La SEC thailandese apre la procedura di commento sulle norme relative agli ETF Bitcoined Ether fino al 20 settembre

- La SEC thailandese ha aperto la consultazione pubblica, fino al 20 settembre, sulla bozza di regolamento relativa agli ETF spot su Bitcoin ed Ether.
- Gli ETF verrebbero negoziati sulla Borsa valori thailandese, ciascuno mantenendo un'esposizione di almeno l'80% alla propria criptovaluta sottostante.
- Di default, la custodia rimane presso fornitori nazionali, con la SEC che si riserva la facoltà di autorizzare anche custodi esteri qualificati.
Le consultazioni avviate dalla SEC thailandese sono a circa due passi dalla loro finalizzazione in un regolamento ufficiale. L'autorità di regolamentazione deve ancora raccogliere commenti, rivedere le raccomandazioni e poi decidere se autorizzare i prodotti.
La bozza di agosto della SEC fa seguito alla consultazione di aprile, durante la quale i commenti, per lo più a sostegno del piano dell'autorità di regolamentazione in materia di accordi di custodia, hanno aiutato i funzionari ad apportare modifiche ad alcune parti del progetto originale.
Non è stata ancora confermata alcuna approvazione definitiva né una data di lancio ufficiale.
In Thailandia solo Bitcoin ed Ethereum superano la prova
La prima fase del piano thailandese per la creazione di ETF sulle criptovalute include solo i due principali asset digitali, Bitcoin ed Ethereum, e sarà negoziata esclusivamente sulla Borsa valori thailandese.
La bozza prevede inoltre che i gestori patrimoniali autorizzati debbano gestire ciascun fondo come uno strumento passivo che tracl'andamento del prezzo di una singola criptovaluta e mantenga un'esposizione netta media di almeno l'80% del valore patrimoniale netto alla criptovaluta sottostante in ogni esercizio contabile.
Si applicano anche le disposizioni a tutela degli investitori, con l'obbligo di fornire informazioni su struttura, rischi e fornitori di servizi, tutti elementi indicati nella bozza come requisiti.
Anche i fondi comuni di investimento e i fondi privati thailandesi potranno acquistare ETF sulle criptovalute domiciliati localmente, oltre agli ETF emessi all'estero che già detengono. I limiti di investimento attuali rimarranno comunque in vigore.
Ciò che la SEC non approverà, almeno nella fase iniziale, sono strumenti alternativi legati agli ETF sulle criptovalute esteri, come i certificati di deposito.
Cosa c'è di diverso nella nuova consultazione della SEC thailandese?
Una modifica degna di nota nella bozza di agosto della SEC thailandese riguarda il funzionamento della custodia, rispetto all'ultima volta che la questione era stata affrontata ad aprile. Il nuovo modello della SEC mantiene i custodi nazionali di asset digitali come sede principale per gli ETF sulle criptovalute.
L'autorità di regolamentazione si riserva inoltre la facoltà di aprire le porte ai depositari esteri qualificati "quando necessario e opportuno alla luce delle circostanze prevalenti". I depositari esteri qualificati possono anche registrarsi come supervisori di fondi comuni di investimento per ETF su criptovalute.
Qualsiasi custode estero che offra asset digitali in Thailandia deve prima aver ottenuto la licenza nel proprio paese d'origine e operare sotto la supervisione di un'autorità di regolamentazione dotata di reale autorità legale. I giudici della SEC thailandese devono inoltre accertare che il custode rispetti i propri standard di protezione degli asset.
Dove si colloca tutto ciò nell'ambito della spinta della Thailandia verso le criptovalute?
La consultazione si inserisce in una serie di attività che la SEC sta portando avanti fino al 2026. A gennaio, il vicesegretario generale Jomkwan Kongsakul aveva affermato che gli ETF sulle criptovalute avevano già ottenuto l'approvazione di principio e che questi prodotti avrebbero ridotto i timori relativi agli attacchi hacker e alla sicurezza dei portafogli digitali, problemi che attualmente tengono lontani alcuni investitori, come Cryptopolitan riportato all'epoca
La Thailandia ha approvato il suo primo ETF spot Bitcoin nel giugno 2024, inizialmente destinato solo agli investitori istituzionali.
Anche la politica fiscale è alla base di questo sforzo. La Thailandia applica da anni un'aliquota dello 0% sulle plusvalenze derivanti dalle criptovalute, un'esenzione che va dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2029. La SEC inquadra il quadro normativo degli ETF come un ulteriore canale per convogliare la domanda degli investitori verso prodotti regolamentati.
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Domande frequenti
Qual è la scadenza per presentare osservazioni sulle normative thailandesi relative agli ETF sulle criptovalute?
La SEC accetterà commenti pubblici su entrambi i documenti di consultazione fino al 20 settembre 2026, dopodiché rivedrà le norme prima di procedere ulteriormente nel processo normativo.
Quali criptovalute sarebbero ammesse a detenere negli ETF thailandesi?
Nella fase iniziale, saranno ammessi solo Bitcoin ed Ether, e ciascun fondo tracun singolo asset mantenendo un'esposizione netta media di almeno l'80% del valore patrimoniale netto.
Dove verrebbero negoziati gli ETF sulle criptovalute e chi li gestirebbe?
I fondi verrebbero istituiti e gestiti da società di gestione patrimoniale e sarebbero quotati e negoziati esclusivamente sulla Borsa valori thailandese, con le attività dei fondi detenute principalmente da custodi di asset digitali con sede in Thailandia e regolamentati dalla SEC.
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.
















