- Huawei utilizza il calcolo in cluster e progetti di chip innovativi per colmare i gap prestazionali.
- L'azienda investe ora 180 miliardi di yuan all'anno nella ricerca teorica e nello sviluppo di prodotti.
- I suoi chip AI Ascend in cluster aiutano a ridurre il divario rispetto a Nvidia.
La produzione di chip di Huawei rimane indietro di una generazione rispetto ai rivali statunitensi, ma l'azienda sta implementando soluzioni creative per colmare il divario, secondo le dichiarazioni del CEO Ren Zhengfei pubblicate questa settimana dai media locali.
Nonostante i severi controlli all'esportazione americani imposti dal 2019, Huawei fa affidamento su tecniche come il calcolo in cluster e chip "composti" innovativi a più elementi per migliorare le prestazioni, ha dichiarato Zhengfei al quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese.
Huawei punta sull'innovazione per ridurre il divario
Zhengfei ha sottolineato che Huawei dedica circa 180 miliardi di yuan (circa 25 miliardi di dollari USA) ogni anno alla R&S, suddividendo tale investimento tra esplorazione teorica e sviluppo di prodotti.
«Senza una solida base teorica, le innovazioni sono impossibili, e senza innovazioni, non possiamo sperare di ridurre il vantaggio stabilito dalle aziende statunitensi», ha dichiarato, sottolineando che circa un terzo del budget annuale per la ricerca sostiene la scienza fondamentale, mentre i due terzi rimanenti sono indirizzati all'ingegneria pratica e al design.
Al centro della strategia di Huawei si trova una triade di approcci complementari. In primo luogo, l'azienda combina la matematica avanzata con la fisica convenzionale per simulare e ottimizzare il comportamento dei chip, aggirando alcuni dei vincoli della Legge di Moore, il principio secondo cui il numero di transistor raddoppia circa ogni due anni.
In secondo luogo, mescolando diversi materiali semiconduttori in chip composti, Huawei cerca di ottenere nuovi guadagni di prestazioni oltre ciò che i dispositivi a materiale singolo possono offrire.
Infine, l'azienda sta sfruttando il calcolo su cluster su larga scala, collegando centinaia di processori individuali in un sistema unificato, per compensare eventuali carenze nella velocità grezza di un singolo chip.
«Intrecciando la matematica nel design fisico e integrando la Legge di Moore con tecniche non-Moore, per poi aggiungere il calcolo su cluster, possiamo ottenere risultati adatti alle applicazioni del mondo reale.»
Zhengfei.
Ha aggiunto che il software non si è dimostrato un collo di bottiglia per Huawei; piuttosto, le limitazioni risiedono nell'hardware stesso.
La franca ammissione di Zhengfei sul ritardo della sua azienda arriva mentre i senior negoziatori commerciali statunitensi e cinesi continuano le discussioni a Londra, dove le restrizioni tecnologiche americane alla Cina sono all'ordine del giorno.
L'azienda vuole dimostrare un punto
Dal 2019, Washington ha vietato alle aziende cinesi, inclusa Huawei, di ottenere i processori più avanzati e le attrezzature ad alta precisione necessarie per la loro produzione, nel tentativo di frenare le ambizioni tecnologiche e militari di Pechino.
Fino ad ora, né Zhengfei né alcun altro dirigente di Huawei hanno dettagliato pubblicamente gli sforzi dell'azienda nella produzione di chip. Le sue dichiarazioni segnano la prima ufficiale intravedere come l'azienda cinese stia rispondendo a queste sfide.
«Gli Stati Uniti hanno forse sopravvalutato la potenza di Huawei», ha riconosciuto Zhengfei.
«Non siamo così straordinari come alcuni sostengono, dobbiamo lavorare instancabilmente per dimostrare il nostro valore.»
Zhengfei
In parallelo alle sue misure difensive, Huawei ha attivamente promosso la sua famiglia di chip per l'intelligenza artificiale Ascend, che competono con i prodotti di Nvidia, leader indiscusso nei processori AI. Ad aprile, Huawei ha presentato il suo sistema "AI CloudMatrix 384", che unisce 384 chip Ascend 910C in un singolo cluster progettato per l'addestramento di modelli AI.
Gli analisti del settore hanno sottolineato che in alcuni benchmark questa configurazione può persino superare la configurazione GB200 NVL72 di Nvidia, sebbene l'azienda americana domini ancora molte altre metriche.
Tuttavia, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha recentemente stabilito che l'implementazione dei chip Ascend violerebbe i controlli all'esportazione esistenti, sottolineando la complessa intersezione tra competizione globale e sicurezza nazionale.
Nvidia, dal canto suo, non è riuscita a vendere le sue GPU più all'avanguardia agli acquirenti cinesi, una situazione che ha permesso a Huawei di recuperare una quota di mercato a livello domestico, anche se i suoi chip rimangono tecnicamente un passo indietro.
Guardando al futuro, Zhengfei ha espresso ottimismo. Ha evidenziato il potenziale dei chip composti, dispositivi costruiti da più materiali semiconduttori, come un potenziale game-changer. E ha ribadito la sua fiducia che, attraverso investimenti persistenti sia nella teoria che nell'ingegneria, Huawei continuerà a ridurre il divario di prestazioni rispetto ai suoi concorrenti statunitensi.
«Non c'è motivo di preoccuparsi per l'approvvigionamento di chip di Huawei», ha concluso, esortando gli stakeholder a riconoscere la resilienza e l'ingegnosità dell'azienda sotto pressione.
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Enacy Mapakame
Enacy Mapakame è una giornalista con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle notizie finanziarie e aziendali. Si occupa di mercati dei capitali e tecnologie emergenti: metaverso, intelligenza artificiale e criptovalute. Enacy è laureata con onori in Media and Society Studies.
















