I video Deepfake alimentano la disinformazione durante la guerra russo-ucraina

Deepfake
- I video deepfake sono emersi come uno strumento potente per diffondere disinformazione e seminare confusione durante i primi mesi della guerra russo-ucraina.
- La tecnologia deepfake consente agli individui di creare video alterati in modo convincente che raffigurano eventi mai verificatisi.
- La conseguenza più allarmante di questo incidente è stata la diffusione di informazioni false sotto le spoglie di una fonte reputabile.
In uno sviluppo scioccante durante i primi mesi della guerra russo-ucraina nel febbraio 2022, i video deepfake sono emersi come uno strumento potente per diffondere disinformazione e seminare confusione. Uno studio recente del centro di ricerca Lero dell'University College Cork getta luce sull'impatto di questi video ingannevoli sulle piattaforme di social media, in particolare Twitter, e sul loro potenziale di erodere la fiducia nelle fonti dei media.
L'ascesa dei video deepfake
La tecnologia Deepfake, un avanzamento relativamente recente, consente agli individui di creare video alterati in modo convincente che raffigurano eventi mai verificatisi. Questi video manipolati sono realizzati utilizzando la tecnologia di intelligenza artificiale (AI), spesso mescolando contenuti genuini e falsi per aumentarne il realismo. Ad esempio, la tecnologia deepfake può sostituire perfettamente i volti in un video o alterare i movimenti delle labbra per far sembrare che qualcuno stia dicendo qualcosa che non ha detto.
Lo studio rivela che i video deepfake sono diventati una fonte significativa di dubbio e confusione tra il pubblico durante le prime fasi dell'invasione russa dell'Ucraina. In alcuni casi, le persone hanno persino accusato video autentici di essere falsi a causa della prevalenza dei deepfake. Questo scetticismo diffuso ha portato a una perdita di fiducia nei video che raffigurano eventi dal conflitto, con alcune persone che hanno abbracciato teorie del complotto, inclusa la credenza che i leader mondiali fossero stati sostituiti da deepfake.
Un caso notevole di un video deepfake ha coinvolto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che annunciava la fine della guerra, una affermazione nota come falsa dalla maggior parte degli ucraini. Questo video ingannevole è stato diffuso online, ulteriormente esacerbato da un ticker televisivo in diretta nella parte inferiore dello schermo, che affermava falsamente la resa dell'Ucraina. L'incidente ha esemplificato come i deepfake potessero sfruttare i servizi media hackerati per diffondere informazioni controfattuali da fonti apparentemente affidabili.
La conseguenza più allarmante di questo incidente è stata la distribuzione di informazioni false sotto le spoglie di una fonte reputata. Video deepfake che raffiguravano il presidente russo Vladimir Putin che si arrendeva sono emersi anche durante la guerra, intensificando le preoccupazioni riguardanti il loro uso nella diffusione di disinformazione.
Ricerca sull'uso dei deepfake
Il centro di ricerca Lero ha condotto il primo studio accademico per esaminare l'impatto dei deepfake durante la guerra russo-ucraina. La ricerca è iniziata con la creazione di una cronologia dei deepfake significativi diffusi nelle prime fasi del conflitto, concentrandosi su quelli con il maggiore impatto. Successivamente, lo studio ha analizzato come questi video fossero discussi su Twitter, una piattaforma chiave per la diffusione delle informazioni.
Molti dei video deepfake prodotti durante il conflitto avevano un tono umoristico, come l'inserimento di Putin in film famosi come "Downfall" e "Il grande dittatore". Il governo ucraino ha persino utilizzato video deepfake e CGI a scopo educativo, cercando di informare il pubblico sulla guerra. Tuttavia, questi sforzi hanno involontariamente alimentato la sfiducia degli spettatori verso i media genuini.
Lo studio ha anche identificato casi in cui le persone accusavano falsamente video autentici di essere deepfake. Queste attribuzioni errate rientravano in due categorie: falsificazioni a bassa tecnologia, incluse quelle con sottotitoli errati, e video provenienti da altri conflitti presentati come prove di eventi in Ucraina. Queste accuse infondate hanno ulteriormente eroso la fiducia nei media legittimi, nutrendo la creazione di teorie del complotto incentrate sui deepfake.
Lezioni per gli utenti dei social media
Man mano che la prevalenza dei video deepfake continua a crescere, lo studio evidenzia i limiti del rilevamento tecnologico nell'identificare questo tipo di contenuto ingannevole. Pertanto, sottolinea l'importanza di promuovere una solida alfabetizzazione mediatica tra gli individui per trovare un equilibrio tra uno scetticismo sano e un dubbio ingiustificato.
Il messaggio chiave per gli utenti dei social media è approcciare i media altamente infiammatori con cautela e attendere la verifica da più fonti affidabili. È fondamentale non etichettare i video come deepfake in modo riflessivo senza prove sostanziali. Mantenere la fiducia nelle fonti dei media rimane fondamentale, specialmente in un'epoca in cui i deepfake potrebbero diventare più prevalenti nel discorso online.
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Brian Koome
Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.
















