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La Thailandia approva un'esenzione fiscale di 5 anni sui profitti derivanti Bitcoin e criptovalute

DiNelius IreneNelius Irene
Tempo di lettura: 2 minuti.
  • La Thailandia ha approvato un'esenzione quinquennale dall'imposta sul reddito sui profitti derivanti dal trading di criptovalute.
  • La politica si applica solo alle negoziazioni su borse autorizzate dal governo.
  • Le autorità mirano a promuovere l'innovazione mantenendo al contempo una rigorosa supervisione per tutelare gli investitori.

Il governo thailandese ha approvato un'esenzione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche sui profitti derivanti dal trading di asset digitali tramite borse regolamentate.

Il piano è stato confermato dal viceministro delle Finanze thailandese, Chulaphan Amornvivat, e annunciato pubblicamente. Questa iniziativa si inserisce nell'ambito degli sforzi del Paese per consolidare la propria presenza nel settore blockchain e delle valute digitali in tutto il Sud-est asiatico.

Secondo il Ministero delle Finanze, la nuova politica, che entra in vigore immediatamente, si applica ai singoli investitori che operano su piattaforme autorizzate e rimarrà in vigore fino al 2029.

In precedenza, i profitti derivanti dal trading di criptovalute rientravano nel reddito di una persona ed erano soggetti ad aliquote fiscali progressive. Ciò era fonte di tensione sia per i piccoli investitori che per i grandi operatori, alcuni dei quali si rivolgevano a giurisdizioni più favorevoli alle criptovalute. 

Ora, con l'eliminazione della tassa, il governo thailandese ritiene di poter favorire l'afflusso di nuovi capitali sul mercato e incoraggiare l'adozione globale della tecnologia blockchain.

L'esenzione è limitata alle transazioni su piattaforme approvate dal governo. La nuova agevolazione fiscale non si applicherà agli investitori non autorizzati; alcuni potrebbero addirittura incorrere in sanzioni.

La Thailandia accoglie il mondo agli investimenti in criptovalute

Il periodo di esenzione fiscale è solo uno degli aspetti di un'iniziativa nazionale più ampia volta a trasformare la Thailandia in un polo per l'innovazione delle risorse digitali. Il governo mira a promuovere un settore finanziario tecnologicotron, che includa criptovalute, valute garantite da asset o "tokenizzate" e servizi finanziari basati su blockchain.

La Thailandia si sta gradualmente aprendo alla finanza digitale. All'inizio del 2024, la SEC ha approvato l'utilizzo di stablecoin come USDt di Tether e USDC di Circle su piattaforme regolamentate. Il Paese sta inoltre valutando l'introduzione di servizi di carte di debito e di credito legate alle criptovalute per i turisti, nell'ambito di un più ampio impegno per la digitalizzazione della spesa e l'aumento dell'inclusione finanziaria.

I pesi massimi del settore considereranno la politica fiscale un evento rivoluzionario. La reazione sui social media è stata pressoché unanimemente positiva. Influencer e trader di criptovalute su X (ex Twitter) descrivono la mossa come una boccata d'aria fresca, se confrontata con i regimi restrittivi di altri Paesi. 

Il più grande exchange di asset digitali della Thailandia, Bitkub, è quello che ha più da guadagnare, soprattutto dopo il recente aumento del prezzo di Bitcoin. Con oltre 5 milioni di utenti registrati e volumi di scambio giornalieri che si avvicinano ai 2 miliardi di baht (54 milioni di dollari), è in una buona posizione per questa ripresa dell'interesse degli investitori.

La Thailandia bilancia l'agevolazione fiscale sulle criptovalute con una stretta supervisione

Questa politica ha generato ottimismo, ma anche una certa diffidenza tra gli esperti. Eliminare le tasse da una classe di attività altamente volatile e speculativa potrebbe far sì che un governo cronicamente in difficoltà perda fondi di cui ha tanto bisogno, soprattutto perché gli asset digitali vengono sempre più utilizzati e considerati strumenti di "riserva di valore".

Altri avvertono inoltre che l'ingresso di capitali speculativi potrebbe sconvolgere i mercati finanziari thailandesi a causa di una regolamentazione inadeguata. Inoltre, vi è preoccupazione per la tutela degli investitori, in particolare per i trader al dettaglio meno esperti che potrebbero esseretracdal canto delle sirene dei profitti esentasse senza una reale consapevolezza dei rischi.

La Securities and Exchange Commission (SEC) thailandese ha risposto rapidamente. La commissione ha affermato che avrebbe mantenuto standard di licenza onerosi e monitorato attentamente il mercato. Negli ultimi mesi, la SEC ha preso provvedimenti contro piattaforme di criptovalute senza licenza, come Bybit e OKX, impedendo loro di servire gli utenti thailandesi.

Il governo thailandese ha inoltre concordato delle modifiche al Digital Asset Business Act per proteggere meglio gli investitori in criptovalute, potenziare la sorveglianza contro la criminalità informatica e aumentare la trasparenza del settore delle criptovalute.

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