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Le banche centrali in tutto il mondo non hanno altra scelta se non ritardare i tagli dei tassi

DiJai HamidJai Hamid 3 min di lettura
Le banche centrali in tutto il mondo non hanno altra scelta se non ritardare i tagli dei tassi
  • Le speranze globali di tagli dei tassi svaniscono mentre l'inflazione statunitense persiste, influenzando le politiche finanziarie mondiali.
  • La BCE e la BoE hanno ridotto le loro previsioni sui tagli dei tassi a causa delle continue pressioni inflazionistiche statunitensi.
  • Le banche centrali sono caute nell'allontanarsi troppo dalle politiche della Fed a causa dei potenziali impatti negativi sulle loro economie.

I mercati globali stanno frenando le speranze di tagli dei tassi d'interesse mentre la Federal Reserve degli Stati Uniti affronta un'inflazione persistente. Questo sta generando un effetto a catena in tutto il mondo, complicando le strategie finanziarie delle altre principali banche centrali.

I recenti dati sull'inflazione negli Stati Uniti sono stati deludenti, portando a una revisione al ribasso delle previsioni sui tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (BCE), della Bank of England (BoE) e della stessa Fed. Nonostante le affermazioni di funzionari della BCE e della BoE secondo cui le loro sfide inflazionistiche differiscono da quelle statunitensi, la pressione esercitata dal mercato americano è innegabile.

Banche centrali sull'orlo

Le aspettative di un taglio dei tassi da parte della BCE hanno subito una notevole inversione. I trader prevedono ora una riduzione di circa 0,7 punti percentuali a partire dalla prossima riunione di politica monetaria del 6 giugno, in calo rispetto ai precedenti 0,88 punti. All'inizio dell'anno, le previsioni erano ancora più ottimiste, con un'attesa di 1,63 punti.

Analogamente, i tagli dei tassi previsti dalla BoE sono stati rivisti al ribasso a 0,44 punti percentuali, partendo da un'aspettativa iniziale di 1,72 punti all'inizio dell'anno. Questo aggiustamento riflette la ridotta aspettativa del mercato per la Fed, che è pronta a mantenere i tassi al loro massimo storico di 23 anni nella prossima riunione.

La divergenza nei percorsi di politica monetaria tra Stati Uniti ed Europa è stata un tema ricorrente, ma tagli aggressivi dei tassi in altre regioni potrebbero ritorcersi contro, influenzando i tassi di cambio, i costi delle importazioni e l'inflazione complessiva.

Jay Powell, presidente della Fed, ha recentemente riconosciuto che l'inflazione negli Stati Uniti rimane ostinatamente alta, suggerendo che i costi di finanziamento dovranno rimanere elevati più a lungo del previsto. In effetti, la misura preferita della Fed sull'inflazione ha registrato un aumento superiore alle attese del 2,7% su base annua a marzo, spingendo alcuni trader a scommettere persino su un rialzo dei tassi della Fed nel prossimo anno.

Un complesso balletto globale

Il presidente della BCE Christine Lagarde e il governatore della BoE Andrew Bailey hanno sottolineato che le dinamiche inflazionistiche in Europa sono distinte, spesso guidate più dai costi energetici rispetto ai grandi deficit fiscali degli Stati Uniti. Nonostante ciò, entrambi hanno segnalato possibili tagli dei tassi verso la fine dell'estate, anche se il primo taglio da parte della Fed potrebbe non verificarsi prima di novembre.

I dibattiti sulle disparità dei tassi continuano mentre i funzionari della BCE e della BoE esprimono visioni diverse su quanto le loro politiche possano discostarsi da quelle della Fed. Il recente calo dell'euro contro il dollaro sottolinea l'equilibrio delicato che le banche centrali devono mantenere nel rispondere a queste pressioni economiche.

In Asia, lo scenario è altrettanto complesso. La Banca del Giappone (BOJ) affronta pressioni inflazionistiche mentre lo yen si indebolisce, raggiungendo minimi trentaquattrennali contro il dollaro, il che aumenta il costo delle importazioni. Tuttavia, la BOJ ha scelto di mantenere i tassi di interesse attuali, un approccio cauto condiviso dal suo governatore, che preferisce aggiustamenti graduali.

Le condizioni finanziarie globali si sono ulteriormente ristrette a causa delle rigorose politiche statunitensi, influenzando i mercati obbligazionari in tutto il mondo. I Bund tedeschi a 10 anni, ad esempio, spesso riflettono i movimenti dei Treasury statunitensi a 10 anni.

In un recente intervistastoria, la Segretaria al Tesoro Janet Yellen ha espresso ottimismo sul fatto che gli Stati Uniti siano su un percorso discendente per l'inflazione, permettendo potenzialmente futuri tagli dei tassi. Ha sottolineato il ruolo dei costi abitativi nelle metriche inflazionistiche, suggerendo che una stabilizzazione del mercato degli affitti potrebbe alla fine portare a figure inflazionistiche più moderate.

Nel frattempo, le banche centrali in altre parti del mondo, tra cui Paraguay, Turchia, Russia e Guatemala, hanno mantenuto i tassi stabili. L'Ungheria ha rallentato i suoi tagli dei tassi, mentre l'Indonesia ha improvvisamente aumentato i tassi. L'Argentina, d'altra parte, continua a ridurre i tassi, scommettendo su un allentamento sostenuto dell'inflazione.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da 6 anni. Ha collaborato con pubblicazioni focalizzate sulla blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, per analisi di mercato, grandi aziende, regolamentazione e tendenze macroeconomiche. Si è formata presso la London School of Journalism e ha condiviso tre volte le sue analisi sui mercati delle criptovalute su una delle principali reti televisive dell'Africa.

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