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Costruire un futuro nuovo: l'infrastruttura Bitcoin alimenta l'economia AI in rapida espansione

DiCryptopolitan MediaCryptopolitan Media 3 min di lettura

Gli ultimi diciotto mesi hanno apparentemente riscritto il manuale economico per le infrastrutture digitali in Nord America, poiché i massicci data center originariamente costruiti per convalidare le transazioni di criptovalute hanno subito una significativa trasformazione, parlando ora il linguaggio dei cluster GPU incentrati sull'IA, dei carichi di lavoro di addestramento e della capacità di inferenza.

A questo proposito, all'inizio di quest'anno, una delle più grandi società di mining di asset digitali al mondo, Core Scientific, ha firmato accordi con il fornitore di infrastrutture IA CoreWeave del valore di oltre tre miliardi di dollari, convertendo porzioni delle sue strutture di mining per ospitare GPU NVIDIA per facilitare vari carichi di lavoro di machine learning (ML).

Allo stesso modo, TeraWulf, Cipher Mining e IREN hanno anche annunciato partnership da miliardi di dollari con vari fornitori hyperscale, nel tentativo di massimizzare i loro redditi ospitando i loro processi IA su di essi.

Un problema in attesa di essere risolto

Dall'esterno, la convergenza delle infrastrutture di mining con una crescente domanda di IA ha esposto una lacuna critica del mercato, che potrebbe persistere ben nel futuro. Per cominciare, le imprese che richiedono capacità GPU per esecuzioni di addestramento o compiti di calcolo specializzati affrontano ancora opzioni limitate dominate da un manipolo di fornitori hyperscale, vale a dire AWS, Microsoft e Google.

Inoltre, il problema dell'inefficienza ha portato all'acquisto di GPU per progetti specifici, che poi restano inattive tra un carico di lavoro e l'altro. Anche i prezzi sono rimasti opachi, senza meccanismi standardizzati per confrontare le offerte tra diversi provider o regioni geografiche. 

Di conseguenza, i mercati del calcolo, emersi per la prima volta nel 2024, hanno guadagnato enorme trazione. Ad esempio, Argentum AI è emerso come pioniere in questo spazio, offrendo ai clienti un mercato del calcolo decentralizzato ricco di un «benchmark vivente», ovvero un sistema di riferimento addestrato su transazioni reali piuttosto che su modelli sintetici o specifiche fornite dai vendor.

Man mano che la rete elabora più transazioni, il suo dataset diventa più ricco e predittivo, portando benefici sia ai provider che alle imprese grazie a raccomandazioni che continuano a migliorare. 

Sul fronte tecnico, la piattaforma incorpora set di funzionalità come enclave sicure, prove a conoscenza zero (ZK) e un meccanismo di fiducia basato sullo staking, per abilitare il calcolo confidenziale e l'esecuzione verificabile. Questo aiuta a soddisfare i requisiti di una miriade di settori, che vanno dalla finanza alla sanità, fino alla difesa. 

Se ciò non bastasse, Argentum riutilizza anche le GPU NVIDIA inattive e ritirate dagli iperscalatori e dai data center, prolungandone così la vita utile e fornendo risorse a un costo molto più accessibile (riducendo contemporaneamente anche i rifiuti elettronici).

Detto questo, ciò che distingue davvero l'approccio di Argentum dagli altri marketplace di calcolo emergenti è il riconoscimento del fatto che le attività possono variare enormemente nelle loro specifiche. Ad esempio, un lavoro di rendering può avere tolleranze di latenza diverse rispetto alle attività di inferenza in tempo reale. 

Infine, vale la pena menzionare che il framework blockchain della piattaforma garantisce che i requisiti delle attività, le offerte, i registri di esecuzione, ecc., vengano registrati su un registro trasparente per assicurarsi che alcuni partecipanti non ricevano preferenze (o che i modelli di prezzo non siano oscuri). 

Cosa ci aspetta?

La crescente rilevanza dei mercati decentralizzati delle GPU arriva in un momento in cui le richieste di data center negli Stati Uniti sono proiettate per raggiungere quarantacinque gigawatt entro la fine del decennio. Allo stesso modo, la spesa per le infrastrutture IA è anche stimata per superare i 370 miliardi di dollari entro il prossimo decennio.

Pertanto, mentre gli approcci centralizzati esistenti affrontano una pressione crescente, le piattaforme progettate attorno a capacità aggregate e meccanismi di mercato trasparenti stanno iniziando a offrire soluzioni potenziali a questi colli di bottiglia in modo altamente democratizzato.

Invece di dipendere da poche mega-corporations per fornire infrastrutture, il modello proposto da Argentum sta consentendo a migliaia di operatori indipendenti (sia strutture di mining convertite che provider di edge computing) di partecipare a una singola rete coordinata. 

Pertanto, mentre il mercato si risveglia alla crescente domanda di scambi di computer liquidi e decentralizzati, l'infrastruttura precedentemente costruita per proteggere le reti crittografiche potrebbe ben servire come base per le esigenze computazionali dell'AI negli anni a venire. Tempi interessanti, per non dire altro.

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