Le relazioni commerciali tra l'Unione europea e la Cina hanno raggiunto giovedì quello chedent presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito un "chiaro punto di svolta", dopo un vertice teso durato un giorno a Pechino.
Secondo Reuters, l'incontro ad alto livello, originariamente previsto per durare più giorni, è stato abbreviato su richiesta della Cina, evidenziando le crescenti tensioni sugli squilibri commerciali, sulla politica industriale e sulla guerra in Ucraina.
Ursula ha incontrato ildent Xi Jinping e il premier Li Qiang nella capitale cinese, dove ha affermato che le due parti hanno discusso "molto francamente e apertamente" di commercio, investimenti e tensioni globali.
"Abbiamodentsoluzioni parziali", ha dichiarato durante una conferenza stampa al termine dei colloqui. Ha anche affrontato un possibile accordo commerciale con gli Stati Uniti, affermando che, sebbene un risultato negoziato rimanga l'obiettivo dell'UE, "tutti gli altri strumenti sono sul tavolo finché non otterremo un risultato soddisfacente".
Xi esorta l'UE ad allentare le restrizioni mentre aumentano le tensioni sul deficommerciale
Durante il vertice, Xi ha detto a Ursula e al presidente del Consiglio europeo dent Costa che i problemi dell'Europa non derivano dalla Cina e ha esortato l'Unione a gestire "differenze e attriti" in modo appropriato. Ha aggiunto di sperare che l'UE mantenga aperto il suo mercato commerciale e degli investimenti ed eviti di utilizzare quelli che ha descritto come "strumenti economici e commerciali restrittivi".
Sono aumentate le tensioni a causa del crescente surplus commerciale della Cina con l'UE, che ha raggiunto i 305,8 miliardi di euro (360 miliardi di dollari) nel 2024. I funzionari europei hanno preso di mira la sovrapproduzione di beni come i veicoli elettrici sostenuta dallo Stato, sostenendo che danneggia le imprese europee.
Ursula ha affermato che la leadership cinese ha iniziato a esaminare il problema della sovraccapacità, esprimendo al contempo la volontà di incoraggiare un maggiore consumo locale.
Ha dichiarato a Li: "Riteniamo che aumentare l'accesso al mercato cinese per le aziende europee, limitare l'impatto esterno dell'involuzione e ridurre i controlli sulle esportazioni siano importanti passi avanti", sulla base di un rapporto condiviso con la stampa. Ha descritto il suo incontro con Xi come "eccellente", sebbene non siano stati annunciati cambiamenti politici significativi.
Il vertice ha anche prodotto una dichiarazione congiunta sul clima, in cui entrambe le parti si sono impegnate a promuovere nuovi piani d'azione che abbracciano l'intera economia. Tra gli ambiti di cooperazione elencati figurano la transizione energetica, i mercati del carbonio e le tecnologie a basse emissioni di carbonio, con particolare riferimento al controllo delle emissioni di metano e alle misure di adattamento climatico.
L'UE fa pressione sulla Cina per le terre rare, l'Ucraina e gli Stati Uniti per un accordo
I leader europei hanno anche fatto pressione sulla Cina affinché svolga un ruolo più attivo nel porre fine alla guerra in Ucraina, sottolineando la necessità di un cessate il fuoco immediato e di negoziati. "Ciò che conta è che ci sia un cessate il fuoco e che si svolgano negoziati al tavolo, e che ci sia una volontà autentica e genuina di trovare soluzioni per porre fine allo spargimento di sangue", ha dichiarato Ursula durante la sua apparizione stampa.
Un altro punto di contesa riguardava i controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare, che a maggio hanno interrotto le catene di approvvigionamento del settore automobilistico europeo. Ursula ha affermato che l'UE ha bisogno di "forniture affidabili e sicure di materie prime essenziali dalla Cina" e ha osservato che Pechino ha mostrato progressi accelerando le licenze per alcune esportazioni. Ha aggiunto che entrambe le parti hanno concordato di aggiornare il meccanismo utilizzato per gestire queste spedizioni.
I nuovi dati doganali hanno mostrato un netto aumento del 245% nelle esportazioni di magneti in terre rare dalla Cina all'UE a giugno rispetto a maggio, raggiungendo le 1.364 tonnellate. Tuttavia, tale cifra è ancora inferiore del 35% rispetto al volume esportato un anno prima.
Giovedì, il Ministero degli Esteri cinese ha difeso i propri controlli sulle esportazioni, definendoli "in linea con la prassi internazionale", esprimendo al contempo interesse per una più profonda cooperazione sulle questioni relative alle esportazioni con altri Paesi e regioni.
Ursula ha anche chiarito che il rapporto dell'Europa con la Cina è "dent dalle azioni o dai problemi che abbiamo con gli altri", in un cenno alla crescente pressione di Washington. I suoi commenti giungono proprio mentre l'UE si avvicina a un accordo commerciale con gli Stati Uniti che ridurrebbe i dazi proposti sulle esportazioni europee al 15%, rispetto al 30% inizialmente minacciato daldent Donald Trump.

