La RBI indiana mette in guardia contro lo status legale delle criptovalute che "non hanno un impatto economico positivo"

- La Reserve Bank of India ha dichiarato a una commissione parlamentare che le criptovalute rappresentano una minaccia per l'economia indiana e non dovrebbero essere legalizzate.
- La RBI vuole bloccare completamente le criptovalute dai pagamenti e dalle operazioni bancarie, definendo le stablecoin un rischio per la sovranità monetaria.
- La linea dura della RBI si scontra con l'opinione dell'ICAI, secondo cui gli asset digitali offrono un'opportunità strategica.
La Reserve Bank of India (RBI) ha informato una commissione parlamentare che le criptovalute rappresentano una minaccia per l'economia indiana e ha raccomandato di non legalizzarle.
La banca si è a lungo opposta agli asset digitali e quest'ultima comunicazione rafforza la sua posizione, mentre i legislatori stanno valutando la politica del paese in materia di asset digitali.
il vice governatore della RBI, Rohit Jain, e il direttore esecutivo, P. Vasudevan, hanno presentato la posizione della banca centrale alla Commissione parlamentare permanente per le finanze, presieduta dal deputato del BJP Bhartruhari Mahtab. La sessione è stata la settima riunione che la commissione ha tenuto sugli asset digitali virtuali.
In una nota informativa presentata al comitato, la RBI ha affermato che l'applicazione della regolamentazione finanziaria convenzionale alle criptovalute equivarrebbe a legittimare prodotti speculativi che non apportano benefici all'economia.
La banca ha avvertito che la creazione di una regolamentazione sulle criptovalute genera una falsa percezione di sicurezza tra gli utenti ed espone il settore bancario ad attività instabili.
La RBI ha raccomandato che alle banche e agli istituti finanziari regolamentati sia vietato detenere, negoziare o assumere esposizioni verso criptovalute e stablecoin emesse privatamente.
La RBI considera il proibizionismo un'opzione politica riconosciuta
La RBI ha delineato quella che ha definito una strategia di contenimento tendente al proibizionismo, che bloccherebbe le criptovalute dai pagamenti e dai regolamenti, nonché reciderebbe i legami tra gli asset digitali e il settore bancario.
La banca centrale ha inoltre segnalato le stablecoin come un rischio specifico, affermando che l'adozione di stablecoin emesse da privati potrebbe indebolire la trasmissione della politica monetaria, frammentare i sistemi di pagamento e minacciare la sovranità monetaria dell'India, aggiungendo che esse sono prive delle proprietà fondamentali della moneta.
Che impatto ha la posizione della RBI sulla classifica dell'India in termini di adozione delle criptovalute?
La banca centrale ha respinto l'affermazione, spesso citata, secondo cui l'India sarebbe leader mondiale nell'adozione delle criptovalute, una classifica derivata dall'indice annuale di Chainalysis. La RBI sostiene che la metodologia sia errata e sovrastimi l'adozione nei paesi con una popolazione numerosa.
I dati della RBI presentati alla commissione indicano che il mercato indiano delle criptovalute conta 54 fornitori di servizi registrati presso l'Unità di Informazione Finanziaria (FIU) e 39,3 milioni di utenti verificati tramite KYC, con un patrimonio di circa 20.437 crore di rupie, pari a circa 2,4 miliardi di dollari.
La banca centrale ha inoltre collegato una quota significativa delle attività legate alle criptovalute a frodi, truffe e al movimento di fondi illeciti, affermando davanti alla commissione che tracle entità offshore coinvolte nel trading di criptovalute rappresenta una seria sfida normativa.
Qual è l'opinione dell'organismo contabile indiano in merito a una politica sugli asset digitali?
La posizione della RBI non è condivisa da tutti nel Paese, poiché l'Institute of Chartered Accountants of India (ICAI) ha dichiarato alla stessa commissione che gli asset digitali virtuali (VDA) offrono opportunità strategiche se abbinati ai punti di forza dell'India in materia di infrastrutture digitali e fintech.
L'ICAI ritiene che i sistemi basati su blockchain e le stablecoin potrebbero rendere i pagamenti transfrontalieri più veloci ed economici, integrando le infrastrutture esistenti.
L'organismo contabile ha richiesto una legge completa sui VDA (Value-Demand Assets) che disciplini l'emissione, la negoziazione e la custodia.
Qual è l'attuale situazione in India per quanto riguarda le politiche relative agli asset digitali?
Il governo indiano impone un'imposta del 30% sulle plusvalenze e una ritenuta alla fonte dell'1% sulle transazioni in criptovalute, richiedendo al contempo agli exchange di registrarsi presso la Financial Intelligence Unit. Tuttavia, nessuna legge defigli asset digitali come una classe di attività riconosciuta e la RBI continua a spingere per la loro esclusione dal sistema finanziario.
i dati di settore citati da Cryptopolitan a febbraio, circa il 73% del volume di scambi di criptovalute in India si era spostato su piattaforme offshore, con circa 120 milioni di utenti indiani che effettuavano transazioni tramite exchange esteri.
Il parlamentare Raghav Chadha avvertì all'epoca che una tassazione rigida, priva di un quadro normativo, stava spingendo capitali e startup fuori dal paese.
Secondo quanto affermato dal suo presidente, il deputato Bhartruhari Mahtab, la commissione parlamentare dovrebbe pubblicare a breve una relazione sugli asset digitali virtuali.
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.
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