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Controversia sulla valutazione e un elevato debito bloccano la corsa biennale di Foxconn alla partecipazione nel gruppo tedesco

DiHannah CollymoreHannah Collymore
Tempo di lettura: 2 minuti.
  • L'offerta da 1,5 miliardi di dollari avanzata da Foxconn per una quota della divisione powertrain del gruppo ZF si è arenata dopo che la due diligence ha rivelato un valore azionario negativo.
  • L'analisi di JPMorgan ha evidenziato che il debito della Divisione E era superiore del 90% rispetto alle aspettative, a causa di quasi 1,1 miliardi di dollari di passività pensionistiche.
  • L'accordo bloccato segna una battuta d'arresto importante per Foxconn nel suo impegno ad espandere la presenza dei veicoli elettrici in Europa.

Il tentativo biennale di Foxconn di acquisire una quota importante in un'unità chiave del fornitore automobilistico tedesco ZF Group si è arenato dopo che la due diligence condotta dal suo consulente, JPMorgan, ha evidenziato un ampio divario di valutazione e un debito superiore alle aspettative.

Secondo i documenti esaminati da Reuters, la due diligence di Foxconn ha concluso che la divisione tecnologia powertrain di ZF, nota internamente come Divisione E, valeva tra 1,74 miliardi di dollari e 2,5 miliardi di euro, ben al di sotto della cifra di 2,9 miliardi di dollari precedentemente discussa. 

Ancora più sorprendente è il fatto che il valore azionario della società sia risultato negativo, rispetto a una precedente stima di 1,5 miliardi di dollari. Un commento nei documenti interni recitava: "Nessun accordo se il valore azionario è negativo"

Onere del debito e discrepanza di valutazione

la due diligence ha rivelato che il debito netto della Divisione E era quasi il 90% superiore alle previsioni, raggiungendo i 4,9 miliardi di dollari. Una parte significativa di tale debito, quasi 1,1 miliardi di dollari, deriverebbe da passività pensionistiche precedentemente sottovalutate. 

Foxconn e ZF avevano valutato un potenziale investimento in base al quale la società taiwanese avrebbe iniettato circa 1,5 miliardi di dollari per acquistare una quota della divisione se la sua valutazione azionaria avesse raggiunto i 3 miliardi di dollari, una struttura delineata in un documento ZF datato febbraio 2025.

Secondo i risultati, ZF ha dovuto fare i conti con un pesante debito derivante dalle acquisizioni passate. 

Le ambizioni elettriche di Foxconn messe alla prova

Foxconn, formalmente nota come Hon Hai Precision Industry, ha cercato di replicare il suo successo nella produzione ditronelettronici nel settore automobilistico. L'azienda hadenti veicoli elettrici come un pilastro della crescita futura e intende conquistare una quota considerevole del mercato globale dei veicoli elettrici.

Foxconn ha lanciato diverse iniziative per radicarsi nell'ecosistema dei veicoli elettrici, ma i progressi sono stati discontinui. A luglio, Foxconn ha venduto un ex stabilimento negli Stati Uniti, inizialmente acquisito nel 2022 per la produzione di veicoli elettrici. Anche la sua partnership con la cinese Geely per la fornitura di servizi di produzione atracha mostrato scarsi progressi. 

Ciononostante, Foxconn continua a spingersi avanti attraverso partnership in Asia.

Tuttavia, a maggio, ha firmato un memorandum d'intesa con Mitsubishi Motors, tramite la sua controllatatron Vehicle Technologies, per sviluppare e fornire un modello elettrico che sarà costruito dalla taiwanese Yulon Motor e lanciato in Oceania nel 2026. Ad agosto ha anche stipulato un accordo con Mitsubishi Fuso per collaborare su autobus a zero emissioni.

L'anno scorso, Foxconn avrebbe acquisito il 50% delle azioni di ZF Chassis Modules, il produttore di sistemi di telaio per autovetture del gruppo ZF.

Tuttavia, la transazione ZF, rimasta bloccata, rappresenta una battuta d'arresto negli sforzi dell'azienda di assicurarsi una posizionetronnella filiera automobilistica europea.

Nuova direzione per ZF e pressioni del settore

Anche se la vendita di azioni potrebbe essere esclusa, ZF sarebbe ancora in trattativa con Foxconn e altri potenziali partner per possibili partnership incentrate su tecnologie specifiche all'interno della Divisione E.

Le difficoltà incontrate nei negoziati con Foxconn evidenziano una forte tensione nel settore delle forniture automobilistiche in Europa, dove i fornitori devono far fronte a ingenti investimenti per passare dalla tecnologia della combustione all'elettrificazione, a causa delle norme sulle emissioni a cui devono conformarsi. 

Molte aziende devono anche fare i conti con i costi pregressi, tra cui pensioni e oneri di ristrutturazione, che complicano le loro strategie di capitale, come nel caso di ZF.

Le ultime scoperte sono piuttosto schiaccianti per ZF e hanno sollevato dubbi sulla sua capacità di gestire la leva finanziaria, poiché i suoi elevati livelli di debito potrebbero limitare gli investimenti futuri e rendere più difficile l'esecuzione delle vendite di asset senza sconti significativi.

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