Il rial iraniano crolla mentre si intensifica la pressione degli Stati Uniti

- Il rial iraniano tocca 1.800.000 per dollaro, prolungando un calo netto dall'inizio del 2025.
- Una campagna di pressioni statunitensi ha sequestrato 500 milioni di dollari in criptovalute, stringendo le restrizioni finanziarie e commerciali.
- L'inflazione sale al 50% mentre il blocco e il crollo della valuta fanno aumentare i prezzi dei beni di prima necessità.
Il rial iraniano ha esteso il suo calo a un minimo storico nell'aprile 2026, riflettendo la crescente pressione economica legata alle azioni degli Stati Uniti e alle tensioni regionali in corso.
I dati che tracciano il tasso di cambio del mercato aperto mostrano che la valuta è scesa a 1.800.000 rial per dollaro USA il 29 aprile. Questa mossa segue un trend di svalutazione a lungo termine iniziato all'inizio del 2025 e amplificato negli ultimi mesi.
All'inizio del 2025, il rial iraniano scambiava vicino a 800.000 per dollaro, muovendosi in un intervallo più ristretto durante la prima metà dell'anno. Tuttavia, la seconda metà ha segnato un punto di svolta, poiché la valuta si è indebolita in modo più coerente.
A settembre ha superato 1.100.000, poi è salita oltre 1.300.000 a dicembre e ha continuato il suo calo nel 2026.
L'accelerazione del declino del rial iraniano sotto pressione
Il rial iraniano ha registrato volatilità a breve termine all'inizio del 2026, ma il trend generale è rimasto negativo. Alla fine di aprile, l'impennata a 1.800.000 ha segnato il livello più alto registrato nel periodo riportato.
Nel frattempo, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha sottolineato la pressione economica proveniva dalla campagna statunitense Operation Economic Fury. Ha dichiarato che la campagna mira a interrompere le reti finanziarie sequestrando attività, congelando conti e impedendo le transazioni finanziarie globali.
Bessent ha dichiarato che sono stati sequestrati quasi $500 milioni in cripto-attività iraniane. Ha anche riferito che gli Stati Uniti stanno congelando conti e monitorando attività all'estero, tra cui proprietà e risparmi associati all'Iran. Ha dichiarato che la campagna è in corso da oltre un anno ed è stata intensificata dagli ordini emessi nel marzo 2025.
L'inflazione sale mentre le condizioni economiche si restringono
La svalutazione del rial iraniano coincide con l'aumento dell'inflazione domestica. Dati dalla banca centrale dell'Iran mostra che l'inflazione annuale è aumentata da oltre il 40% prima del conflitto al 50% al 4 aprile. Il cambiamento riflette l'aumento dei costi per i beni essenziali.
I prezzi di articoli come riso, uova e pollo sono aumentati nello stesso periodo. Il cambiamento è seguito dalla ridotta disponibilità di valuta estera e dalle interruzioni nei flussi commerciali. I beni importati, tra cui cibo, medicine e materie prime, rimangono direttamente influenzati dai movimenti dei tassi di cambio.
Inoltre, secondo quanto riportato in precedenza da Cryptopolitan rapporto, il blocco sui porti iraniani ha ridotto l'accesso alle entrate petrolifere e limitato i flussi in entrata di valuta estera. Questa restrizione ha colpito una fonte chiave di reddito governativo. Di conseguenza, la pressione economica è continuata a crescere insieme alla svalutazione della valuta.
Tensioni nello Stretto di Hormuz e impatto globale
Il rial iraniano si è mosso insieme alle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz. La via d'acqua gestisce una grande quota del commercio globale di petrolio e gas in tempo di pace. La sua chiusura ha interrotto le catene di approvvigionamento e ha contribuito all'aumento dei prezzi globali dei carburanti e dei beni correlati.
Sebbene Iran e Stati Uniti abbiano concordato un cessate il fuoco l'8 aprile, le tensioni rimangono. Gli Stati Uniti hanno imposto un blocco il 13 aprile, limitando ulteriormente la capacità dell'Iran di generare entrate dalle esportazioni. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto una proposta dell'Iran per riaprire lo stretto in cambio di un allentamento delle restrizioni.
La proposta mirava a ritardare le discussioni sul programma nucleare iraniano, lasciando irrisolte le principali divergenze. Di conseguenza, il confronto è continuato, con diversi paesi che hanno chiesto la riapertura della rotta per motivi economici e umanitari.
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Brenda Kanana
Brenda vanta oltre 4 anni di esperienza specializzata in criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Ha lavorato presso Zycrypto, Blockchain Reporter e The Coin Republic e ora ha fatto di Cryptopolitan la sua casa. La sua laurea in Sociologia presso l'Università Tecnica di Mombasa la mantiene in sintonia con il pubblico dei lettori.
















