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La SEC thailandese valuta la possibilità di consentire ai CEX di lanciare le proprie monete

DiFirenze MuchaiFirenze Muchai
Tempo di lettura: 3 minuti.
La SEC thailandese valuta la possibilità di consentire ai CEX di lanciare le proprie monete
  • La SEC thailandese propone modifiche alle regole per consentire agli exchange autorizzati di quotare i propri token di utilità e aumentare la trasparenza.
  • Il governo ha introdotto incentivi fiscali e iniziative sulle risorse digitali per posizionare la Thailandia come un hub globale delle criptovalute.
  • La Thailandia prevede di emettere 150 milioni di dollari in token di investimento digitali e di implementare gli standard di rendicontazione sulle criptovalute dell'OCSE.

La Securities and Exchange Commission (SEC) della Thailandia ha avviato una consultazione pubblica su una proposta di modifica delle norme sulla quotazione degli asset digitali, che potrebbe consentire agli exchange centralizzati autorizzati (CEX) di emettere e quotare i propri token di utilità.

Il di consultazione , aperto fino al 21 luglio, raccoglierà i commenti del pubblico attraverso il sito web della SEC, la piattaforma centrale del sistema legale o tramite e-mail.

Le modifiche normative proposte rientrano in un'iniziativa governativa volta a rafforzare il quadro normativo thailandese in materia di criptovalute e a promuovere un uso responsabile dell'ecosistema degli asset digitali.

Modifiche alle regole proposte che elencano gli standard e la trasparenza

Secondo una dichiarazione rilasciata in seguito alla riunione del consiglio di amministrazione della SEC tenutasi a giugno, l'organismo di regolamentazione sta valutando emendamenti che amplierebbero le quote di quotazione per le attività digitali, imponendo al contempo requisiti di trasparenza più severi sulle borse.

Una delle proposte in fase di revisione consentirebbe agli exchange di criptovalute che operano con licenze SEC di quotare utility token emessi da loro stessi o da entità affiliate. Questi token devono avere uno scopo funzionale all'interno di ecosistemi basati su blockchain, come l'abilitazione di commissioni di transazione o la governance della piattaforma, piuttosto che essere utilizzati puramente come investimenti speculativi.

Oltre all'allentamento delle restrizioni, la SEC richiede agli exchange di rivelare l'dentdegli individui collegati a ciascun asset digitale quotato. Secondo l'autorità di regolamentazione della sicurezza, ciò garantirà la trasparenza e preverrà i conflitti di interesse, in particolare quando i token sono emessi dalle piattaforme di trading stesse o dai loro partner.

Le norme proposte imporrebbero inoltre a tutti i token quotati esistenti di divulgare tali informazioni entro 90 giorni dall'entrata in vigore delle norme. Inoltre, gli exchange sarebbero tenuti a implementare avvisi di sistema che consentano alla SEC di monitorare l'insider trading in tempo reale.

La Thailandia accelera gli sforzi per diventare un hub di asset digitali

Il governo thailandese sembra impegnarsi a posizionare il Paese del Sud-est asiatico come un hub globale per le risorse digitali. Negli ultimi mesi, ha introdotto diversi incentivi fiscali e aggiornamenti normativi volti adtracinvestitori in criptovalute, sostenere l'innovazione e chiarire la supervisione del mercato.

Il 16 giugno, il governo ha annunciato un'esenzione quinquennale dall'imposta sulle plusvalenze derivanti dal trading di criptovalute tramite exchange autorizzati. La norma è entrata in vigore il 1° gennaio e durerà fino al 31 dicembre 2029.

Il viceministro delle Finanze Julapun Amornvivat ha ribadito l'impegno del governo nei confronti del settore, affermando: "Avanti tutta! Il governo thailandese sta accelerando gli sforzi per posizionare la Thailandia come hub globale per gli asset digitali".

Oltre alle misure di agevolazione fiscale, il Dipartimento delle Entrate thailandese sta attualmente lavorando per implementare il Crypto-Asset Reporting Framework dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). 

Queste riforme giungono anche sulla scia delle recenti misure di controllo adottate dalla Thailandia contro i fornitori di servizi di asset digitali non autorizzati. Il 28 giugno, la SEC, sotto l'autorità del Ministero dell'Economia e della Società Digitale, inizierà a bloccare l'accesso a cinque exchange di criptovalute internazionali: Bybit, 1000X, CoinEx, OKX e XT.COM.

Tutte e cinque le piattaforme sono state accusate di operare in Thailandia senza le licenze appropriate e di offrire servizi di trading agli utenti locali, violando il decreto di emergenza per le attività commerciali in materia di asset digitali. 

Come riportato da Cryptopolitan, l'exchange di criptovalute KuCoin è tra le piattaforme autorizzate a operare nella giurisdizione. Ha recentemente lanciato "KuCoin Thailand", una piattaforma di trading di asset digitali completamente autorizzata e operante sotto la supervisione della SEC.

Nel frattempo, la SEC thailandese sta accennando all'approvazione di ETF (Exchange-Traded Fund) Bitcoin emessi localmente per la quotazione sulle borse thailandesi. Questa considerazione fa seguito al crescente interesse globale per gli ETF basati su criptovalute, promosso dagli Stati Uniti, e al desiderio di essere competitivi sui mercati finanziari internazionali.

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Disclaimer. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza di trading. Cryptopolitan/ non si assume alcuna responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni fornite in questa pagina. Consigliamotronvivamente di effettuare ricerche indipendentident di consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Firenze Muchai

Firenze Muchai

Florence si occupa da sei anni di notizie relative a criptovalute, videogiochi, tecnologia e intelligenza artificiale. I suoi studi in Informatica presso la Meru University of Science and Technology e in Gestione delle Catastrofi e Diplomazia Internazionale presso la MMUST le hanno fornito solide competenze linguistiche, di osservazione e tecniche. Florence ha lavorato presso VAP Group e come redattrice per diverse testate giornalistiche specializzate in criptovalute.

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