L'AI Act europeo suscita preoccupazioni sui diritti dei migranti e dei richiedenti asilo

- L'accordo provvisorio sull'AI Act europeo suscita preoccupazioni per i diritti dei migranti: le lacune potrebbero lasciarli indifesi dai sistemi biometrici.
- I critici temono eccezioni per i sistemi di IA ad alto rischio nei settori della sicurezza, delle forze dell'ordine e della migrazione, rischiando di aggirare le disposizioni fondamentali dell'Atto.
- L'esternalizzazione della gestione dei dati dei migranti lungo la rotta dei Balcani occidentali solleva preoccupazioni riguardo alla securitizzazione e alla protezione dei dati nella politica migratoria dell'UE.
I policymisti europei hanno recentemente raggiunto un accordo provvisorio sull'atteso da tempo AI Act, una regolamentazione destinata a governare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in tutta l'Unione Europea. Sebbene questo sviluppo rappresenti un passo avanti significativo nella regolamentazione dell'IA, emergono preoccupazioni riguardo a potenziali lacune che potrebbero lasciare migranti e richiedenti asilo senza adeguata protezione dai sistemi biometrici basati su IA.
L'agenzia dei migranti a rischio: le critiche si fanno avanti
Un articolo di ricerca pubblicato alla vigilia dell'approvazione dell'AI Act ha sollevato un campanello d'allarme, evidenziando come le pratiche obbligatorie di raccolta dei dati biometrici nell'UE possano minare l'autonomia dei migranti residenti nella zona euro. I critici sostengono che l'Atto, così com'è, potrebbe non portare cambiamenti significativi per questo gruppo vulnerabile.
L'organizzazione per i diritti Algorithm Watch ha rilasciato una dichiarazione, sottolineando che l'Atto prevede eccezioni per i sistemi ad alto rischio, in particolare quelli utilizzati per la sicurezza nazionale, le forze dell'ordine e la migrazione. Queste eccezioni potrebbero potenzialmente permettere alle autorità di eludere le disposizioni fondamentali dell'Atto. Tra i sistemi che suscitano preoccupazione figurano il riconoscimento facciale in tempo reale utilizzato negli spazi pubblici per identificare sospetti criminali e la tecnologia impiegata per valutare le emozioni dei richiedenti asilo.
Il livello di protezione offerto da questi sistemi rimane incerto fino al rilascio del testo definitivo dell'Atto sull'IA, alimentando l'ansia degli attivisti per i diritti.
Migranti esclusi dalle principali tutele
I gruppi di advocacy hanno da tempo espresso le loro preoccupazioni riguardo all'esclusione dei migranti dalle tutele previste dal Regolamento sull'IA. L'esclusione operata dal Consiglio europeo delle aree relative al controllo delle frontiere dalla definizione di «spazi accessibili al pubblico» è un punto particolarmente controverso. Tale esclusione apre la strada all'utilizzo della sorveglianza biometrica a distanza in queste aree, sollevando ulteriori interrogativi sui diritti e sulla privacy dei migranti.
In una relazione pubblicata a settembre, la Border Violence Monitoring Network (BVMN), una coalizione dedicata alla promozione dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, avverte che la crescente convergenza tra database biometrici per la migrazione e database penali potrebbe contribuire alla criminalizzazione dei migranti. La BVMN critica inoltre la mancanza di tutele sostanziali e il focus limitato sui diritti delle persone in movimento previsto dal Regolamento sull'IA.
Esternalizzare la responsabilità: una nuova preoccupazione
I paesi europei sembrano aver trovato una via alternativa per gestire i dati biometrici dei migranti e i sistemi di intelligenza artificiale che ne dipendono: l'esternalizzazione. Secondo BVNM, l'UE potrebbe compromettere i diritti dei richiedenti asilo trasferendo la responsabilità della gestione delle domande a stati terzi, in particolare quelli situati lungo la rotta migratoria dei Balcani occidentali, un importante percorso verso l'Europa.
I paesi balcanici stanno istituendo il proprio sistema "Balkandac", ispirato al database di impronte digitali dell'UE, Eurodac, utilizzato per identificare i richiedenti asilo e i transfrontalieri irregolari. La cooperazione tra i paesi della regione, inclusi membri non UE come Serbia, Bosnia ed Erzegovina, insieme agli stati membri dell'UE e ad agenzie come Frontex, ha accelerato lo sviluppo di questi sistemi di dati. I finanziamenti forniti dagli Strumenti di Assistenza per l'Accessione dell'UE e gli accordi bilaterali con i paesi dell'UE hanno ulteriormente sostenuto queste iniziative nei Balcani occidentali.
Nonostante questi sviluppi, le preoccupazioni sono diffuse. I sistemi di dati biometrici nei Balcani occidentali sono considerati un fattore che contribuisce a una maggiore securitizzazione nella gestione dei flussi migratori verso l'UE. Oltre a rischiare di offuscare i confini tra diritto dell'immigrazione e diritto penale, i sistemi Balkandac mancano di salvaguardie contro la discriminazione e potrebbero eludere principi fondamentali di protezione dei dati.
Necessario un equilibrio
Mentre l'UE avanza verso la ratifica del Regolamento sull'IA, le preoccupazioni relative al suo impatto su migranti e richiedenti asilo restano preminenti. I critici sostengono che, senza salvaguardie rigorose e un chiaro focus sui diritti di queste popolazioni vulnerabili, il Regolamento potrebbe involontariamente perpetuare discriminazioni e sorveglianza.
Bilanciare l'esigenza di una regolamentazione efficace dell'IA per proteggere i diritti individuali, in particolare nel contesto della migrazione e dell'asilo, è un compito complesso. Man mano che viene rivelato il testo finale del Regolamento sull'IA, resta da vedere se i decisori politici europei riusciranno ad affrontare queste preoccupazioni e a trovare quell'equilibrio delicato tra progresso tecnologico e diritti umani. Il tempo stringe e il mondo osserva con attenzione.
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Brenda Kanana
Brenda vanta oltre 4 anni di esperienza specializzata in criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Ha lavorato presso Zycrypto, Blockchain Reporter e The Coin Republic e ora ha fatto di Cryptopolitan la sua casa. La sua laurea in Sociologia presso l'Università Tecnica di Mombasa la mantiene in sintonia con il pubblico dei lettori.
















