Proposta di raccolta estensiva di dati sugli utenti di criptovalute da parte dell'IRS

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- La raccolta di dati sulle criptovalute da parte dell'IRS suscita preoccupazioni sulla privacy.
- L'Infrastructure Investment Act ridisegna la supervisione delle criptovalute.
- Il pubblico valorizza la privacy nelle transazioni finanziarie
In una mossa che ha scatenato un significativo dibattito e preoccupazione all'interno della comunità delle criptovalute, l'Internal Revenue Service (IRS) sta proponendo nuove regolamentazioni che richiederebbero ai fornitori di servizi crypto di raccogliere dati estensivi sui loro utenti. Le misure proposte dall'IRS, delineate in un documento di quasi 300 pagine, sono una risposta all'Infrastructure Investment and Jobs Act, che mirava ad aumentare la sorveglianza finanziaria sugli utenti di criptovalute.
L'Infrastructure Investment and Jobs Act, originariamente focalizzato sullo sviluppo delle infrastrutture, ha preso una piega inaspettata quando i legislatori hanno introdotto disposizioni mirate a migliorare la sorveglianza finanziaria delle transazioni di criptovalute. Queste disposizioni sono state aggiunte per aumentare le entrate fiscali mirando alla potenziale evasione fiscale tra gli utenti di criptovalute. All'epoca, il Joint Committee on Taxation ha stimato che queste misure avrebbero generato circa 28 miliardi di dollari di entrate fiscali in un decennio.
Tuttavia, solo pochi mesi dopo, l'amministrazione Biden ha presentato una stima nettamente diversa, suggerendo che solo 2 miliardi di dollari sarebbero stati raccolti nello stesso periodo. Questa discrepanza ha sollevato dubbi sull'accuratezza delle proiezioni iniziali delle entrate e ha gettato dubbi sulla necessità di una raccolta di dati così intrusiva.
La proposta dell'IRS solleva preoccupazioni
La proposta dell'IRS, sebbene non così severa come avrebbe potuto essere, solleva ancora preoccupazioni sulla privacy degli utenti e sulla sicurezza dei dati all'interno dell'ecosistema delle criptovalute. Un aspetto particolarmente preoccupante della proposta sono i criteri utilizzati per determinare chi dovrebbe essere tenuto a segnalare le informazioni sui clienti. La proposta suggerisce che l'obbligo di una persona di segnalare i dati dei clienti si basa sul fatto che abbia la capacità di raccogliere tali informazioni, piuttosto che sul fatto che lo faccia normalmente. Ciò significa che anche le aziende che non hanno intenzione di raccogliere dati personali sensibili dai clienti potrebbero essere costrette a segnalarlo semplicemente perché hanno la capacità tecnica di farlo.
La spinta verso una maggiore sorveglianza finanziaria fa parte di una tendenza più ampia negli Stati Uniti, dove il governo ha costantemente ampliato i requisiti di segnalazione finanziaria. Iniziative come il Bank Secrecy Act e il Patriot Act hanno gettato le basi per queste misure, e le disposizioni nell'Infrastructure Investment and Jobs Act sono l'ultima iterazione di questo sforzo. Tuttavia, alcuni sostengono che sia il momento di rivalutare l'intera premessa della sorveglianza finanziaria estensiva.
Proteggere i diritti del quarto emendamento
I critici dell'approccio attuale sostengono che violi i diritti del Quarto Emendamento degli americani, che proteggono contro ricerche e sequestri irragionevoli. Sostengono che le aziende non dovrebbero essere costrette a segnalare i dati dei clienti al governo di default, specialmente per attività finanziarie di routine come l'uso di criptovalute per pagamenti, la ricezione di piccole somme di denaro tramite piattaforme come PayPal o la ricezione di uno stipendio. Queste attività non dovrebbero automaticamente comportare l'aggiunta degli individui a un database governativo, secondo coloro che difendono i diritti alla privacy.
L'opinione pubblica sembra anche allinearsi con le preoccupazioni sulla privacy e l'intrusione governativa. Un sondaggio condotto dal Cato Institute ha rilevato che il 79 percento degli americani considera irragionevole che le banche condividano informazioni finanziarie con il governo. Inoltre, l'83 percento crede che il governo dovrebbe essere tenuto a ottenere un mandato prima di accedere alle informazioni finanziarie di un individuo. Questi risultati suggeriscono che una parte significativa della popolazione valorizza la privacy e vuole garanzie per proteggere i propri dati finanziari.
Mentre si avvicina la scadenza del 30 ottobre per i commenti pubblici, le parti interessate stanno valutando attentamente le implicazioni della proposta dell'IRS. Sebbene sia essenziale affrontare l'evasione fiscale e far rispettare la legge, trovare il giusto equilibrio tra trasparenza finanziaria e privacy individuale rimane una sfida complessa.
Inoltre, la responsabilità di affrontare queste preoccupazioni non ricade esclusivamente sull'IRS. Alla fine, è il Congresso che deve agire per riformare il sistema nel suo complesso. L'IRS sta semplicemente eseguendo i mandati stabiliti dai legislatori. Pertanto, spetta al Congresso esaminare attentamente le potenziali conseguenze della raccolta estensiva di dati sugli utenti di criptovalute e considerare se siano necessari aggiustamenti al quadro attuale.
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Brian Koome
Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.
















