La FSA del Giappone mantiene la promessa del 2025 di lanciare una divisione per crypto e stablecoin

- Il FSA giapponese sta istituendo una Divisione Dedicata per Asset Criptografici e Stablecoin il 7 agosto.
- Questa designazione eleva le criptovalute da uffici sub-divisionali sparsi a una vera e propria divisione sotto un nuovo bureau di vigilanza.
- La vigilanza ora sarà concentrata mentre il paese riclassifica le criptovalute come prodotto finanziario e prepara un'imposta piatta al 20% e possibili ETF spot.
L'Agenzia dei Servizi Finanziari (FSA) del Giappone lancerà una Divisione Dedicata per Asset Cripto e Stablecoin il 7 agosto, dando alle aziende di asset digitali del paese un unico supervisore.
L'agenzia sta dando seguito a una riorganizzazione approvata a dicembre 2025, ed è un importante passo avanti nell'obiettivo del paese di trattare le crypto come prodotti finanziari mainstream.
Cosa fa la nuova divisione della FSA?
La supervisione delle crypto in Giappone è stata tipicamente dispersa tra uffici di basso livello, ma l'Agenzia dei Servizi Finanziari lancerà una divisione con tre team specializzati dedicati al settore, chiamata Divisione per Asset Cripto e Stablecoin, il 7 agosto.
Prima della creazione di questa divisione, il lavoro relativo alle criptovalute era gestito dall'Ufficio Crypto, Blockchain e Innovazione e dall'Ufficio di Monitoraggio Crypto, entrambi posti sotto la Divisione di Analisi del Rischio del Bureau di Politica Complessiva. Si trattava di unità di livello ufficio con poca autorità o visibilità.
La nuova Divisione per Asset Cripto e Stablecoin si trova sotto il neo creato Bureau di Supervisione della Gestione Patrimoniale e delle Assicurazioni, e ha più personale, un budget più ampio e più autorità rispetto all'amministrazione precedente.
I tre uffici specializzati all'interno della divisione includono l'Ufficio di Monitoraggio degli Asset Cripto, l'Ufficio per la Promozione dell'Innovazione e l'Ufficio per la Pianificazione dei Pagamenti Digitali.
La FSA ha dichiarato che la ristrutturazione è necessaria per affrontare le nuove sfide della digitalizzazione finanziaria e per rafforzare la sua capacità di supervisionare le istituzioni finanziarie man mano che la tecnologia evolve.
Il lancio della divisione realizzerà una promessa fatta otto mesi fa dal Ministro delle Finanze Satsuki Katayama quando ha annunciato il piano di riorganizzazione il 26 dicembre 2025, durante una conferenza stampa dopo una riunione del gabinetto.
Cos'altro sta cambiando per le crypto in Giappone?
Il Giappone è nel mezzo dell'esecuzione di un piano che include la riclassificazione delle crypto, la riduzione delle tasse e la possibile approvazione di ETF su Bitcoin (BTC-USD). La nuova divisione fa parte di questo piano.
Il Giappone si sta muovendo rapidamente per portare le crypto sotto le regole finanziarie mainstream. Cryptopolitan riportato in precedenza che il parlamento del paese ha approvato una legge destinata a entrare in vigore nel 2027 che riclassifica gli asset cripto come prodotti finanziari ai sensi della Legge sugli Strumenti Finanziari e lo Scambio (FIEA), piuttosto che la Legge sui Servizi di Pagamento.
Il cambiamento significa che le crypto saranno trattate come azioni e obbligazioni, con regole più severe che includono divieti di insider trading, requisiti di divulgazione più rigorosi e pene più pesanti per gli operatori non registrati, come fino a 10 anni di prigione (rispetto ai 3 anni precedenti) e multe fino a 10 milioni di yen (circa 61.600 dollari), rispetto ai 3 milioni di yen (circa 18.500 dollari).
La riclassificazione getta anche le basi per gli ETF spot su criptovalute sulla Borsa di Tokyo, potenzialmente già dal 2027. La ministra delle Finanze Satsuki Katayama ha dichiarato che spingerà avanti la revisione delle approvazioni degli ETF.
Per quanto riguarda le tasse, riportato da Cryptopolitan una proposta fiscale complementare, prevista per l'applicazione a partire dal 1° gennaio 2028, ridurrebbe l'aliquota massima giapponese sulle criptovalute dal 55% a una flat del 20%, allineandola all'aliquota applicata alle azioni.
Le tre mega-banche giapponesi, MUFG (NYSE: MUFG), Mizuho (NYSE: MFG) e Sumitomo Mitsui (NYSE: SMFG), sono già coinvolte in esperimenti su stablecoin nel nuovo quadro normativo.
Solo banche autorizzate, provider di servizi di trasferimento di denaro e società fiduciarie possono emettere stablecoin ancorate allo yen in Giappone.
La FSA ha inoltre inasprito l'applicazione delle norme contro le piattaforme offshore. Bitget ha annunciato questo mese che ritirerà i servizi per i residenti giapponesi, seguendo l'uscita precedente di Bybit dopo gli avvertimenti della FSA.
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Domande frequenti
Quando inizierà ad operare la nuova divisione cripto del Giappone?
La riorganizzazione entrerà in vigore il 7 agosto 2026, quando la Divisione per Asset Criptografici e Stablecoin aprirà sotto il neoistituito Bureau di Vigilanza sulla Gestione Patrimoniale e sulle Assicurazioni del FSA.
Com'era la vigilanza del FSA sulle criptovalute prima di questo cambiamento?
Le responsabilità relative alle criptovalute erano distribuite tra unità sotto la sezione di analisi dei rischi della Comprehensive Policy Bureau, inclusa un'ufficio per l'innovazione su criptovalute e blockchain e un ufficio di monitoraggio, piuttosto che costituire una divisione autonoma.
Perché il Giappone sta riorganizzando ora la vigilanza sulle criptovalute?
L'Autorità di vigilanza finanziaria (FSA) ha dichiarato che la finanza si sta digitalizzando e la supervisione deve essere gestita in modo più ravvicinato; il cambiamento si allinea anche con la legge giapponese di luglio che riclassifica le criptovalute come prodotto finanziario e con la prevista imposta piatta del 20% sulle criptovalute.
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi un decennio di esperienza nella scrittura di blog e nella copertura di eventi nel settore delle criptovalute. Presso Cryptopolitan, Hannah contribuisce alla pagina delle notizie, riportando e analizzando gli ultimi sviluppi nei settori DeFi, RWA, regolamentazione crypto, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Si è laureata all'Arcadia University con una laurea in Amministrazione Aziendale.
















