Gli Stati Uniti criticano la legge europea sull'IA, citando preoccupazioni per la vaghezza e l'impatto sulle piccole imprese

- Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti avverte che alcuni termini dell'AI Act europeo sono "vaghi o non definiti".
- Sono state sollevate preoccupazioni riguardo al potenziale impatto negativo sugli investimenti in IA e sulle aziende tecnologiche più piccole.
- Enfasi su come la legge potrebbe ostacolare la ricerca e lo sviluppo, favorendo le grandi aziende di intelligenza artificiale.
In una mossa che sottolinea le crescenti tensioni transatlantiche sulle normative sull'intelligenza artificiale (IA), il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha espresso riserve riguardo all'AI Act dell'Unione Europea (UE). Secondo documenti non divulgati ottenuti da Bloomberg, l'analisi del governo statunitense sostiene che l'AI Act, approvato dal Parlamento europeo a giugno, contiene termini "vagi o non definiti", sollevando preoccupazioni sul suo potenziale impatto su gli investimenti in IA e sul panorama competitivo.
L'AI Act, che entrerà in vigore nel 2025, mira a regolare i sistemi di IA ad alto rischio, inclusi ma non limitati al software di riconoscimento facciale. Impone alle aziende che sviluppano IA, simili a ChatGPT, di divulgare maggiori informazioni sui dati utilizzati per addestrare i loro sistemi. I tre rami del potere dell'UE – la Commissione, il Parlamento e il Consiglio – devono raggiungere un consenso sulla versione finale della legge.
Gli Stati Uniti segnalano preoccupazioni per le leggi sull'IA approvate dall'UE
Concentrandosi specificamente sulla versione approvata dal Parlamento europeo, l'analisi statunitense sostiene che le normative sull'IA potrebbero favorire sproporzionatamente le grandi aziende tecnologiche in grado di finanziare l'addestramento estensivo di sistemi di apprendimento automatico. Le piccole imprese, prive delle risorse finanziarie, potrebbero affrontare ostacoli nella conformità, portando potenzialmente a perdite.
L'analisi del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti suggerisce che alcune disposizioni dell'AI Act dell'UE potrebbero avere l'effetto di ostacolare l'aumento di produttività previsto e potrebbero potenzialmente risultare nella migrazione di posti di lavoro e investimenti verso altri mercati. Questa preoccupazione è radicata nella convinzione che le normative potrebbero limitare gli investimenti nella ricerca e sviluppo (R&S) di IA e nella commercializzazione all'interno dell'UE, limitando la competitività delle imprese europee.
Di particolare nota è la discrepanza nell'approccio tra l'UE e gli Stati Uniti. Mentre il focus dell'UE è sullo sviluppo di modelli di IA, gli Stati Uniti sarebbero più interessati a regolare come questi modelli vengono utilizzati. L'assenza di normative sull'IA negli Stati Uniti non ha scoraggiato la sua critica all'approccio dell'UE.
Una storia di preoccupazioni e contrasti
Non è la prima volta che gli Stati Uniti esprimono preoccupazioni per la legge europea sull'IA. Le obiezioni iniziali furono sollevate quando la Commissione europea propose per la prima volta l'AI Act nel 2021. A maggio, il Segretario di Stato degli Stati Uniti Antony Blinken si oppose a diverse proposte del Parlamento europeo durante le discussioni in Svezia.
L'analisi, inclusa una revisione dettagliata di alcune disposizioni della legge, sarebbe stata condivisa con le controparti europee nelle ultime settimane. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, tuttavia, si astiene dal commentare le informazioni trapelate, dichiarando di voler utilizzare la propria relazione con l'UE per raggiungere la solidarietà digitale su importanti questioni bilaterali.
Il Parlamento europeo, d'altra parte, ha presentato l'AI Act come un impegno per lo sviluppo responsabile dell'IA con un "approccio equilibrato e incentrato sull'uomo". La legislazione propone una categorizzazione basata sul rischio dei sistemi di IA, che va dalla categoria a rischio più basso, che coinvolge l'IA nei videogiochi o nei filtri antispam, alla categoria a rischio più alto, che include l'IA per il punteggio sociale – una pratica che assegna punteggi agli individui in base al comportamento per scopi come prestiti o alloggio.
Le aziende che trattano con IA ad alto rischio sarebbero obbligate a fornire informazioni dettagliate su come funzionano i loro sistemi. Questo requisito di trasparenza mira a garantire equità e prevenire la discriminazione, allineandosi con l'enfasi dell'UE su un approccio responsabile ed etico allo sviluppo dell'IA.
L'AI Act emerge in un contesto caratterizzato da crescenti avvertimenti degli esperti sulle potenziali minacce poste dallo sviluppo rapido dell'intelligenza artificiale. Mentre l'UE si impegna a stabilire un quadro normativo, gli Stati Uniti continuano a scrutinare il proprio approccio, sottolineando la necessità di un delicato equilibrio tra la promozione dell'innovazione e l'affrontare i potenziali rischi nel panorama dell'IA.
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Aamir Sheikh
Aamir è un giornalista tecnologico con quasi sei anni di esperienza nei settori delle criptovalute e della tecnologia. Si è laureato presso l'Università MAJ con un MBA in Finanza e Marketing. Attualmente lavora per Cryptopolitan, dove si occupa delle ultime novità sui mercati delle criptovalute e delle previsioni sui prezzi.
















