Robert Kiyosaki, la mente dietro la serie "Padre ricco, padre povero", ha recentemente lanciato una bomba sui social media, avvertendo che i giorni di gloria dell'economia americana potrebbero essere contati, a causa di un imminente e colossale crollo del mercato.
Ha affermato che gli Stati Uniti sono sulla tracgiusta verso la rovina finanziaria, con il debito alle stelle e l'economia sull'orlo del baratro. La sua diagnosi è che la nazione sta esagerando con il debito, gonfiando quella che lui chiama la "bolla globale" – azioni, obbligazioni, immobili – pronta a crollare.
Una bomba a orologeria
Ma non si tratta solo di Kiyosaki: l'abbandono del dollaro da parte dei BRICS segnala un cambiamento più ampio e globale in atto. Questi paesi stanno diventando nervosi per l' del dollaro nel contesto della crisi economica, e stanno cercando di diversificare e proteggere i propri asset dall'imminente catastrofe prevista da esperti come Kiyosaki. Il guru della finanza indica il debito degli Stati Uniti che si accumula a un ritmo allarmante, mille miliardi di dollari ogni trimestre, come una bomba a orologeria pronta a esplodere.
La bolla del tutto, azioni, obbligazioni, immobili, destinata a crollare. Il debito degli Stati Uniti aumenta di 1.000 miliardi di dollari ogni 90 giorni. Gli Stati Uniti sono in bancarotta. Salvatevi. Per favore, comprate più oro, argento e Bitcoinveri.
— Robert Kiyosaki (@theRealKiyosaki) 7 aprile 2024
Sta però lanciando zattere di salvataggio, indicando oro, argento e Bitcoin come i salvavita in questo naufragio economico. È un invito alle armi per l'investitore esperto, un avvertimento a proteggersi con asset che potrebbero resistere alla tempesta, mentre paesi e banche centrali accumulano oro e le valute digitali stanno guadagnando traccome potenziale ancora di salvezza economica.
Sul fronte interno, a prima vista le cose sembrano rosee. La crescita del PIL è solida, l'inflazione sta prendendo piede e il mercato del lavoro è in fermento. Persino la Fed e ildent Joe Biden potrebbero tirare un sospiro di sollievo con questi numeri dalla loro parte.
Ma non così in fretta. Si sta preparando una tempesta.
Il baratro del debito aziendale
Sotto la superficie, le aziende americane sono letteralmente sull'orlo di un precipizio. Un "precipizio del debito aziendale", per essere precisi. Grazie ad anni di credito facile, queste aziende stanno annegando in debiti che non possono sperare di ripagare, soprattutto perché i tassi di interesse salgono e il rifinanziamento diventa un'utopia. È un duro campanello d'allarme per un'economia ubriaca di denaro a basso costo, con i postumi di una sbornia destinata a essere pesante.

La Fed deve camminare su un filo teso, bilanciando gli alti tassi di interesse per tenere sotto controllo l'inflazione senza far crollare l'economia. È un'operazione delicata, dall'esito incerto.
Nel frattempo, il portafoglio dello Zio Sam sta sanguinando, con il debito pubblico alle stelle e il defidi bilancio in continua crescita. È una posizione precaria, che dipende da un equilibrio tra crescita, spesa e capacità di convincere gli investitori ad acquistare titoli statunitensi.
Ma non dimentichiamo che la resilienza un po' falsa dell'America fa parte del suo fascino.
L'economia è ancora in piena espansione, con una produttività in crescita e le aziende americane in discreta salute. I tassi di interesse, il baratro del debito aziendale e un defipubblico in forte crescita sono tutti fattori che contribuiscono a rendere l'economia americana sempre più difficile da gestire.
Gli Stati Uniti hanno già superato crisi finanziarie in passato, ma la mia domanda rimane: per quanto tempo potranno continuare a sfidare le avversità?
La risposta potrebbe risiedere nelle scelte fatte oggi, dalla politica fiscale agli investimenti personali. In fin dei conti, il destino dell'America, proprio come il mercato azionario, non è scolpito nella pietra, ma nelle mani del suo popolo, dei suoi politici e, forse, nella saggezza di coloro che, come Kiyosaki, osano lanciare un monito.

