Jeremy Allaire, co-fondatore e CEO di Circle, vede grandi opportunità di guadagno in una stablecoin ancorata allo yuan, in un contesto di crescente integrazione delle valute digitali nel commercio e nella finanza globali. Allaire ritiene che le stablecoin siano ormai tra i metodi più semplici per esportare valuta e che la Cina stia attivamente ampliando il ruolo dello yuan nei sistemi di pagamento globali.
L'amministratore delegato di Circle ha rilasciato oggi un'intervista a Hong Kong, evidenziando diversi punti chiave sul futuro delle valute digitali in Asia. Prevede che la Cina potrebbe lanciare una stablecoin ancorata allo yuan entro 3-5 anni. Allaire sostiene che una stablecoin ancorata allo yuan sarebbe più competitiva a livello globale rispetto all'attuale valuta digitale della banca centrale (CBDC), lo yuan digitale.
Nel frattempo, l'interesse per una stablecoin dello yuan si è spostato dalla mera speculazione all'implementazione strategica a partire dai primi mesi del 2026. L'espansione della Belt and Road Initiative (BRI) e la crescente de-dollarizzazione, parallelamente all'evoluzione del commercio globale, pongono la stablecoin dello yuan come strumento imprescindibile per gli scambi internazionali.
La prima stablecoin offshore regolamentata in yuan cinese, AxCNH, ha registrato una crescente adozione nei paesi della BRI (Belt and Road Initiative). In particolare, AxCNH ha debuttato in Kazakistan per facilitare gli scambi diretti ed eludere le sanzioni occidentali.
La pressione aziendale continua a spingere per una stablecoin ancorata allo yuan
La pressione da parte delle aziende continua a spingere per una stablecoin ancorata allo yuan, dato che colossi come Ant Group e JD.com ne sostengono l'efficacia nell'ottimizzazione dei pagamenti transfrontalieri. JD.com ha recentemente riportato una potenziale riduzione dei tempi di regolamento a meno di 10 secondi e dei costi fino al 90%. I detentori aziendali hanno inoltre il diritto assoluto di riscattare i token al valore nominale con la valuta fiat di base entro un giorno lavorativo.
Inoltre, il 10 aprile 2026 l'Autorità monetaria di Hong Kong (HKMA) ha concesso ad Anchorpoint Financial, una joint venture tra Standard Chartered e HSBC, le prime licenze ufficiali per stablecoin. Si prevede che questi emittenti di stablecoin lanceranno token regolamentati nella seconda metà di quest'anno. Essi costituiranno anche un punto di riferimento per gli emittenti aziendali che in precedenza evitavano i token offshore non regolamentati a causa del rischio di controparte.
L'amministratore delegato di Circle, Allaire, sottolinea inoltre che esiste una "enorme opportunità" per una stablecoin offshore in yuan di migliorare la competitività e la globalizzazione della valuta cinese. Circle vede in una stablecoin offshore in RMB un'opportunità per intercettare i flussi commerciali nelle regioni che cercano alternative al sistema del dollaro statunitense.
Il quadro normativo di Hong Kong per le licenze del 2026 tutela gli emittenti di stablecoin in yuan
Il quadro normativo di Hong Kong per il 2026 tutela in modo specifico le riserve aziendali degli emittenti di stablecoin in CNY. Questi token regolamentati vengono integrati direttamente nel sistema di tesoreria e nell'infrastruttura Web3 della città, a seguito dell'importante passo avanti compiuto a Hong Kong in materia di licenze.
L'Autorità monetaria di Hong Kong (HKMA) ha iniziato a rilasciare licenze ufficiali nell'aprile 2026, nonostante l' ordinanza sulle stablecoin fosse stata promulgata nell'agosto 2025.
Nel frattempo, Hong Kong e Shanghai si stanno affermando come centri di sperimentazione offshore per queste ambizioni nel campo delle valute digitali, fornendo attivamente quadri normativi che legittimano gli emittenti di stablecoin ancorate a valute fiat per il commercio globale.
Le recenti sanzioni evidenziano la vulnerabilità derivante dal fare affidamento esclusivamente sul sistema SWIFT, dominato dal dollaro statunitense, spingendo gli operatori di mercato a considerare la stablecoin ancorata allo yuan come alternativa strategica "parallela" per i canali di pagamento internazionali. In particolare, la stablecoin regolamentata offshore ancorata al cingalese, AxCNH, facilita gli scambi commerciali in oltre 150 paesi della BRI (Belt and Road Initiative).
Vi è inoltretronprobabilità che i corridoi commerciali, come quelli tra il Medio Oriente e l'Asia, tra Singapore e la Malesia e tra Hong Kong e la Cina, si orientino verso le stablecoin regionali per ottimizzare i cicli del capitale circolante attraverso i pagamenti in stablecoin.
I pagamenti diretti in stablecoin di yuan possono eliminare le commissioni di doppia conversione che si verificano quando lo yuan viene trasferito tramite USD nei tradizionali pagamenti transfrontalieri.
I mercati emergenti in America Latina, Africa e Sud-est asiatico stanno rivolgendo sempre più la loro attenzione alle stablecoin ancorate allo yuan. Questi token fungono da strumento per aggirare il dollaro statunitense, soprattutto nei paesi in cui la liquidità in dollari USA è limitata.
Il CNY è ora considerato un bene rifugio globale, il che accresce ulteriormente l'attrattiva di detenerlo in formato stablecoin per la pianificazione a lungo termine.
D'altro canto, i media descrivono la svolta dello yuan verso le stablecoin come un "momento cruciale" per una diversificazione di massa del panorama globale dei pagamenti. Il mercato prevede una diffusione più ampia delle stablecoin regolamentate entro la seconda metà di quest'anno, man mano che le istituzioni completeranno i test pilota.

