Il DOJ degli Stati Uniti lancia una caccia all'uomo per hacker e ladri DeFi

DOJ
- Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha intensificato i propri sforzi per contrastare le attività criminali all'interno dell'ecosistema DeFi.
- L'aumento dell'uso della criptovaluta per attività illecite ha collocato il settore in una difficile posizione normativa.
- Gli hacker nordcoreani rubano miliardi in criptovalute, mettendo a rischio gli investimenti degli investitori.
Washington, D.C. – Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha recentemente intensificato i suoi sforzi per colpire le attività criminali nello spazio della finanza decentralizzata (DeFi). Con un numero crescente di furti e hackeraggi che si verificano nell'ecosistema delle valute digitali, il DOJ è determinato a salvaguardare l'integrità del sistema finanziario e proteggere gli investitori da schemi fraudolenti. Queste misure fanno parte dell'impegno continuo del DOJ per combattere la cybercriminalità e garantire la sicurezza degli asset digitali.
L'aumentato focus del DOJ sulle attività criminali DeFi
Il DOJ ha riconosciuto la crescente minaccia rappresentata dalle attività criminali nel settore DeFi in rapida crescita, che ha visto una crescita tremenda negli ultimi anni. La DeFi si riferisce all'uso della tecnologia blockchain e dei contratti intelligenti per fornire servizi finanziari, come prestiti, trading e investimenti, senza intermediari come le banche.
Sebbene la DeFi offra soluzioni e opportunità innovative, è diventata anche un bersaglio per attori malintenzionati che cercano di sfruttare le vulnerabilità e truffare gli utenti ignari. In mezzo a un aumento di quattro anni delle attività crypto illegali, il "tsar" delle criptovalute del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta serrando la presa sugli hacker e sugli sfruttatori della Finanza Decentralizzata (DeFi).
In un articolo pubblicato dal Financial Times il 15 maggio, Eun Young Choi, direttrice del National Cryptocurrency Enforcement Team (NCET) del Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato che il dipartimento si sta concentrando su furti e violazioni che coinvolgono la DeFi, "in particolare i bridge di catena".
Secondo un rapporto del Financial Times, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) sta perseguendo attivamente le persone coinvolte in furti e hackeraggi legati alla DeFi. Il dipartimento mira a portare questi criminali davanti alla giustizia e a inviare un chiaro messaggio che le attività illegali nello spazio delle valute digitali non saranno tollerate. Serrando la presa sui crimini DeFi, il DOJ cerca di promuovere un ambiente più sicuro per gli investitori e di promuovere l'uso responsabile delle piattaforme finanziarie decentralizzate.
Dato che gli "hacker sponsorizzati dallo stato" nordcoreani sono emersi come "attori chiave in questo spazio", Choi ha ritenuto che si tratti di un "problema piuttosto significativo" per il DOJ. I rapporti indicano che gli hacker nordcoreani hanno sottratto tra 630 milioni e 1 miliardo di dollari in asset crypto nel 2022.
L'abbattimento di ChipMixer e le accuse segnalano l'impegno del DOJ a contrastare i crimini delle valute digitali
Un esempio notevole degli sforzi del DOJ è il recente abbattimento di ChipMixer. ChipMixer, un popolare servizio di mixing crypto, è stato accusato di aver facilitato e aiutato il riciclaggio di denaro.
I servizi di mixing permettono agli utenti di oscurare l'origine delle loro transazioni di valuta digitale, rendendo difficile per le agenzie di applicazione della legge tracciare i fondi illeciti. L'intervento di successo del DOJ, in questo caso, dimostra la sua determinazione a smantellare le reti criminali che sfruttano le criptovalute per il riciclaggio di denaro.
Le azioni del DOJ contro ChipMixer evidenziano il suo impegno a interrompere le attività criminali associate alle valute digitali. L'abbattimento di questo servizio di invio invia un forte messaggio che il riciclaggio di denaro attraverso gli asset digitali non passerà inosservato. La presunta facilitazione del riciclaggio di denaro da parte di ChipMixer non solo mina l'integrità del sistema finanziario, ma rappresenta anche un rischio significativo per la sicurezza nazionale.
Inoltre, le azioni del DOJ contro ChipMixer riflettono uno sforzo più ampio per garantire che gli asset digitali non siano sfruttati per scopi criminali. Il dipartimento riconosce il potenziale trasformativo della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ma sottolinea la necessità di un'innovazione responsabile e del rispetto delle leggi esistenti.
Attraverso azioni di enforcement strategiche e partnership collaborative con controparti internazionali, il DOJ mira a stabilire un quadro robusto che bilanci l'innovazione con la supervisione normativa nell'ecosistema delle valute digitali.]
Gli hackeraggi crypto aumentano in 2023
Choi, che ha recentemente parlato alla Financial Times Crypto and Digital Assets Summit, ha ribadito che il DOJ sta perseguendo le aziende crypto che si impegnano in attività criminali o che chiudono un occhio per "oscurare la traccia delle transazioni". Ha detto
Il DOJ sta prendendo di mira le aziende che commettono crimini esse stesse o che li permettono di accadere, come abilitare il riciclaggio di denaro.
Choi
Ha spiegato che colpire la fonte, la piattaforma stessa, avrà un "effetto moltiplicatore" rendendo più difficile per "gli attori criminali trarre profitto facilmente dai loro crimini". Le piattaforme DeFi sono state il bersaglio di numerosi attacchi negli ultimi tempi.

Il 13 marzo è stato segnalato il più grande attacco DeFi finora quest'anno, con oltre 196 milioni di dollari in Dai, USD Coin, Ether bloccato (stETH) e Bitcoin Wrapped (WBTC) rubati da Euler Finance. Nel novembre 2022, un sfruttatore avrebbe approfittato della limitata liquidità di Mango Markets per "svuotare i fondi".
L'hacker ha depositato 5 milioni di dollari dei propri fondi sulla piattaforma, causando l'aumento del prezzo del suo token nativo Mango (MNGO) da 0,03 $ a 0,91 $ e le sue partecipazioni MNGO ad aumentare a 423 milioni di dollari. Lo sfruttatore è poi stato in grado di ottenere un prestito di 116 milioni di dollari utilizzando diversi token sulla piattaforma, incluso il Bitcoin.
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Florence Muchai
Florence si occupa di notizie relative a criptovalute, gaming, tecnologia e AI da oltre 6 anni. I suoi studi in Informatica presso l'Università Meru di Scienze e Tecnologia e in Gestione delle Emergenze e Diplomazia Internazionale presso il MMUST le hanno fornito eccellenti competenze linguistiche, osservative e tecniche. Florence ha lavorato al VAP Group e come editor per diverse testate specializzate in criptovalute.
















