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La lista nera statunitense colpisce l'IA cinese mentre le app guadagnano terreno

DiHania HumayunHania Humayun
3 minuti di lettura
La lista nera statunitense colpisce l'IA cinese mentre le app guadagnano terreno
  • La Cina è all'avanguardia rispetto agli Stati Uniti nell'uso quotidiano dell'intelligenza artificiale, ma la sua adozione sta silenziosamente distruggendo posti di lavoro qualificati.
  • Il Pentagono ha aggiunto Alibaba, Baidu e BYD alla sua lista di aziende legate al settore militare, acuendo le tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina.
  • OpenAI ha bloccato gli account collegati alla Cina che utilizzavano ChatGPT per influenzare occultamente l'opinione pubblica americana.

Il boom dell'intelligenza artificiale in Cina sta raggiungendo milioni di persone, ma sta anche causando la perdita di posti di lavoro e alimentando le tensioni con gli Stati Uniti.

Secondo quanto emerso dagli incontri tenutisi questa settimana a Shenzhen tra leader del settore tecnologico e investitori, la Cina ha superato gli Stati Uniti nell'integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale nell'uso quotidiano.

Ma quelle stesse voci lanciano l'allarme sulle valutazioni eccessive delle aziende cinesi, pur lodando i progressi concreti del Paese.

Il boom dell'intelligenza artificiale in Cina ha un costo per i lavoratori

Chi Zhang, direttore generale della divisione bancaria di Alibaba Cloud Intelligence Group, ha rilasciato queste dichiarazioni giovedì in occasione dell'HKEX Future Tech Summit 2026 a Shenzhen.

Ha attribuito alla situazione economica attuale della Cina e alla sua vasta riserva di ingegneri e imprenditori il merito di aver fornito al paese unatronpiattaforma per portare i prodotti basati sull'intelligenza artificiale ai consumatori reali.

Ma i benefici non sono privi di inconvenienti.

L'intelligenza artificiale sta modificando in modo impercettibile le modalità di reclutamento e gestione dei dipendenti da parte delle aziende negli uffici e nei consigli di amministrazione cinesi.

I team stanno cambiando, vengono assunti meno laureati e alcune posizioni vengono eliminate improvvisamente.

Lavoratori etracsostengono che l'intelligenza artificiale stia ormai assumendo mansioni che in precedenza erano svolte dagli esseri umani.

Le aziende stanno dando priorità alla riduzione dei costi e all'efficienza rispetto al mantenimento di un elevato numero di dipendenti. Ciò pone un interrogativo complesso: la Cina può continuare a sviluppare l'intelligenza artificiale mantenendo al contempo la stabilità occupazionale?

A differenza delle precedenti ondate di automazione che hanno principalmente sostituito il lavoro in fabbrica, l'intelligenza artificiale sta ora assumendo compiti un tempo svolti da analisti, redattori, assistenti e altri impiegati.

Per le aziende che affrontano una concorrenza agguerrita e margini di profitto ridotti, spesso rappresenta l'opzione più economica.

Tuttavia, è diventato sempre più difficile ignorare l'effetto sui dipendenti.

Le pressioni statunitensi e le campagne di influenza online non fanno che aumentare l'attrito

Mentre le applicazioni di intelligenza artificiale si diffondono negli ambienti di lavoro cinesi, le maggiori aziende tecnologiche del Paese si trovano a fronteggiare rinnovate pressioni da parte degli Stati Uniti.

Questo mese, il Dipartimento della Difesa statunitense ha aggiunto Alibaba Group Holding, Baidu e il produttore di veicoli elettrici BYD alla sua cosiddettalista "1260H", un elenco di aziende che, secondo il Pentagono, hanno legami con l'esercito cinese.

L'elenco aggiornato ora comprende 188 aziende.

La decisione è arrivata solo poche settimane dopo il vertice tra ildentDonald Trump e Xi Jinping a Pechino, che non è riuscito a stemperare la rivalità tra i due Paesi in ambito tecnologico.

Sebbene l'inserimento nella lista non blocchi immediatamente la normale attività commerciale, mette in guardia gli investitori statunitensi e potrebbe segnalare l'arrivo di restrizioni o addirittura tentativi di escludere le società dalle borse americane.

La decisione del Pentagono giunge dopo un decreto del Congresso del 2021 volto a contrastare la strategia cinese di "fusione civile-militare".

La strategia è concepita per sfumare i confini tra l'industria tecnologica civile cinese e le sue operazioni militari.

Secondo un rapporto pubblicato dal Dipartimento di Stato americano nell'agosto del 2025, la Cina utilizza questo approccio per accedere a tecnologie straniere attraverso investimenti, collaborazioni accademiche, joint venture e reclutamento di personale qualificato dall'estero.

La rivalità tra i due Paesi si è ormai estesa oltre il commercio e gli investimenti, manifestandosi anche negli spazi online.

Sono stati chiusi due gruppi di account ChatGPT che, secondo OpenAI, provenivano dalla Cina e venivano utilizzati per condurre attività di influenza rivolte al pubblico americano

Il primo gruppo è stato soprannominato dalla società "Data Center Bandwagon" (il carrozzone dei data center).

Quell'operazione ha prodotto post e immagini sui social media che sostenevano che la costruzione di centri dati negli Stati Uniti stesse facendo lievitare le bollette elettriche per le famiglie comuni.

La seconda campagna si è concentrata sulla critica dei dazi statunitensi, presentandoli come un tentativo da parte di Washington di ottenere un vantaggio nella corsa tecnologica globale.

È interessante notare che le istruzioni utilizzate per generare il contenuto indicavano esplicitamente all'IA di non menzionare il leader cinese Xi Jinping.

Invece, nei post avrebbe dovuto comparire solo ildent Trump.

OpenAI ha affermato che l'iniziativa è degna di nota perché si concentra specificamente sulle discussioni relative alla sua piattaforma e ai principali progetti di data center negli Stati Uniti.

Secondo l'azienda, sembrava trattarsi di un tentativo da parte di attori stranieri di influenzare il dibattito sul futuro tecnologico americano, celando al contempo sia la propriadentche le proprie motivazioni.

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Hania Humayun

Hania Humayun

Hania è entrata a far parte Cryptopolitan con una lunga esperienza nell'analisi della finanza, delle tendenze economiche e dei mercati di previsione. Si è occupata di argomenti relativi alle tecnologie emergenti, all'intelligenza artificiale e al fintech. L'esperienza di Hania come architetto abilitato ha aggiunto brio e precisione alla scrittura giornalistica. Si è laureata in Architettura presso il National College of Arts di Lahore

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