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La Corte Suprema si rifiuta di esaminare il ricorso contro la norma di silenzio della SEC, ora abrogata

DiHannah CollymoreHannah Collymore
2 minuti di lettura
La Corte Suprema si rifiuta di esaminare il ricorso contro la norma di silenzio della SEC, ora abrogata.
  • La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare un ricorso basato sul Primo Emendamento contro la "Gag Rule" della SEC. 
  • La SEC aveva già abrogato la normativa in vigore da 50 anni nel maggio scorso, sotto la presidenza di Paul Atkins, e la CFTC ha fatto altrettanto con la propria abrogazione a giugno. 
  • Si teme che una futura amministrazione possa reintrodurre la restrizione senza chedent un precedente della Corte Suprema che la blocchi.

 

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto, senza fornire commenti, un ricorso basato sul Primo Emendamento contro la "Gag Rule" della SEC. 

La "Gag Rule" della SEC è una norma in vigore da 50 anni che impedisce agli imputati di negare pubblicamente le accuse dopo aver raggiunto un accordo nei procedimenti di applicazione della legge. 

La SEC aveva già revocato la norma a maggio, e la CFTC ha fatto lo stesso a giugno. La questione costituzionale rimane irrisolta, il che significa che una futura amministrazione potrebbe reintrodurre la restrizione senza che un precedente della Corte Supremadent blocchi.

La Corte Suprema degli Stati Uniti appoggia la SEC 

Oggi la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di respingere un ricorso riguardante la "Gag Rule" della SEC e la questione se essa costituisca o meno una violazione del Primo Emendamento. 

La SEC ha adottato la regola 202.5(e) nel 1972. Essa impedisce agli imputati di negare pubblicamente le accuse dopo aver raggiunto un accordo nei casi di applicazione della legge. 

La NCLA si riferì a tale disposizione come a una "censura di alto livello".

La decisione del tribunale rappresenta una vittoria procedurale per la SEC, guidata dal presidente Paul Atkins, dato che l'agenzia aveva già abrogato la norma a maggio. La causa, Powell contro Securities and Exchange Commission, era stata intentata dalla New Civil Liberties Alliance (NCLA) per conto di Thomas Powell, che nel 2021 aveva raggiunto un accordo con la SEC in merito alle accuse relative a offerte non registrate di titoli petroliferi e del gas. 

Powell era stato accusato di false dichiarazioni relative a oltre una dozzina di offerte di titoli non registrate e aveva accettato di pagare una sanzione di 75.000 dollari. L'accordo gli impediva di negare pubblicamente le proprie responsabilità. 

Tra i critici della norma figuravano Elon Musk e Mark Cuban, entrambi i quali sostenevano che violasse il diritto alla libertà di parola degli imputati. A maggio, l'agenzia ha dichiarato che non avrebbe cercato di riaprire gli accordi extragiudiziali precedenti, anche se gli imputati avessero ora scelto di parlare pubblicamente dei loro casi.

La SEC sostenne che l'abrogazione della norma avrebbe reso il caso Powell irrilevante, ma i suoi avvocati si opposero con forza.

In una memoria di replica depositata all'inizio di giugno, la NCLA ha affermato che le norme che possono essere "revocate da un giorno all'altro, possono anche essere ripristinate da un giorno all'altro". Ha aggiunto che il governo non ha fornito alcuna garanzia che la "Gag Rule" non verrà applicata nuovamente in futuro. 

L'ex procuratore generale degli Stati Uniti Greg Garre ha sostenuto che la corte avrebbe dovuto occuparsi del caso per stabilire formalmente che le agenzie non possono costringere i cittadini americani a rinunciare al loro diritto sancito dal Primo Emendamento. 

Che fine fanno le aziende di criptovalute che hanno raggiunto un accordo con la SEC?

Cryptopolitan aveva precedentemente riportato che la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) aveva abrogato a giugno la propria versione della norma, in vigore dal 1998. La CFTC ha inoltre confermato che non avrebbe applicato le clausole di non negazione già presenti negli accordi transattivi precedenti. 

L'abolizione della "Gag Rule" è importante per il settore delle criptovalute perché decine di aziende hanno raggiunto accordi extragiudiziali con la SEC negli ultimi anni, venendo costrette a mantenere il silenzio sui dettagli. 

La SEC ha riconosciuto separatamente quelle che ha definito "lacune" nel suo precedente approccio all'applicazione delle normative sulle criptovalute, archiviando sette casi contro società tra cui Coinbase (NASDAQ: COIN), Binancee Kraken.

Resta da vedere se, ora che l'agenzia ha aggiornato le sue norme, gli imputati che hanno raggiunto un accordo in base alla vecchia normativa inizieranno a contestare pubblicamente le accuse della SEC. 

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Domande frequenti

Cos'era la regola del silenzio della SEC?

La regola del silenzio della SEC, adottata nel 1972 come Regola 202.5(e), imponeva a chiunque raggiungesse un accordo in un'azione di contrasto di accettare di non negare pubblicamente le accuse dell'agenzia. La SEC l'ha abrogata il 18 maggio 2026, sotto la presidenza di Paul Atkins.

Perché la Corte Suprema si è rifiutata di esaminare il caso?

Il tribunale ha rifiutato senza commentare, ma la SEC aveva sostenuto che la sua revoca volontaria della "gag rule" a maggio rendeva la contestazione legale superflua. I ricorrenti, rappresentati dalla NCLA e dall'ex procuratore generale Greg Garre, hanno replicato che una futura amministrazione avrebbe potuto ripristinare la norma.

L'abrogazione della "gag rule" avrà ripercussioni sugli accordi extragiudiziali stipulati in passato con la SEC?

Secondo quanto riportato nella dichiarazione ufficiale dell'agenzia, la SEC ha affermato che non applicherà le clausole di non negazione già presenti negli accordi transattivi precedenti e non cercherà di riaprire i procedimenti qualora gli imputati decidessero ora di parlare pubblicamente.

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Disclaimer. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza di trading. Cryptopolitan/ non si assume alcuna responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni fornite in questa pagina. Consigliamotronvivamente di effettuare ricerche indipendentident di consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Hannah Collymore

Hannah Collymore

Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.

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