L'integrazione avanzata dell'AI in Israele e i finanziamenti degli USA evidenziati nel mezzo del conflitto in corso

Israele
- Israele ha dichiarato lo stato di guerra a seguito di un attacco armato da parte di Hamas contro le città di confine.
- Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno segnalato danni minimi, grazie al sistema di difesa aerea Iron Dome.
- L'IDF utilizza un sistema di raccomandazione basato sull'intelligenza artificiale che setaccia enormi quantità di dati per identificare gli obiettivi più adatti per i bombardamenti aerei.
Israele ha dichiarato lo stato di guerra dopo un attacco militante di Hamas contro le città di confine nelle prime ore del sabato. L'attacco ha causato lo sfollamento di oltre 100.000 persone a Gaza mentre Israele retaliava, con il sistema di difesa aerea Iron Dome che ha svolto un ruolo cruciale nella protezione dei cieli israeliani.
Hamas, un gruppo militante palestinese basato nella Striscia di Gaza, ha lanciato una raffica di oltre 3.000 razzi verso Israele durante l'attacco di sabato. Remarkabilmente, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno riportato danni minimi, grazie al sistema di difesa aerea Iron Dome, che ha intercettato quasi il 90% dei razzi in arrivo. L'Iron Dome è stato progettato principalmente per intercettare razzi e mortai a corto raggio diretti contro Israele.
Questa tecnologia straordinaria si basa su sistemi radar che rilevano i razzi nemici in arrivo da fino a 70 chilometri di distanza. Utilizzando analisi predittiva e machine learning, il sistema calcola la traiettoria e il punto di impatto in base a dati come velocità, condizioni meteorologiche e dimensioni. Una volta analizzata la minaccia, viene lanciato un missile di contromisura per neutralizzare il razzo in arrivo. Importante: se un razzo è diretto verso aree disabitate, il sistema si astiene dall'agire, minimizzando i danni collaterali.
Integrazione dell'AI nelle forze armate israeliane
Israele non ha solo sfruttato l'AI nella sua difesa contro gli attacchi con razzi, ma anche in vari aspetti delle sue operazioni militari. L'AI svolge un ruolo fondamentale nell'organizzazione della logistica, nell'accelerazione del processo decisionale e nella selezione dei bersagli. Le IDF impiegano un sistema di raccomandazione AI che setaccia enormi quantità di dati per identificare i bersagli adatti per gli attacchi aerei.
Successivamente, un altro software AI, chiamato 'Fire Factory', calcola i requisiti di munizioni, assegna i bersagli ai caccia e ai droni militari e semplifica la logistica, risparmiando tempo prezioso e potenzialmente vite umane.
È importante notare che tutte le raccomandazioni generate dall'AI sono soggette a supervisione umana e correzione quando necessario. La ricerca indica che l'applicazione dell'AI nella guerra moderna ha il potenziale per ridurre le vittime tra il personale militare e i civili.
Il sistema AI utilizzato da Israele è stato ampiamente addestrato su migliaia di ore di footage per identificare individui e oggetti. Questo include l'interpretazione di footage di droni, immagini satellitari, segnali elettronici e comunicazioni online, come riportato da Bloomberg.
Nel 2021, Israele ha utilizzato con successo l'AI per identificare le piattaforme di lancio dei razzi e schierare sciami di droni, migliorando ulteriormente le sue capacità difensive. Le IDF hanno anche impiegato l'AI per analizzare le immagini satellitari, aiutando in operazioni come le incursioni contro le spedizioni di armi destinate ai militanti filo-iraniani in Siria e Libano, incluso Hezbollah.
Il Colonnello Uri, che guida l'unità di trasformazione digitale delle IDF, riassume perfettamente l'impatto dell'integrazione dell'AI:
"Quello che una volta richiedeva ore ora richiede minuti, con pochi minuti aggiuntivi per la revisione umana."
L'esercito israeliano non ha limitato l'uso di tecnologie avanzate alle sole situazioni di combattimento. La tecnologia di riconoscimento facciale è stata schierata per scopi di sorveglianza, in particolare contro i palestinesi. Questo vasto database di immagini è stato paragonato a un "Facebook segreto dell'esercito per i palestinesi", secondo il Washington Post. L'operazione, nota come "Blue Wolf", è in corso da oltre due anni ed è volta a migliorare la difesa di Israele contro i terroristi.
Sebbene inizialmente sviluppato senza assistenza degli Stati Uniti, il programma Iron Dome ha ricevuto supporto finanziario dagli Stati Uniti a partire dal 2011. Attualmente, alcuni dei missili del sistema sono fabbricati negli USA. Questo significativo sostegno finanziario fa parte di un impegno più ampio, poiché gli Stati Uniti hanno firmato un contratto per fornire 38 miliardi di dollari di assistenza totale a Israele dal 2019 al 2028.
Le ambizioni di Israele si estendono oltre le sue immediate esigenze di difesa. Il Direttore del ministero della difesa di Israele ha espresso il desiderio che la nazione diventi una "superpotenza" dell'AI e progredisca nella guerra autonoma e nel processo decisionale in combattimento. L'esatto impegno finanziario per questa rivoluzione guidata dall'AI rimane non divulgato.
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Brian Koome
Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.
















