Mark Zuckerberg e i dirigenti di Meta risolvono una causa sulla privacy da 8 miliardi di dollari presso un tribunale del Delaware

- Meta e i suoi dirigenti, tra cui Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, hanno raggiunto un accordo in una causa da 8 miliardi di dollari intentata dagli azionisti.
- La causa intentata da Cambridge Analytica sostiene che i membri del consiglio di amministrazione hanno intenzionalmente violato un'ordinanza di consenso della FTC del 2012, con conseguenti perdite di miliardi di dollari e una multa di 5,1 milioni di dollari da parte della FTC.
- I termini dell'accordo non sono stati resi noti e l'accordo evita un processo in cui Zuckerberg avrebbe dovuto testimoniare.
Mark Zuckerberg e altri dirigenti di Meta hanno posto fine alla causa da 8 miliardi di dollari intentata da Cambridge Analytica in materia di privacy con un accordo.
Meta ha deciso di evitare di attirare il tipo di attenzione che avrebbe suscitato l'apertura di un processo per lo scandalo della privacy, raggiungendo un accordo con gli azionisti citati in giudizio.
Gli azionisti colpiscono i membri del consiglio con una causa per la privacy da 8 miliardi di dollari
Mark Zuckerberg, CEO di Meta, e altri alti dirigenti, tra cui l'ex COO dell'azienda, Sheryl Sandberg, hanno raggiunto un accordo per risolvere una causa intentata da un importante azionista in merito alla gestione impropria dei dati degli utenti durante lo scandalo Cambridge Analytica.
La causa, intentata presso la Corte di Cancelleria del Delaware, chiedeva un risarcimento danni di 8 miliardi di dollari e accusava i dirigenti dell'azienda di aver intenzionalmente violato gli impegni sulla privacy imposti dalle autorità di regolamentazione federali.
Un avvocato che rappresenta uno dei querelanti ha confermato che è stato raggiunto un accordo "in linea di principio" con Meta e i suoi dirigenti. Con l'accordo raggiunto, il processo di alto profilo in Delaware, dove Zuckerberg avrebbe dovuto testimoniare, si è concluso.
I termini dell'accordo non sono stati resi noti durante l'udienza di giovedì e gli avvocati di entrambe le parti non hanno ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito.
La causa si basava su accuse secondo cui i dirigenti di Meta avrebbero deliberatamente omesso di rispettare un decreto consensuale del 2012 emesso dalla Federal Trade Commission (FTC), che imponeva all'azienda di rafforzare le proprie pratiche in materia di privacy.
Secondo gli azionisti, il mancato rispetto di tale ordine da parte di Meta ha comportato conseguenze legali e finanziarie significative, tra cui un pagamento di 5,1 milioni di dollari alla FTC e danni alla reputazione dell'azienda, che hanno poi influito sul suo valore.
Gli azionisti avevano chiesto al tribunale di ordinare a Zuckerberg, Sandberg e altri dirigenti di risarcire Meta per le perdite che, a loro dire, derivavano da questa cattiva gestione. Raggiungendo un accordo, Meta evita di prestare ulteriore attenzione ai suoi annosi problemi di privacy.
Scandalo sulla privacy dei dati di Cambridge Analytica
Nel 2018, è emerso che la società di consulenza politica Cambridge Analytica aveva raccolto i dati personali di milioni di utenti di Facebook senza il loro consenso. L'azienda ha poi utilizzato tali dati per sostenere la campagnadentdi Donald Trump del 2016.
Facebook ha subito forti reazioni negative, tanto che Zuckerberg è comparso più volte davanti al Congresso, sollevando questioni e preoccupazioni in merito alle politiche sui dati di Facebook.
Successivamente, la FTC ha citato in giudizio Meta, precedentemente nota come Facebook Inc., accusando l'azienda di aver ignorato i "segnali d'allarme" sulle modalità di ottenimento dei dati da parte di Cambridge Analytica. Le autorità di regolamentazione hanno sostenuto che Meta non ha monitorato adeguatamente il modo in cui gli sviluppatori terzi accedevano alle informazioni degli utenti, violando a loro avviso il decreto sul consenso del 2012.
Il coinvolgimento di Zuckerberg nel processo decisionale è stato un tema centrale nel caso. I querelanti hanno affermato che lui e altri dirigenti senior hanno consapevolmente consentito che le violazioni dell'ordinanza di consenso della FTC continuassero, dando priorità alla crescita e al coinvolgimento degli utenti rispetto a opportune misure di salvaguardia.
Nella denuncia si sosteneva che il mancato rispetto del protocollo esponeva l'azienda a rischi normativi e finanziari non necessari, facendo ricadere i costi sugli azionisti.
Meta non ha ammesso alcun illecito nel caso della FTC, ma ha pagato 5,1 milioni di dollari per risolvere le controversie.
Negli anni successivi, Meta ha ripetutamente promesso di rivedere le sue pratiche in materia di privacy, tra cui la riorganizzazione del suo approccio alla raccolta dati e l'ampliamento dei suoi team interni di compliance. Tuttavia, per molti investitori, queste misure non sono state sufficienti.
La causa intentata dagli azionisti nel Delaware rappresenta uno degli sforzi legali più seri per ritenere i singoli dirigenti responsabili delle conseguenze di Cambridge Analytica.
Se stai leggendo questo, sei già un passo avanti. Rimani al passo con i tempi iscrivendoti alla nostra newsletter.
CORSO
- Quali criptovalute possono farti guadagnare
- Come rafforzare la sicurezza del tuo portafoglio digitale (e quali sono quelli davvero validi)
- Strategie di investimento poco conosciute utilizzate dai professionisti
- Come iniziare a investire in criptovalute (quali piattaforme di scambio utilizzare, le migliori criptovalute da acquistare, ecc.)















