano ora in una posizione difficile, costrette a gravitare verso opzioni di debito più costose fornite da entità di credito privato come Blackstone o Blue Owl.

Mentre queste banche potrebbero credere di esercitare prudenza, la loro inerzia potrebbe avere un costo. Restando in disparte, stanno rinunciando a forti commissioni di origination e ai potenziali guadagni dal trading secondario che emergono dopo l'operazione.

Ad esempio, l'assenza notevole di Bank of America nel finanziare nuove imprese nell'ultimo anno ha sollevato più di qualche sopracciglio.

Tuttavia, fare dichiarazioni definitive ora potrebbe essere prematuro. Sebbene queste banche appaiano esitanti riguardo ai LBO, sono attivamente impegnate in altre aree.

Ad esempio, Bank of America è ancora un principale underwriter di prestiti chiodati negli Stati Uniti, concentrandosi più su uno spettro più ampio di finanza chiodata piuttosto che solo sui prestiti LBO.

Tuttavia, è impossibile ignorare l'approccio cautelativo adottato da queste banche dopo i tremori economici del 2021-2022, quando la Federal Reserve ha accennato a drastici aumenti dei tassi di interesse.

Le conseguenze? Le grandi banche, tra cui Barclays, Citigroup e Morgan Stanley, si sono trovate in una sabbia mobile finanziaria, lottando con obbligazioni e prestiti il cui valore è crollato.

I violent oscillazioni del mercato hanno lasciato queste istituzioni segnate, spingendole a cercare soluzioni di finanziamento a più lungo termine con condizioni più adattabili.

Clima attuale e future imprese

Il panorama competitivo non è però statico. I banchieri sono vigili, monitorano gli impegni di prestito e valutano quali concorrenti siano abbastanza audaci da fare un ritorno.

Le recenti mosse di KKR, che ha acquisito un prestito per l'acquisizione di Simon & Schuster, non hanno visto la partecipazione di diverse banche principali.

Allo stesso modo, l'acquisizione di Worldpay da parte di GTCR ha visto la partecipazione di banche come JPMorgan e Goldman, ma tra le esclusioni notevoli figuravano i grandi player come Bank of America e Barclays.

Un dirigente dei mercati dei capitali del private equity ha riassunto in modo appropriato la situazione attuale: le opportunità sono scarse e la competizione si sta intensificando.

Con le grandi banche ancora caute e i fondi di credito privato che riempiono rapidamente il vuoto, solo il tempo dirà come si evolveranno le dinamiche in questo campo di battaglia finanziario in evoluzione.

I cervelli più intelligenti del crypto leggono già la nostra newsletter. Vuoi unirti a loro? Unisciti a loro.

Condividi questo articolo

Dichiarazione di responsabilità: Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Cryptopolitan.com non si assume alcuna responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni presenti in questa pagina. Si raccomanda vivamente di effettuare ricerche indipendenti e/o consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da 6 anni. Ha collaborato con pubblicazioni focalizzate sulla blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, per analisi di mercato, grandi aziende, regolamentazione e tendenze macroeconomiche. Si è formata presso la London School of Journalism e ha condiviso tre volte le sue analisi sui mercati delle criptovalute su una delle principali reti televisive dell'Africa.

ALTRE NOTIZIE …