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L'immigrazione statunitense esaminerà le app dei social media prima di approvare i visti

DiOwotunse AdebayoOwotunse Adebayo
Tempo di lettura: 2 minuti.
Immigrazione negli Stati Uniti
  • L'ufficio immigrazione degli Stati Uniti ora esamina le domande presentate sui social media prima di approvare i visti.
  • L'impatto dell'intelligenza artificiale sui conflitti e sulla percezione pubblica.

L'intelligenza artificiale (IA) sta penetrando sempre più in diversi settori, estendendosi persino alle misure di controllo delle frontiere. L'agenzia statunitense per l'immigrazione e le dogane (ICE) si è affidata a uno strumento basato sull'IA chiamato Giant Oak Search Technology (GOST) per vagliare i contenuti dei social media ritenuti "denigratori" nei confronti degli Stati Uniti. Questa rivelazione riguardante l'immigrazione statunitense, inizialmente portata alla luce da 404 Media, ha suscitato preoccupazioni in merito alla privacy e alle implicazioni etiche legate a tali pratiche di sorveglianza.

L'immigrazione statunitense utilizza GOST per scansionare le app dei social media

Secondo quanto riportato, GOST aiuta l'ufficio immigrazione statunitense a scansionare i post sui social media per valutarne il potenziale rischio per gli Stati Uniti, come rivelato in documentident. Il rapporto fa luce su un potente sistema che elabora le informazioni per prendere decisioni cruciali sul permesso o sul rifiuto di ingresso nel Paese. Presumibilmente, il sistema valuta i post sui social media di un individuo, assegnando un punteggio da 1 a 100 in base alla loro pertinenza rispetto alla missione percepita dall'utente.

Sebbene le analisi dei social media non siano del tutto nuove e siano state già utilizzate per indagare su potenziali minacce, l'integrazione di tali strumenti solleva interrogativi sull'equilibrio tra sicurezza nazionale e libertà individuali. Questi strumenti di intelligenza artificiale possono elaborare enormi quantità di informazioni a una velocità ineguagliabile dagli esseri umani. Patrick Toomey, vicedirettore del National Security Project dell'ACLU, ha espresso riserve sull'uso di algoritmi da parte del governo per analizzare i post sui social media.

L'impatto dell'intelligenza artificiale sui conflitti e sulla percezione pubblica

Patrick Toomey ha sottolineato le preoccupazioni relative all'impiego di algoritmi da parte del governo per determinare il rischio percepito dai cittadini, in particolare quando tale tecnologia manca di trasparenza e responsabilità. Il panorama geopolitico ha assistito a un aumento sostanziale dell'importanza dell'IA. Oltre al suo utilizzo in scenari politici, l'IA sta svolgendo un ruolo significativo anche nel conflitto israelo-palestinese, con entrambe le parti che utilizzano la tecnologia per rafforzare le proprie posizioni o per sferrare attacchi reciproci.

La diffidenza del pubblico nei confronti dell'intelligenza artificiale persiste, soprattutto per quanto riguarda la privacy personale. Uno studio condotto dal Pew Research Center ha indicato che il 32% degli americani ritiene che l'IA utilizzata per assumere e valutare i lavoratori potrebbe potenzialmente danneggiare i candidati e i dipendenti. Inoltre, un sondaggio Reuters condotto in estate ha rivelato che la maggioranza degli americani considera l'IA una minaccia per l'umanità. Le implicazioni più ampie di questi progressi tecnologici sono vaste. Se da un lato l'IA offre efficienza e precisione, dall'altro solleva potenziali problemi relativi al diritto alla privacy individuale, un dilemma persistente che accompagna molti progressi tecnologici.

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