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I CEO globali rivelano piani aggressivi per l'intelligenza artificiale e le fusioni e acquisizioni nonostante l'incertezza

DiNoor BazmiNoor Bazmi
Tempo di lettura: 3 minuti.
I CEO globali rivelano piani aggressivi per l'intelligenza artificiale e le fusioni e acquisizioni nonostante l'incertezza
  • Gli amministratori delegati stanno investendo molto nell'intelligenza artificiale: il 58% ritiene che possa favorire la crescita, ma il 94% non si fida di essa per prendere decisioni di importanza critica.
  • Quasi 4 dirigenti su 5 (79%) stanno valutando acquisizioni e partnership nel 2026 per accelerare l'adozione della tecnologia.
  • Nonostante la rivoluzione dell'intelligenza artificiale, il 67% delle aziende manterrà o amplierà l'organico, poiché considera l'intelligenza artificiale uno strumento di produttività e non un sostituto.

Una nuova ricerca dimostra che i dirigenti aziendali di tutto il mondo si stanno affidando all'intelligenza artificiale e alle acquisizioni aziendali per alimentare l'espansione, nonostante le crescenti pressioni economiche.

Un sondaggio di EY-Parthenon pubblicato martedì ha rilevato che i dirigenti aziendali intendono accelerare gli investimenti, anziché ridurli, nonostante le tensioni geopolitiche e le controversie commerciali creino ostacoli. Il sondaggio, condotto in concomitanza con il World Economic Forum di Davos, rivela un cambiamento nelle strategie ai vertici del commercio globale.

La ricercaha coinvolto 1.200 amministratori delegati di importanti aziende in 21 paesi tra novembre e dicembre 2025. Quasi tutte le aziende intervistate hanno avviato o intendono avviare importanti programmi di cambiamento quest'anno.

Tra gli intervistati, il 58% ritiene che l'intelligenza artificiale alimenterà la loro crescita nei prossimi due anni. Circa un terzo pensa che la tecnologia trasformerà completamente il modo in cui gestiscono le loro attività.

"Gli attuali CEO di maggior successo sonodent nella loro capacità di operare in condizioni di incertezza, agendo con coraggio per adottare rapidamente le nuove tecnologie e promuovere una collaborazionedent per ottenere un vantaggio competitivo", ha affermato Janet Truncale, che guida EY a livello globale.

"I leader aziendali devono agire in modo deciso e intenzionale, ampliando l'innovazione, investendo nei talenti e lavorando a stretto contatto all'interno della propria organizzazione e tra i diversi settori per creare nuovo valore"

Secondo Bloomberg, i risultati sono emersi durante la giornata di apertura delle riunioni plenarie di Davos, poco dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le sue previsioni di espansione economica mondiale.

Il FMI ha indicato l'aumento della spesa per l'intelligenza artificiale, soprattutto in Nord America e Asia, come un fattore determinante per il miglioramento delle prospettive. Tuttavia, il fondo ha avvertito che i mercati potrebbero subire un'improvvisa flessione se i promessi aumenti di produttività derivanti dalle nuove tecnologie non dovessero concretizzarsi.

Due terzi intendono mantenere o aumentare la forza lavoro

i leader aziendali considerano sempre più l'intelligenza artificiale uno strumento affidabile per aumentare la produttività, i ricavi e velocizzare i tempi di lavoro. Oltre due terzi prevedono di mantenere gli attuali livelli di personale o di assumere nuovi dipendenti nel corso del prossimo anno, investendo in sistemi di intelligenza artificiale.

Molti dirigenti stanno inoltre valutando l'acquisto di nuove aziende per accelerare la trasformazione digitale, migliorare il modo in cui vengono svolte le cose e promuovere l'adozione della tecnologia.

Sebbene i governi stiano monitorando gli accordi con maggiore attenzione e modificando il modo in cui vengono strutturati, la propensione agli investimenti rimanetron. Circa il 79% degli intervistati sta pianificando iniziative nel 2026.

Il divario di fiducia frena l'implementazione dell'intelligenza artificiale

Ma permangono seri dubbi su quanto le aziende lasceranno che i sistemi di intelligenza artificiale operino autonomamente. Una ricerca separata di Harvard Business Review Analytic Services, supportata da Workato e Amazon Web Services, ha rilevato che solo il 6% delle aziende si affida completamente all'intelligenza artificiale per gestire le proprie attività aziendali più importanti senza supervisione.

Lo studio ha raccolto le risposte di 603 leader aziendali e tecnologici in tutto il mondo nel luglio 2025. Evidenzia un netto divario tra l'entusiasmo per l'intelligenza artificiale e la volontà di impiegarla per lavori critici.

Tra gli intervistati, il 43% ha affermato di affidarsi ai sistemi di intelligenza artificiale solo per attività basilari o ripetitive. Un altro 39% li limita a situazioni monitorate o processi meno importanti. Le aziende sembrano disposte a testare le soluzioni, ma esitanti a delegare decisioni che riguardano denaro, clienti o dipendenti.

Tuttavia, l'adozione procede rapidamente. Il 9% delle organizzazioni segnala l'implementazione completa di sistemi di intelligenza artificiale in grado di agire autonomamente e la metà sta testando o esplorando potenziali utilizzi. Solo il 10% ha deciso di non procedere dopo una valutazione iniziale. Guardando al futuro, l'86% prevede di aumentare la spesa per tali sistemi di intelligenza artificiale nei prossimi due anni.

Le aziende, tuttavia, riconoscono lacune nella preparazione. Solo il 20% afferma che la propria configurazione tecnologica supporta pienamente l'intelligenza artificiale per le attività principali. Solo il 15% segnala dati e sistemi pronti e solo il 12% ritiene che i propri controlli del rischio siano adeguati. Utilizzando misure combinate di infrastruttura, dati, sicurezza informaticae supervisione, i ricercatori hanno classificato il 27% delle organizzazioni come leader, il 50% come follower e il 24% come ritardatarie.

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