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La Cina solleva preoccupazioni sul mercato dei robot umanoidi

DiHannah CollymoreHannah Collymore 2 min di lettura
  • L'agenzia cinese per la pianificazione economica avverte che il settore in rapida espansione della robotica umanoidale potrebbe essere surriscaldato. 
  • UBTech Robotics prevede di aumentare la produzione e ricevere grandi ordini nonostante l'adozione lenta nel mondo reale dei robot umanoidali. 
  • Pechino intende stringere le regole di mercato affinché il settore cresca in modo più sostenibile. 

 

L'agenzia cinese per la pianificazione economica ha avvertito che la sovrapproduzione di robot umanoidali altamente simili potrebbe far collassare l'industria. Ora intende promuovere la consolidazione e la condivisione tecnologica, concentrando le risorse sulla ricerca e sviluppo.

La robotica umanoidale è uno dei settori che la Cina considera un motore chiave della crescita economica futura, ma i funzionari sono ora preoccupati che il mercato stia diventando affollato: oltre 150 aziende producono già robot simili all'uomo, spingendo le autorità a lanciare un allarme sull'eccessiva somiglianza tra di essi.

La Cina mette in guardia contro i robot 'copia-incolla'

In una conferenza stampa del 27 novembre, Li Chao, portavoce della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC), ha dichiarato che in Cina sono ora oltre 150 le aziende produttrici di robot umanoidi e molte stanno immettendo sul mercato prodotti "altamente simili". 

La preoccupazione è che un gran numero di modelli di robot umanoidi quasi identici possano invadere il mercato, limitare l'effettiva innovazione e assorbire capitali che dovrebbero essere destinati alla ricerca e sviluppo (R&S). L'NDRC ha avvertito che il settore rischia di essere sommerso da cloni che inseguono l'hype speculativo degli investitori a breve termine. 

Il governo ha promesso di accelerare gli sforzi per stabilire regole più chiare per l'ingresso e l'uscita dal mercato. Intende inoltre incoraggiare le aziende produttrici di robot a fondersi e collaborare, condividendo tecnologie e risorse industriali tra le diverse imprese. 

Cresce la domanda istituzionale di robot

Aziende come UBTech hanno ampliato drasticamente la produzione dei propri modelli di robot umanoidi. Secondo il South China Morning Post, UBTech pianifica di aumentare la propria produzione di robot umanoidi di dieci volte nel 2026, mentre i costi di produzione si riducono di circa il 20% all'anno grazie alle economie di scala. 

UBTech ha recentemente lanciato il suo "Walker S2" robot industriale umanoid e ha dichiarato di aver ottenuto ordini per un valore superiore a 800 milioni di yuan (circa 112 milioni di dollari) quest'anno. Nel frattempo, le vendite dell'intero settore sono previste in superamento delle 10.000 unità di robot umanoidi nel 2025. 

Gli analisti cinesi attribuiscono gran parte della crescita del settore a politiche governative favorevoli. Quest'anno, per la prima volta, il rapporto sul lavoro del governo cinese ha incluso l'"AI incarnata", che si riferisce a robot e sistemi di intelligenza artificiale che interagiscono fisicamente con il mondo. 

Secondo i rapporti, la Cina è responsabile di oltre la metà dei nuovi robot industriali mondiali dal 2021. La sua "densità robotica", ovvero il numero di robot ogni 10.000 dipendenti, è passata da 97 nel 2017 a 470 nel 2023, un aumento quasi quadruplo. 

Tuttavia, nonostante l'hype e gli investimenti, l'uso dei robot umanoidi non è ancora stato ampiamente adottato, specialmente in contesti quotidiani come le case. 

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Hannah Collymore

Hannah Collymore

Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi un decennio di esperienza nella scrittura di blog e nella copertura di eventi nel settore delle criptovalute. Presso Cryptopolitan, Hannah contribuisce alla pagina delle notizie, riportando e analizzando gli ultimi sviluppi nei settori DeFi, RWA, regolamentazione crypto, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Si è laureata all'Arcadia University con una laurea in Amministrazione Aziendale.

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