L'incertezza regna mentre cresce l'uso dell'IA generativa: il sondaggio ISACA rivela

- Un recente sondaggio condotto da ISACA ha fatto luce sulla crescente incertezza che circonda l'IA generativa.
- L'indagine ha rilevato che una percentuale significativa di organizzazioni consente ai dipendenti di utilizzare l'IA generativa.
- Solo il sei percento delle organizzazioni dei rispondenti offre formazione sull'IA a tutti i membri dello staff.
Un recente sondaggio condotto da ISACA, l'associazione globale per la fiducia digitale, ha gettato luce sulla crescente incertezza che circonda l'intelligenza artificiale generativa (AI). Il sondaggio, intitolato "Generative AI 2023: An ISACA Pulse Poll", ha intervistato oltre 2.300 professionisti che lavorano in campi come la cybersecurity, l'audit IT, la governance, la privacy e il rischio. Ha rivelato una notevole discrepanza tra l'alto uso dell'IA generativa e l'assenza di politiche aziendali complete che ne governino l'utilizzo.
Il sondaggio ha rilevato che una percentuale significativa di organizzazioni consente ai dipendenti di utilizzare l'intelligenza artificiale generativa, anche in assenza di politiche esplicite. Solo il 28 percento delle organizzazioni ha riferito di avere politiche che autorizzano espressamente l'uso di intelligenza artificiale generativa, e solo il 10 percento ha affermato di avere una politica formale e completa in vigore.
Sconcertantemente, più di un'organizzazione su quattro ha dichiarato di non avere né una politica né piani per crearne una. Inoltre, il 40 percento ha riferito che i dipendenti stavano utilizzando l'IA generativa nonostante l'assenza di politiche formali, e un altro 35 percento era incerto sul fatto che tale utilizzo stesse avvenendo.
L'IA generativa viene impiegata in vari ambiti all'interno delle organizzazioni, tra cui la creazione di contenuti, il miglioramento della produttività, l'automazione dei compiti, il servizio clienti e il processo decisionale.
Mancanza di familiarità e formazione
Mentre i dipendenti abbracciano attivamente l'IA generativa, il sondaggio ha rilevato che le organizzazioni sono in ritardo nel fornire una formazione adeguata. Solo il sei percento delle organizzazioni dei rispondenti offre formazione sull'IA a tutti i membri dello staff. Più allarmante è il fatto che il 54 percento ha riferito che non è stata fornita alcuna formazione sull'IA, nemmeno ai team direttamente interessati dall'implementazione dell'IA. Inoltre, solo il 25 percento dei rispondenti si sentiva ad alto livello di familiarità con l'IA generativa.
Jason Lau, direttore del consiglio di amministrazione di ISACA e CISO di Crypto.com, ha sottolineato la necessità che le organizzazioni si mettano al passo fornendo politiche, linee guida e formazione per garantire un uso responsabile ed etico dell'IA generativa. Ha dichiarato che i dipendenti non stavano aspettando il permesso per sfruttare l'IA generativa per il loro lavoro, sottolineando la necessità di una maggiore allineamento tra datori di lavoro e dipendenti riguardo alla tecnologia.
Preoccupazioni per rischi e sfruttamento
Il sondaggio ha approfondito le preoccupazioni etiche e i rischi associati all'IA generativa. Un allarmante 41 percento dei rispondenti ha espresso la convinzione che non si stia prestando sufficiente attenzione agli standard etici per l'implementazione dell'IA. Sorprendentemente, meno di un terzo delle organizzazioni ha considerato la gestione del rischio dell'IA una priorità immediata. Il ventinove percento lo ha considerato una preoccupazione a lungo termine, mentre il 23 percento ha dichiarato che le loro organizzazioni non avevano piani attuali per affrontare il rischio dell'IA.
I rispondenti hanno identificato diversi rischi principali associati all'IA generativa, tra cui disinformazione e misinformation, violazioni della privacy, ingegneria sociale, perdita di proprietà intellettuale e sostituzione del lavoro.
Particolarmente preoccupante era la paura che l'IA generativa potesse essere sfruttata da attori malintenzionati, con il 57 percento dei rispondenti che indicava un alto livello di preoccupazione a questo riguardo. Inoltre, il 69 percento credeva che gli avversari stessero utilizzando l'IA con successo pari o persino superiore a quello dei professionisti della fiducia digitale.
Impatto sui lavori e ottimismo
Esaminando l'impatto dell'IA sui ruoli lavorativi, i rispondenti credevano che sicurezza, operazioni IT e rischio e conformità fossero principalmente responsabili di garantire il sicuro dispiegamento dell'IA. Guardando al futuro, il 19 percento delle organizzazioni ha dichiarato che creerebbe ruoli lavorativi relativi alle funzioni dell'IA nei prossimi 12 mesi.
Tuttavia, il 45 percento credeva che un numero significativo di lavori sarebbe eliminato a causa dell'IA. Interessantemente, il 70 percento dei professionisti della fiducia digitale rimaneva ottimista riguardo all'impatto positivo dell'IA sui loro ruoli, ma l'80 percento riconosceva la necessità di ulteriore formazione per mantenere i propri lavori o avanzare nelle carriere.
Nonostante le sfide e le incertezze che circondano l'IA, una proporzione significativa di rispondenti ha espresso ottimismo. L'ottanta percento credeva che l'IA avrebbe avuto un impatto positivo o neutro sulla loro industria, organizzazioni e carriere. Inoltre, l'85 percento vedeva l'IA come uno strumento che estendeva la produttività umana, e il 62 percento credeva che avrebbe avuto un impatto positivo o neutro sulla società nel suo complesso.
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Brian Koome
Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.
















