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I piccioni dimostrano capacità di risoluzione dei problemi simili all'IA in uno studio recente

DiBrian KoomeBrian Koome 2 min di lettura
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  • I ricercatori hanno scoperto che i piccioni mostrano capacità di risoluzione dei problemi simili a quelle dei sistemi di intelligenza artificiale.
  • L'ipotesi prevalente era che i piccioni adottassero una strategia di "forza bruta" paragonabile a quella dei modelli di IA.
  • Si riteneva generalmente che l'apprendimento associativo fosse troppo elementare per spiegare compiti complessi di categorizzazione visiva. 

In uno studio rivoluzionario, i ricercatori hanno scoperto che i piccioni, spesso considerati creature semplici, mostrano capacità di risoluzione dei problemi simili ai sistemi di intelligenza artificiale (AI). Questa rivelazione sfida le nozioni convenzionali di cognizione aviaria e suggerisce che i piccioni impiegano una forma di apprendimento per "forza bruta" simile agli algoritmi di IA.

I piccioni affrontano problemi complessi con un approccio simile all'IA

Ricerche precedenti avevano dimostrato la competenza dei piccioni nel risolvere compiti di categorizzazione intricati che sfidano i modelli di pensiero umani convenzionali, come l'attenzione selettiva e l'utilizzo esplicito di regole. L'ipotesi prevalente era che i piccioni impiegassero una strategia di "forza bruta" paragonabile a modelli di IA.

In questo studio, i piccioni sono stati sottoposti a una serie di compiti di categorizzazione che coinvolgevano stimoli comprendenti linee di larghezze e angoli variabili, anelli concentrici e anelli sezionati. I piccioni dovevano beccare un pulsante a sinistra o a destra per classificare gli stimoli in categorie specifiche. Le risposte corrette erano ricompensate con pellet di cibo, mentre quelle errate non ottenevano alcuna ricompensa.

Lo studio comprendeva quattro compiti diversi, ciascuno presentava livelli di difficoltà variabili. I risultati hanno rivelato che, attraverso tentativi ed errori implacabili, i piccioni hanno migliorato sostanzialmente la loro capacità di fare scelte corrette. In uno degli esperimenti più facili, i piccioni sono passati da un tasso di accuratezza iniziale di circa il 55% a un impressionante 95%. Anche in scenari più impegnativi, la loro accuratezza è aumentata dal 55% al 68%.

Apprendimento associativo e correzione degli errori

I ricercatori ipotizzavano che i piccioni impiegassero principalmente l'apprendimento associativo, un processo che implica il collegamento di due fenomeni insieme. Mentre esseri umani e animali stabiliscono spesso associazioni tra concetti semplici, come "acqua" e "bagnato", si assumeva generalmente che l'apprendimento associativo fosse troppo basilare per spiegare compiti complessi di categorizzazione visiva. Tuttavia, i risultati dello studio erano allineati con questa nozione.

Il modello di IA del team di ricerca, sviluppato per affrontare gli stessi compiti, utilizzava solo due meccanismi semplici presumibilmente usati dai piccioni: apprendimento associativo e correzione degli errori. Proprio come i piccioni, il modello di IA ha imparato a fare previsioni sempre più accurate, aumentando significativamente il suo tasso di risposte corrette.

Un contrasto notevole è emerso tra gli approcci umani e quelli dei piccioni a tali compiti. Gli esseri umani tentano tipicamente di formulare regole che possano semplificare il compito da svolgere, una strategia che spesso fallisce quando si affrontano problemi eccezionalmente complessi. I piccioni, tuttavia, si astengono dalla creazione di regole, affidandosi al metodo per tentativi ed errori unito all'apprendimento associativo. In specifici tipi di compiti, questo approccio sembra conferire ai piccioni un vantaggio sugli esseri umani.

Principi di apprendimento dell'IA e dei piccioni

Ciò che rende questa scoperta intrigante è la somiglianza tra i principi di apprendimento impiegati dai piccioni e quelli che guidano le macchine di intelligenza artificiale (IA) progettate dall'uomo. Questa rivelazione mette in discussione la percezione convenzionale dei piccioni come creature intellettualmente limitate, evidenziando i meccanismi cognitivi condivisi tra piccioni e sistemi di IA.

Il dottor John Turner, un ricercatore di spicco coinvolto nello studio, ha dichiarato: «Celebriamo quanto siamo intelligenti per aver progettato l'intelligenza artificiale, allo stesso tempo sminuiamo i piccioni considerandoli animali ottusi. Ma i principi di apprendimento che guidano i comportamenti di queste macchine di IA sono piuttosto simili a quelli utilizzati dai piccioni.»

Lo studio ha ricevuto il sostegno di due prestigiose istituzioni: la National Science Foundation e i National Institutes of Health. Queste organizzazioni hanno svolto un ruolo vitale nel consentire ai ricercatori di approfondire il affascinante mondo della cognizione dei piccioni e le sue sorprendenti parallelismi con i sistemi di IA.

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Brian Koome

Brian Koome

Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.

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