L'economia cinese è un disastro, e non è un segreto. L'ultimo tentativo del governo di stabilizzare lo yuan e calmare i mercati sta fallendo, lasciando trader e analisti delusi.
Nonostante gli sforzi frenetici della Banca Popolare Cinese (PBOC), lo yuan è pericolosamente vicino alla parte debole della sua banda di oscillazione, e i rendimenti obbligazionari sono appena al di sopra dei minimi storici. Azioni? Stanno crollando. L'indice MSCI China è sceso di quasi il 20% da ottobre, avvicinandosi sempre di più al territorio ribassista.
Gli analisti affermano che i mercati finanziari cinesi hanno bisogno di qualcosa di più di queste mezze misure per riprendersi. Ciò che manca è una vera potenza di fuoco monetaria e fiscale, ma Pechino non sembra ancora pronta a premere il grilletto.
Yuan lotta nonostante il pesante intervento
La Banca Popolare Cinese ha investito pesantemente sullo yuan questa settimana, ma la valuta non si è mossa quasi per niente. Anzi, lo yuan offshore ha registrato solo un debole rialzo settimanale dello 0,1%. Sulla terraferma, è pericolosamente vicino al limite inferiore della sua banda di oscillazione consentita.
A peggiorare le cose, la Banca Popolare Cinese ha cercato di mettere sotto pressione i venditori allo scoperto emettendo una quantità record di titoli a Hong Kong. Indovinate un po'? Anche questo non è servito a molto.
Poi c'è il mercato obbligazionario. La Banca Popolare Cinese (PBOC) ha sorpreso tutti sospendendo gli acquisti di obbligazioni venerdì, una mossa volta a impedire ai rendimenti di precipitare. Ha funzionato? Non proprio. I rendimenti dei titoli di Stato decennali hanno azzerato i guadagni precedenti entro la fine della giornata.
Gli investitori continuano a riversarsi sugli asset sicuri, senza segnali di ritorno della fiducia sul mercato a breve. Nel frattempo, il divario di rendimento tra obbligazioni cinesi e statunitensi rimane ampio, rendendo gli asset cinesi ancora meno appetibili per gli investitori globali.
Crollo del settore immobiliare
Il mercato immobiliare cinese, all'origine di molti dei suoi problemi, è ancora in caduta libera. Gli sviluppatori immobiliari stanno entrando nel 2025 sommersi dai debiti, affrontando richieste di liquidazione e assistendo al crollo dei prezzi delle loro azioni. Questo settore avrebbe dovuto stabilizzarsi dopo l'introduzione di politiche di sostegno da parte di Pechino lo scorso anno, ma invece sta trascinando l'intera economia verso il basso.
Lo scorso autunno, la situazione sembrava migliorare. Una serie di politiche di allentamento monetario e promesse fiscali hanno dato ai mercati una spinta tanto necessaria. Le azioni sono salite alle stelle e lo yuan ha raggiunto il livellotronalto da oltre un anno. Ma quello slancio ora è svanito. Gli analisti sottolineano che gli attuali sforzi di Pechino sono troppo scarsi e troppo tardivi.
La Banca Popolare Cinese (PBOC) si trova in una situazione difficile. Deve stimolare la crescita, ma non può rischiare che lo yuan si indebolisca troppo. Una valuta più debole potrebbe portare a deflussi di capitali, uno scenario da incubo per i decisori politici.
Da settembre, la banca centrale ha evitato di tagliare i coefficienti di riserva obbligatoria delle banche, optando invece per iniezioni di liquidità più piccole e mirate. Gli economisti di Nomura Holdings hanno persino posticipato le aspettative di un altro taglio dei tassi a fine anno.
Anche la Federal Reserve non sta aiutando. Con i rendimenti dei titoli del Tesoro USA in aumento e il dollaro che si rafforza, gli investitori globali trovano gli asset americani piùtrac. Un'altra cattiva notizia per la Cina.
Hong Kong si muove per sostenere lo yuan
Pechino non si concentra solo sui mercati della Cina continentale. La Banca Popolare Cinese (PBOC) sta intensificando i suoi sforzi anche a Hong Kong. La banca centrale ha annunciato l'intenzione di mettere all'asta 60 miliardi di yuan in titoli di Stato a sei mesi a Hong Kong il 15 gennaio. Questo fa parte di una strategia più ampia per stabilizzare lo yuan e inviare un messaggio ai venditori allo scoperto: non scommettete contro di noi.
Il piano d'azione della PBOC è essenzialmente questo: utilizzare un mix di strumenti per stabilizzare lo yuan, mantenendo al contempo sotto controllo i rendimenti obbligazionari. Queste misure potrebbero offrire un po' di sollievo a breve termine, ma è improbabile che risolvano i problemi più profondi che affliggono l'economia cinese.
Ad aumentare l'incertezza c'è l'imminente insediamento di Donald Trump, che ha già accennato a nuovi dazi sui prodotti cinesi. Pechino sembra stia tenendo da parte le sue più consistenti opzioni di stimolo, forse riservandole per contrastare eventuali shock economici da parte di Washington.

