La consigliera eletta Susan Zhuang riconosce le risposte generate dall'AI nella comunicazione con gli elettori e i media

- La consigliera comunale di NYC Zhuang ammette l'uso dell'intelligenza artificiale, incluso ChatGPT, per la comunicazione.
- I rilevatori di AI segnalano le risposte Q&A di Zhuang, scatenando preoccupazioni sull'autenticità.
- Zhuang difende l'uso dell'IA, citando sfide linguistiche; un collega democratico chiede il divieto di "IA ingannevole" in politica.
Susan Zhuang, la candidata democratica appena eletta per il Consiglio della Città di New York, destinata a rappresentare un nuovo distretto a maggioranza asiatica a Brooklyn, ha riconosciuto apertamente di aver utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per formulare risposte nella sua comunicazione con gli elettori e i media.
La rivelazione arriva dopo che le risposte di Zhuang a una sessione di domande e risposte sono state segnalate come generate dall'AI da un sito web di rilevamento dei contenuti AI, sollevando domande sull'autenticità delle sue dichiarazioni. Questo ammissione ha sollevato sopracciglia e ha acceso un dibattito sul ruolo dell'AI nel discorso politico.
La rivelazione sull'AI scatena la controversia
Nel mezzo del solito fervore post-elettorale, Susan Zhuang, la consigliera democratica eletta da Brooklyn, si è ritrovata al centro di una controversia. La rivelazione che Zhuang ha utilizzato l'intelligenza artificiale, in particolare popolari strumenti di generazione di testo come ChatGPT, per comporre risposte alle interviste e comunicare con i media ha scosso il panorama politico.
Il New York Post riporta che il sospetto è sorto quando un “alto operatore democratico” ha consigliato di far passare le dichiarazioni di Zhuang attraverso un sito web di rilevamento dei contenuti AI, che ha successivamente segnalato le sue risposte come generate dall'AI.
Le risposte controverse di Zhuang sono state inizialmente portate alla luce durante un'intervista con City & State, dove ha affrontato domande sulla sua esperienza di campagna. In particolare, quando le è stato chiesto quale aspetto della campagna non le sarebbe mancato, Zhuang ha risposto: “La falsità comunicativa dall'opposizione”, una dichiarazione che ha attirato l'attenzione per la sua apparente natura curata. Un'ulteriore scrutinio è seguito quando la sua definizione di newyorkese, piena di descrizioni poetiche della vitalità e della diversità della città, è stata segnalata come potenzialmente generata dall'AI.
La controversia si è approfondita quando The Messenger, agendo su suggerimento dell'operatore democratico, ha fatto passare le risposte di Zhuang attraverso Copyleaks.com, una piattaforma che vanta un tasso di accuratezza del 99% nel rilevamento dei contenuti generati dall'AI. Il risultato è stata un'identificazione chiara dell'intera dichiarazione come generata dall'AI, alimentando i crescenti sospetti sui metodi di comunicazione di Zhuang.
Quando è stata avvicinata dal New York Post, Zhuang ha inizialmente puntato il dito contro il suo staff, scaricando la responsabilità. Tuttavia, ha poi inviato un messaggio a un giornalista, attribuendo il suo uso dell'AI alla sua identità di immigrata e alla sua posizione di prima consigliera cinese-americana a Brooklyn. Zhuang ha difeso la pratica, affermando che, come molti immigrati, utilizza l'AI come strumento per favorire una comprensione più profonda, specialmente in situazioni in cui l'inglese non è la sua lingua principale.
Risposta politica e chiamate alla regolamentazione
L'ammissione di Zhuang ha innescato ampie deliberazioni riguardo ai dilemmi morali intrecciati con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel dominio della comunicazione politica.
Julie Menin, una consigliera democratica alleata, ha ardentemente colto questo momento come un'impulso propizio per ardentemente difendere l'imperativo per la Federal Election Commission di proibire inequivocabilmente ai politici di avvalersi di ciò che lei definisce eloquentemente “intelligenza artificiale ingannevole” all'interno dell'intrecciato tessuto delle loro campagne elettorali.
L'ardente advocacy di Menin per le restrizioni normative genera una cascata di contemplazioni riguardo all'impatto concepibile e intricato dell'AI sulla trasparenza complessiva e l'autenticità intrinseca intrinsecamente intrecciate nel tessuto del discorso politico.
Mentre la controversia si sviluppa, l'uso dell'AI nella comunicazione politica sarà probabilmente un punto focale delle discussioni future nell'arena politica. Come dovrebbe essere navigata l'intersezione tra AI e politica per garantire trasparenza e autenticità nel discorso pubblico?
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Aamir Sheikh
Aamir è un giornalista tecnologico con quasi sei anni di esperienza nei settori delle criptovalute e della tecnologia. Si è laureato presso l'Università MAJ con un MBA in Finanza e Marketing. Attualmente lavora per Cryptopolitan, dove si occupa delle ultime novità sui mercati delle criptovalute e delle previsioni sui prezzi.
















