L'avvocato generale della Corte Ue avverte: Gemini di Google potrebbe violare il copyright della stampa

- L'avvocato generale dell'UE Maciej Szpunar ha affermato che Gemini di Google potrebbe violare il diritto d'autore degli editori di stampa quando riutilizza i loro articoli per generare risposte, mentre l'addestramento dei modelli di IA su tale materiale rimane legale ai sensi di un'eccezione UE.
- Il parere, nel caso Like Company c. Google (C-250/25), è la prima questione relativa al copyright nell'intelligenza artificiale generativa dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
- Il parere non è vincolante, ma i giudici solitamente lo seguono. Si prevede che la Corte emetta la decisione finale entro circa sei mesi.
Secondo un consulente della Corte di giustizia dell'Unione europea, il chatbot Gemini di Google potrebbe potenzialmente violare i diritti degli editori di stampa quando attinge agli articoli dai siti di notizie per costruire le proprie risposte. Questa nuova scoperta potrebbe influenzare tutti i servizi di IA generativa operanti nell'UE.
La parere, redatto dall’avvocato generale Maciej Szpunar, traccia una linea di demarcazione tra i due modi in cui le aziende di intelligenza artificiale utilizzano contenuti giornalistici protetti da diritto d'autore.
Le aziende di intelligenza artificiale possono utilizzare articoli protetti per addestrare modelli linguistici di grandi dimensioni. La normativa dell'UE lo consente in base a un'eccezione per il text and data mining.
Il problema sorge dopo l'addestramento. Szpunar ritiene che un chatbot possa violare le norme sul copyright se attinge il contenuto da un articolo di notizie e lo utilizza in una risposta a un utente. Ha aggiunto che il diritto d'autore protegge le parole utilizzate in un articolo, e non necessariamente i fatti che esso riporta.
Il primo caso sull'IA per la Corte suprema dell'UE
L'editore ungherese Like Company ha citato in giudizio Google Ireland dopo che Gemini ha prodotto riassunti di articoli dei suoi portali di notizie in risposta alle query degli utenti. L'editore sostiene che il chatbot abbia riprodotto il suo lavoro senza autorizzazione, andando oltre l'uso limitato consentito solo per brevi estratti.
La disputa è la prima volta che la Corte di giustizia dell'Unione europea viene chiamata a pronunciarsi sull'intelligenza artificiale generativa e sulle questioni di copyright ad essa associate. Il caso è iscritto al registro come C-250/25.
Google ha avanzato diverse argomentazioni a sua difesa. Sostiene che Gemini non memorizzi gli articoli completi e che qualsiasi utilizzo di contenuti protetti da copyright nelle sue risposte sia consentito dalle norme relative alle copie temporanee e al text and data mining.
Google sostiene inoltre che la legge ungherese non si applichi poiché Gemini non è stato addestrato in Ungheria.
Le argomentazioni di Google e le prossime fasi
Un portavoce di Google, a difesa di Gemini, ha affermato che il chatbot impara solo i modelli linguistici per produrre risposte originali anziché copiare contenuti esistenti. Il portavoce ha aggiunto che Gemini offre agli editori il controllo su come i loro contenuti vengono utilizzati, inclusa la possibilità di bloccarne l'uso del tutto.
Google ha inoltre accolto con favore il riconoscimento espresso nell'opinione secondo cui la normativa dell'UE consente ai sistemi di IA di addestrarsi su informazioni pubblicamente disponibili.
La corte non è tenuta a seguire l'opinione di un avvocato generale, ma di solito lo fa. L'opinione può quindi offrire un'idea di come la corte potrebbe decidere. Si prevede una decisione finale entro circa sei mesi.
Il caso è destinato a potenzialmente influenzare gli editori in tutta l'UE, non solo uno in Ungheria. La decisione finale della corte aiuterà a determinare come i chatbot in tutta l'Unione possono utilizzare gli articoli di notizie nelle loro risposte agli utenti. L'UE ha introdotto il diritto dei editori alla stampa nel 2019.
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Opeyemi Olanrewaju
Opeyemi è specializzato nella creazione e nel perfezionamento di contenuti di alta qualità focalizzati su criptovalute, mercati finanziari globali ed economia. Si è laureato presso l'Università di Ibadan con una laurea in Medicina (MBBS). Ha lavorato come Caporedattore della pubblicazione editoriale del suo Ateneo e precedentemente presso CFA. Da oltre sei anni, si occupa di salvaguardare l'unicità dei contenuti in qualità di redattore capo per Cryptopolitan.
















