Brasile e Argentina adottano le stablecoin, sfidando i segnali d'allarme del FMI e i divieti delle banche centrali

- Questo mese il FMI ha avvertito che le criptovalute basate sulle stablecoin movimentano ormai più denaro oltre i confini del Brasile rispetto ai capitali tradizionali.
- I gruppi bancari argentini BIND e Petersen stanno lanciando stablecoin in pesos nonostante il divieto previsto per il 2022.
- Le parti interessate osservano che la regolamentazione non ha tenuto il passo con l'adozione delle stablecoin in America Latina.
Le maggiori economie del Sud America non aspettano il via libera normativo per accelerare la transizione verso le alternative basate su asset digitali, con Brasile e Argentina che si sono aggiunte di recente alla corsa verso nuovi territori finanziari.
Il cambiamento è stato ribadito questa settimana, quando il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha riferito che le criptovalute ora gestiscono la maggior parte dei trasferimenti di fondi transfrontalieri in Brasile, quasi contemporaneamente alla notizia che alcuni gruppi bancari argentini stanno creando le proprie stablecoin in pesos, nonostante il divieto attualmente in vigore presso la banca centrale.
I brasiliani ora inviano più capitali tradizionali in criptovalute
L'ultima Valutazione della stabilità del sistema finanziario brasiliano condotta dal FMI, che analizza lo stato della più grande economia dell'America Latina, ha evidenziato un dato fondamentale: l'impatto delle criptovalute. Gli asset digitali, in particolare le stablecoin, sono diventati il principale mezzo per trasferire denaro da e verso il Brasile, dopo una crescita costante dal 2017, che ha superato il tasso di utilizzo dei canali tradizionali.
Per quanto riguarda l'attrattiva delle stablecoin per aziende e utenti privati, la prima analisi dell'economia brasiliana condotta dal FMI dal 2018 ha evidenziato trasferimenti più economici e vantaggi fiscali.
Perché il FMI è cauto riguardo all'adozione delle criptovalute da parte del Brasile?
Il FMI ha inoltre rilevato correlazioni tra la domanda di stablecoin e indicatori economici come l'indice S&P 500, l'indice di volatilità VIX, il Bitcoin, i tassi di cambio e di interesse e le variazioni della politica fiscale. Secondo il Fondo, questi risultati dimostrano come la transizione verso gli asset digitali abbia trovato il suo posto all'interno della più ampia struttura economica del Paese.
Mentre alcuni esultano, il FMI ha invece sollevato dubbi su alcune aree che la Banca Centrale del Brasile non ha coperto nella sua attività di supervisione dei fornitori di servizi di asset virtuali. I problemi sollevati dal Fondo sono stati:
- Protezione legale inadeguata per gli utenti
- Norme poco chiare per la gestione dei beni detenuti in custodia
- Inadeguatezze delle regole di viaggio
- Standard inadeguati per tracdei trasferimenti di fondi e la lotta al riciclaggio di denaro
Il Congresso brasiliano sta già lavorando per sottoporre le criptovalute a un'adeguata regolamentazione legislativa. Il disegno di legge 4308/2024 dovrebbe defichiaramente i confini legali delle stablecoin, sebbene a livello nazionale sia già in atto una spinta per non classificarle come monetatron.
Secondo il rapporto, colmare tali lacune richiederà alle autorità di regolamentazione brasiliane di condividere gli obblighi di rendicontazione con le controparti estere.
I colossi bancari argentini puntano sulle stablecoin
A sud del confine, l'interesse è rivolto alle stablecoin denominate nella valuta locale della terza economia più grande dell'America Latina. Citando Iproup, due conglomerati bancari starebbero preparando token ancorati al peso, destinati alle istituzioni piuttosto che ai risparmiatori comuni, per la gestione delle operazioni di tesoreria, dei pagamenti innescati da eventi on-chain e dei prestiti garantiti.
Uno di questi, BIND Group, che gestisce oltre 2 miliardi di dollari di asset e possiede BIND Banco Industrial, sta sviluppando il proprio token tramite BEN, un fornitore interno di servizi per asset virtuali. Questa mossa tracalle indiscrezioni di inizio mese, secondo cui il colosso bancario avrebbe stretto una partnership con Circle per servire i clienti istituzionali.
L'altro dei due, il Petersen Group, che possiede e gestisce diverse banche regionali, sta sviluppando un prodotto DIPE separato. Questa iniziativa è supportata da Lirium, una società che offre servizi di criptovaluta, e ha già un white paper a riguardo.
Il divieto del 2022 influirà sui loro piani?
Dal maggio 2022, la banca centrale argentina ha vietato alle banche private di offrire direttamente servizi legati alle criptovalute. Per questo motivo, entrambe le banche stanno gestendo i loro piani tramite società controllate.
Queste soluzioni alternative potrebbero non essere nemmeno necessarie, dato che la banca centrale starebbe valutando la possibilità di revocare il divieto. Tuttavia, la strada da percorrere non è ancora chiara, poiché l'autorità di vigilanza sui titoli del paese ha bloccato la stablecoin argt peso perché la considerava un titolo offerto senza la necessaria conformità.
Perché le stablecoin in valuta locale rappresentano la prossima sfida
La spinta verso i token locali riflette un dibattito più ampio nella regione. Scrivendo per il World Economic Forum, il fondatore e CEO di Ripio, Sebastián Serrano, ha osservato che le criptovalute ancorate al dollaro, come l'USDT di Tether, si sono affermate in America Latina come copertura contro l'inflazione, ma ha avvertito che la dipendenza da dollari digitali emessi all'estero erode gli strumenti a disposizione dei responsabili politici per gestire la propria massa monetaria. La sua proposta è invece quella di stablecoin ancorate alle valute nazionali.
La portata del fenomeno spiega la posta in gioco. La Digital Chamber ha riportato un volume di transazioni in stablecoin pari a 324 miliardi di dollari in tutta l'America Latina nel 2025, con un aumento dell'89% rispetto all'anno precedente, e con le stablecoin che rappresentano oltre il 90% dei flussi di criptovalute in Brasile e più del 60% in Argentina. Lo stesso rapporto ha rilevato che il 71% delle istituzioni latinoamericane utilizza già le stablecoin per i pagamenti transfrontalieri, la percentuale più alta di qualsiasi altra regione.
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Domande frequenti
Cosa ha detto il FMI sul mercato delle criptovalute in Brasile?
Nella sua Valutazione della stabilità del sistema finanziario pubblicata questo mese, il FMI ha affermato che i flussi transfrontalieri di criptovalute in Brasile sono cresciuti dal 2017 superando i movimenti di capitali tradizionali, trainati in gran parte dalle stablecoin, e ha chiesto unatronsupervisione, compresa la piena applicazione della Travel Rule e una migliore segregazione degli attivi.
Perché le banche argentine lanciano stablecoin tramite le loro filiali?
Dal maggio 2022, la banca centrale argentina ha vietato alle banche private di offrire direttamente servizi di criptovalute. Per questo motivo, BIND Group e Petersen Group stanno promuovendo le loro stablecoin in pesos attraverso società fornitrici di servizi per asset virtuali e partner come Circle e Lirium, anziché tramite le banche stesse.
Quanto è diffuso l'utilizzo delle stablecoin in America Latina?
Secondo la Digital Chamber, nel 2025 l'America Latina ha registrato un volume di transazioni in stablecoin pari a 324 miliardi di dollari, con un aumento dell'89% rispetto all'anno precedente, e le stablecoin hanno rappresentato oltre il 90% dei flussi di criptovalute in Brasile e più del 60% in Argentina.
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.
















