Il presidentedent Trump ha lanciato quattro minacce distinte sulle nuove tasse sulle importazioni nelle ultime tre settimane. I nuovi dati indicanoche lamaggior parte di queste probabilmente non si trasformerà in una politica effettiva.
I dirigenti aziendali e i mercati finanziari si sono abituati a considerare gli avvertimenti commerciali deldentcome mosse di apertura nei negoziati piuttosto che come piani concreti. Quando Trump annuncia potenziali dazi contro nazioni come il Canada, i paesi che fanno affari con l'Iran, quelli che sostengono la Groenlandia o la Corea del Sud, gli operatori di borsa e i leader aziendali mostrano scarsa preoccupazione.
Lo studio trac49 minacce con basso tasso di completamento
Un recente studio di Bloomberg Economics spiega questa risposta timida. I dati rivelanoche Trumpdà seguito a circa un annuncio tariffario su quattro. Quasi la metà dei suoi avvertimenti viene abbandonata del tutto o non viene mai attuata. In alcuni casi, ritira le minacce dopo aver dichiarato il successo dei negoziati.
Gli analisti Nicole Gorton-Caratelli e Chris Kennedy di Bloomberg Economics tracmonitorato 49 annunci di tariffe o revisioni della politica commercialeTrumpo avviati dalla sua amministrazione. Il conteggio è iniziato dalle elezioni del novembre 2024 ed è continuato fino alla domenica precedente. La Corea del Sud, il suo obiettivo più recente, non è stata inclusa nel conteggio. I loro risultati hanno mostratoche oltrela metà di questi avvertimenti non si è mai concretizzata.
La coppia ha documentato la sorte di ogni singola minaccia. La maggior parte dei dazi effettivamente entrati in vigore o passati alla fase di indagine si è verificata nel periodo compreso tra febbraio e settembre.
Esaminando i dati mensili, i ricercatori hanno osservato un forte calo degli annunci tariffari di Trump con l'avvicinarsi della fine dell'anno. I sondaggi d'opinione pubblica indicano chegliamericani erano sempre più preoccupati per l'aumento del costo dei beni.
Gorton-Caratelli e Kennedy riconosconoche i lororisultati contengono alcune anomalie. Tuttavia, la tendenza generale mostra che Trump sta prendendo le distanze dalle sue proposte più aggressive. Queste in genere prevedono misure che aumenterebbero significativamente i livelli delle tasse sulle importazioni americane o potenzialmente comprometterebbero l'attuale tregua commerciale con la Cina.
L'analisi offre spunti di riflessione sulla strategia commerciale internazionale di Trump. Le sue dichiarazioni pubbliche generano notevole attenzione mediatica e dibattito pubblico. Eppure, queste dichiarazioni spesso non si traducono in effettivi cambiamenti di politica economica. Questa discrepanza tra retorica e realtà è emersa come una caratteristica chiave del suo stile di negoziazione commerciale.
Il 2026 porta nuovi test sulmodello-azione minaccia
Questo schema è sottoposto a un nuovo esame critico a causa di diverse minacce importanti volte a rimodellare le relazioni internazionali. Il 24 gennaio, il Presidentedent avvertito della possibilità di imporre dazi del 100% sul Canada, rispondendo specificamente ai recenti colloqui tra il Primo Ministro Mark Carney e la Cina. Sebbene l'annuncio abbia scossoisettori canadese della colza e dell'automobile, gli esperti suggerisconoche latempistica, poco prima della prevista revisione del CUSMA, indichi una strategia negoziale piuttosto che un'azione imminente.
Il 27 gennaio, l'amministrazione ha rivelato l'intenzione di aumentare i dazi sulle automobili e sui medicinali sudcoreani dal 15% al 25%. I funzionari hanno citato come giustificazione i ritardi nell'approvazione da parte della legislatura coreana di un accordo commerciale del 2025, che riflette l'approccio "reciproco"dentnella ricerca di Bloomberg.
Inoltre, un'audace proposta di imporre dazi del 10% su otto paesi europei in relazione al piano di "acquisto della Groenlandia" ha incontrato unatronopposizione da parte dell'UE. Mentre i funzionari affermanoche questealiquote saliranno al 25% entro giugno, gli osservatori di mercato notanochel'attuale esame da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti dell'International Emergency Economic Powers Act potrebbe rallentarne l'attuazione. Resta incerto per i mercati internazionali se questi annunci del 2026 si trasformeranno in politiche concrete o andranno ad aggiungersi al 75% di avvertimenti non concretizzati.
