Il professore di Sheffield afferma che l'AI potrebbe essere la cura per la solitudine debilitante

Un professore afferma che l'IA potrebbe essere la cura per la solitudine paralizzante
- La compagnia offerta dall'IA potrebbe aiutare a ridurre la solitudine fornendo interazioni sociali.
- Nel Regno Unito, il 7% della popolazione, quasi quattro milioni di persone, soffre di solitudine cronica.
- Ricerche in corso mirano a bilanciare i benefici e i rischi dell'IA nell'affrontare la solitudine.
Tony Prescott, professore di robotica cognitiva all'Università di Sheffield, ha dichiarato al Guardian che l'AI ha un ruolo importante nella prevenzione della solitudine umana. Secondo Prescott, la compagnia dell'AI può presentare opportunità sociali reali per gli individui solitari.
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Prescott sottolinea che la solitudine è diventata più comune nella società, specialmente nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, il 7% della popolazione, quasi quattro milioni di persone, sperimenta una solitudine cronica. Secondo un sondaggio condotto dall'Università di Harvard nel 2021, il 37% degli americani può essere considerato "seriamente solitario", con i giovani e le madri con bambini piccoli come i più vulnerabili.
Il Chirurgo Generale avverte sui rischi per la salute legati alla solitudine
Il Chirurgo Generale degli Stati Uniti, Dr. Vivek Murthy, ha dichiarato che la solitudine è un'epidemia ed è stata collegata a numerosi problemi di salute. Questo include malattie cardiovascolari, malattia di Alzheimer e depressione. Aumenta la probabilità di morte prematura del 26% ed è associata a malattie cardiovascolari, demenza, ictus, depressione e ansia.
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Murthy ha sottolineato la necessità di agire sulla solitudine e sui suoi effetti per evitare un'ulteriore alienazione dalla società. Inoltre, Prescott sostiene che, in base allo scenario dato, i compagni AI potrebbero offrire un tipo di interazione sociale reciprocamente coinvolgente e personalizzata.
“La compagnia dell'AI potrebbe potenzialmente aiutare a rompere questo ciclo, rafforzando i sentimenti di autostima e assistendo nel mantenere o migliorare le abilità sociali. Se così fosse, le relazioni con l'AI potrebbero aiutare gli individui a trovare compagnia sia con esseri umani che con esseri artificiali.”
Tony Prescott
Prescott sottolinea anche i pericoli di un tale approccio. I compagni AI potrebbero essere programmati per incoraggiare le persone a passare più tempo con loro e, quindi, diventare dipendenti da loro. Afferma che potrebbe essere necessaria una regolamentazione per evitare tali rischi.
Gli esperti dibattono sull'impatto sociale delle connessioni sociali uomo-AI
Nonostante i potenziali benefici, l'uso dell'AI per combattere la solitudine rimane controverso. Sherry Turkle, professoressa di scienze sociali al MIT, sostiene che le interazioni con l'AI portano a un calo del numero e della profondità delle interazioni umane.
Christina Victor, professoressa di gerontologia e salute pubblica all'Università di Brunel, ha anche espresso preoccupazioni riguardo all'importanza delle connessioni stabilite con l'Intelligenza Artificiale. Sostiene che gli esseri umani non sono capaci di costruire connessioni sociali significative dove non c'è scambio di alcuna forma di valore.

Murali Doraiswamy, professore di psichiatria e medicina all'Università di Duke, concorda sul fatto che le amicizie strette delle persone aiutino a combattere la solitudine.
“Al momento, tutte le evidenze puntano ad avere un amico umano stretto come la migliore soluzione per la solitudine. Ma finché la società non darà priorità alle relazioni sociali, i robot sono una soluzione per i milioni di persone che non hanno amici.”
Doraiswamy
Le aziende stanno sviluppando chatbot emotivi per ridurre la solitudine
Le aziende tecnologiche stanno sviluppando chatbot più fluidi e intelligenti nel rilevare e rispondere alle emozioni. Come precedentemente riportato da Cryptopolitan, aziende come ElliQ stanno progettando chatbot che imitano un'AI amichevole in grado di ricordare conversazioni precedenti e argomenti di interesse.
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Recentemente è stato rivelato che OpenAI ha richiesto a Johansson di prestare la sua voce al loro nuovo chatbot, GPT-4o, per 'assistere i consumatori a familiarizzare' con lo strumento. Johansson ha rifiutato, ma il chatbot è stato rilasciato con una voce che amici e familiari credevano essere quella di Johansson. OpenAI ha da allora disabilitato l'opzione vocale, citando il “rispetto per la signora Johansson”.
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Brenda Kanana
Brenda vanta oltre 4 anni di esperienza specializzata in criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Ha lavorato presso Zycrypto, Blockchain Reporter e The Coin Republic e ora ha fatto di Cryptopolitan la sua casa. La sua laurea in Sociologia presso l'Università Tecnica di Mombasa la mantiene in sintonia con il pubblico dei lettori.
















