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Il candidato presidenziale argentino sostiene la dollarizzazione per rivitalizzare l'economia paralizzante

DiYvonne KiambiYvonne Kiambi 3 min di lettura
Il candidato alla presidenza dell'Argentina sostiene la dollarizzazione per rilanciare l'economia paralizzante

Il candidato alla presidenza dell'Argentina sostiene la dollarizzazione per rilanciare l'economia paralizzante

  • Il candidato alla presidenza dell'Argentina, Javier Milei, sta spingendo per adottare il dollaro USA come valuta ufficiale del paese.
  • Il dibattito sulla dollarizzazione ha guadagnato slancio a causa della forte svalutazione del peso, che ha portato all'iperinflazione e a sfide legate al debito in Argentina.
  • I critici, tra cui l'economista Robin Brooks, si oppongono alla dollarizzazione, sottolineando che essa comporta la rinuncia al controllo indipendente della politica monetaria.

Il candidato presidenziale argentino Javier Milei ha sostenuto l'adozione del dollaro USA come valuta nazionale. Per promuovere ulteriormente questa agenda, Milei ha avviato discussioni con fondi di investimento esteri per ottenere prestiti in dollari al fine di rafforzare le riserve del paese. 

Milei ha inoltre espresso la convinzione che le persone dovrebbero poter utilizzare i dollari che hanno risparmiato sotto il materasso. Ha sottolineato questo punto durante un evento, aggiungendo che il rafforzamento delle riserve in dollari migliorerebbe la solvibilità dell'Argentina prima di abbandonare il peso.

L'Argentina cerca di rivitalizzare l'economia paralizzante 

La discussione riguardo all'adozione da parte dell'Argentina del dollaro USA come valuta primaria ha guadagnato slancio, in particolare a causa del forte deprezzamento del peso, che ha esacerbato i problemi di iperinflazione e debito nel paese. Il dollaro si è apprezzato di circa il 240% rispetto al peso dalla fine del 2021, e l'inflazione annuale in Argentina è attualmente al 113%.

Milei, insieme ad economisti come Steve Hanke, professore di economia applicata alla Johns Hopkins University, ha sostenuto l'uso del dollaro per liberarsi dalla "spirale mortale" che sta paralizzando l'economia argentina.

Tuttavia, anche se Milei dovesse ottenere la vittoria e superare la resistenza pubblica alla dollarizzazione, ci sarebbe un lavoro fondamentale da svolgere. La banca centrale deve accumulare riserve in dollari sufficienti non solo per acquistare tutta la valuta in circolazione, ma anche per offrire un buffer affidabile alle banche in caso di un eventuale aumento dei prelievi. 

Secondo gli analisti locali, le riserve estere nette sono stimate tra i -6,5 miliardi di dollari e i -9,9 miliardi di dollari. Questo è circa 50 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto potrebbe essere richiesto per una transizione di dollarizzazione di successo. Vale la pena notare che la Banca Centrale dell'Argentina non divulga le sue riserve estere nette, solo le sue riserve totali, che comprendono vari attività illiquide. Il paese potrebbe cercare di raccogliere fondi dagli investitori esteri attraverso attività di mercato obbligazionario mentre potenzialmente regola il tasso di cambio ufficiale per colmare questo divario. Anche con queste misure, una corsa generalizzata alle banche potrebbe potenzialmente sconvolgere il passaggio al dollaro.

Alcuni esperti, come Robin Brooks, il capo economista dell'Istituto di Finanza Internazionale, hanno espresso opposizione all'idea della dollarizzazione. Milei ha anche menzionato che avrebbe cercato ulteriori dollari dal Fondo Monetario Internazionale, considerando l'ingente carico di debito del paese.

È notevole che uno dei principali svantaggi della dollarizzazione sia la rinuncia a una politica monetaria indipendente. Le nazioni che adottano il dollaro USA non possono manipolare i tassi di interesse per regolare l'offerta di moneta in risposta alle mutevoli circostanze economiche. Questa responsabilità ricade essenzialmente sotto la giurisdizione della Federal Reserve degli Stati Uniti, che fissa i tassi in base alle esigenze dell'economia americana. A volte, questo può portare a priorità disallineate. 

L'inflazione nella città di Buenos Aires, in Argentina, aumenta

I forti aumenti dei prezzi e la svalutazione del peso hanno portato all'inflazione mensile a entrare nel doppio digit a Buenos Aires. Alloggio, acqua, elettricità, gas e altri combustibili hanno registrato l'aumento più significativo, contribuendo in modo sostanziale all'aumento complessivo. Anche gli alimenti e le bevande non alcoliche hanno registrato aumenti notevoli, in particolare nelle categorie come carne, pane, cereali e verdure.

Il rapporto evidenzia anche le sfide affrontate dal settore della ristorazione e dell'ospitalità, con un aumento dei prezzi del 8,3% per il cibo preparato. Tuttavia, la diminuzione delle tariffe di alloggio alberghiero per i turisti ha fornito un certo sollievo. Questi dati sottolineano l'urgente necessità di misure e politiche economiche efficaci per stabilizzare la situazione e frenare l'inflazione.

I forti aumenti nei costi sanitari e dei trasporti evidenziano l'impatto ampio dell'inflazione sui servizi essenziali e sulla vita quotidiana a Buenos Aires. La svalutazione del peso dopo le primarie PASO del 13 agosto ha ulteriormente esacerbato la situazione.

L'avvertimento di Focus Economics riguardo alla possibilità che l'Argentina affronti il tasso di inflazione più alto del mondo il prossimo anno è profondamente preoccupante. Se l'inflazione raggiungerà il previsto 130 percento nel 2024, porrà sfide severe all'economia del paese e al benessere dei suoi cittadini. Questa proiezione supera persino quella del Venezuela, un paese già alle prese con l'iperinflazione.

Nel frattempo, l'economia generale dell'Argentina è proiettata a contrarsi di oltre il 2% nel 2023. In contrasto, la Fed sta perseguendo una politica monetaria restrittiva per combattere l'inflazione. Inoltre, la dollarizzazione non impone disciplina fiscale ai leader governativi; rimuove semplicemente l'opzione di evitare il default stampando più denaro. A causa di questi fattori, molti economisti sostengono che se un paese riesce a radunare la disciplina necessaria per evitare il default, sarebbe meglio per lui mantenere la propria valuta e un tasso di cambio flessibile, perseguendo una politica credibile di targeting dell'inflazione attraverso la banca centrale.

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Yvonne Kiambi

Yvonne Kiambi

Yvonne è un'appassionata di blockchain e criptovalute. È entusiasta di scrivere e mira a guidare i lettori senza sforzo attraverso l'affascinante mondo delle cripto. Quando non sta scrivendo, la trovi immersa in un buon libro.

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