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Gemini risponde alla causa della SEC, chiedendo il rigetto delle accuse

DiDamilola LawrenceDamilola Lawrence 2 min di lettura
Gemini risponde alla causa della SEC, chiedendo il rigetto delle accuse

Gemini risponde alla causa della SEC, chiedendo il rigetto delle accuse

  • L'exchange di criptovalute Gemini risponde alla causa intentata dalla SEC depositando un memoriale di replica, chiedendo il rigetto delle accuse relative a titoli non registrati nel suo servizio Gemini Earn.
  • La difesa di Gemini mette in discussione l'omissione da parte della SEC di fornire dettagli chiave sui titoli presunti, sottolineando il rispetto dei principi legali e del testo letterale del Securities Act.

Lo scambio di criptovalute Gemini ha depositato una reply brief nella Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, cercando di far respingere una causa intentata contro di essa dalla United States Securities and Exchange Commission (SEC). La causa sostiene che il servizio di Gemini, noto come Gemini Earn, abbia violato le normative sui titoli di valore offrendo titoli non registrati.

La vigorosa difesa di Gemini

Il team legale di Gemini, rappresentato da JFB LEGAL, PLLC, e SHEARMAN & STERLING LLP, ha montato una difesa robusta, sostenendo che la denuncia della SEC manca di plausibilità e si basa su affermazioni conclusive. La reply brief, depositata il 18 agosto 2023, ha contestato il mancato adempimento da parte della SEC di rispondere a domande essenziali, come quando sia stata venduta la presunta sicurezza, chi fossero l'acquirente e il venditore, e quale prezzo fosse stato offerto o addebitato.

Il documento sottolineava inoltre che il tribunale dovrebbe attenersi ai principi giuridici di base e al significato letterale del Securities Act. Sosteneva che l'incapacità della SEC di identificare i titoli in questione sottolineasse la debolezza della sua posizione e chiedeva il rigetto della denuncia con pregiudizio.

Contesto e controversia in corso

La battaglia legale ruota attorno a Gemini Earn, un servizio che consente ai clienti di prestare criptoattività come Bitcoin a Genesis. La SEC sostiene che questo servizio abbia violato le normative sui titoli di valore, una pretesa che Gemini ha costantemente contestato.

Il 27 maggio, Gemini ha sostenuto che le transazioni all'interno del programma Gemini Earn erano prestiti, chiedendo alla SEC di respingere la denuncia. Lo scambio ha inoltre sostenuto che la SEC deve prima identificare il titolo non registrato e poi individuare la vendita o l'offerta di vendita di quel titolo, un onere che ha affermato la SEC non avesse soddisfatto.

Il caso ha assunto una piega pubblica quando Jack Baugham, socio fondatore di JFB Legal, ha rilasciato una statement su X (ex Twitter), suggerendo che la SEC stesse modificando la sua argomentazione man mano che la causa procedeva. La dichiarazione di Baugham ha evidenziato la natura contraddittoria dell'argomento della SEC e ha descritto la posizione del regolatore come "in difficoltà".

La battaglia legale tra Gemini e la SEC ha attirato l'attenzione sul complesso panorama della regolamentazione delle criptovalute. Man mano che il caso si evolve, solleva questioni critiche sulla definizione e la classificazione dei titoli di valore all'interno dello spazio cripto.

Le dichiarazioni pubbliche e le forti argomentazioni legali di entrambe le parti continuano ad alimentare un dibattito oltre l'aula di tribunale, riflettendo le più ampie incertezze e sfide dell'industria cripto.

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Damilola Lawrence

Damilola Lawrence

Damilola Lawrence si occupa di notizie sui mercati crypto e tecnologici da oltre 5 anni. In precedenza ha condiviso approfondimenti e analisi sul mondo crypto per TheShibMagazine, CryptoMode, Qweens Magazine e The Recording Academy prima di passare al Web3. Presso Cryptopolitan è specialista nelle previsioni dei prezzi delle criptovalute. Dopo aver conseguito la laurea triennale, sta seguendo un master in Cybersecurity IT presso l'Università Maria Curie-Skłodowska.

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