Il Regno Unito pianifica uno spostamento verso il debito a breve termine mentre i Treasury bills passano al centro della scena

- Il Regno Unito si sta spostando verso l'indebitamento a breve termine aumentando l'emissione di Treasury bill a 11 miliardi di sterline.
- Il debito a breve termine è più economico e meglio allineato alla domanda degli investitori, poiché le pensioni si allontanano dai bond a lungo termine.
- Gli analisti avvertono che il Regno Unito non dispone di un mercato naturale solido per i Treasury bill, sollevando preoccupazioni sui rischi di refinanziamento e sulla domanda futura.
Il governo del Regno Unito sta segnalando un importante cambiamento nella sua strategia di finanziamento, allontanandosi dalle obbligazioni a lungo termine e facendo affidamento pesantemente sul debito a breve termine, in particolare sui Treasury bills.
L'organismo responsabile dell'emissione del debito sovrano britannico ha aumentato il contributo netto previsto dei titoli di stato a breve termine (Treasury bills) alle sue esigenze di finanziamento. L'emissione netta di T-bills contribuirà ora per 11 miliardi di sterline al requisito di finanziamento dell'anno fiscale.
In particolare, i Treasury bills sono titoli di debito governamentale a breve termine e basso rischio che scadono in un anno o meno. Attualmente, ci sono solo circa 78 miliardi di sterline di questi bill disponibili sul mercato. Questa cifra rappresenta una piccola parte del totale di 2,9 trilioni di sterline di debito governativo del Regno Unito.
Il piano del governo di espandere il mercato dei Treasury bills scatena accesi dibattiti
Il Regno Unito sta esplorando attivamente possibili soluzioni per accorciare la durata del proprio debito, che è in media di 14 anni, significativamente più lungo rispetto a quello di molte altre nazioni. Questi sforzi mirano a ridurre i pagamenti degli interessi, poiché i fondi pensione mostrano meno interesse per le obbligazioni con scadenze a lungo termine. Con queste scoperte, gli analisti hanno espresso la loro convinzione che l'espansione del mercato dei Treasury bills potrebbe accelerare questa tendenza.
Questa mossa ha anche portato diverse persone a esprimere la propria opinione sulla situazione. Un esempio è Moyeen Islam, stratega dei tassi di interesse presso Barclays. Secondo Islam, gli sforzi del governo supportano l'idea che si verificherà un calo significativo della scadenza media dell'offerta di gilts negli anni a venire.
Nelle circostanze attuali, le fonti hanno punto che il Regno Unito trova più conveniente emettere debito a breve termine piuttosto che obbligazioni a lungo termine. Per supportare questa affermazione, i report hanno evidenziato che i Treasury bills a un mese generano un rendimento del 4,05%, mentre i rendimenti sui bond a 30 anni sono diminuiti da un massimo del 5,75% a settembre al 5,21% attuale.
Pertanto, se il governo fa più affidamento sul finanziamento a breve termine, sarà più vulnerabile ai cambiamenti nei tassi di interesse. La ragione principale dietro questo è che il governo dovrà tornare sul mercato per refinanziare il proprio debito frequentemente.
Diversi investitori hanno anche espresso la propria opinione sulla questione. Hanno sostenuto che i piani del Tesoro sono una risposta ai cambiamenti nella domanda. Secondo loro, non è logico detenere debito del Regno Unito con scadenze più lunghe ora che i regimi pensionistici del settore privato, che un tempo acquistavano una quantità significativa di gilts a lungo termine, hanno chiuso ai nuovi membri e si stanno riducendo di dimensioni.
Mentre il dibattito si intensificava, Maya Bhandari, chief investment officer per le attività multiple presso il gestore di asset statunitense Neuberger Berman, ha dichiarato che è vantaggioso avere più opzioni disponibili nel mercato a breve termine, poiché ciò allevierebbe parte della pressione sui gilts a lungo termine.
Un'altra figura prominente che ha contribuito a questa discussione è James McAlevey, Head of Global Aggregate and Absolute Return presso BNP Paribas Asset Management. McAlevey ha sostenuto che un mercato dei bill più grande dovrebbe agire come una base ferma e attiva per qualsiasi curva dei redditi fissi. Ha anche menzionato che era debito del Regno Unito emissione in risposta alle mutevoli esigenze degli investitori.
Nel frattempo, vale la pena notare che il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent si è mantenuto fedele al finanziamento a breve termine, che fa parte della politica dell'amministrazione Biden che una volta condannò.
Francis Diamond sottolinea la necessità di una domanda naturale nel mercato dei Treasury bills
Gli analisti hanno scoperto un ampio vuoto nel mercato. I loro risultati hanno evidenziato che, sebbene il grande mercato dei titoli del Tesoro statunitensi sostenga un'industria consolidata di fondi del mercato monetario, che fungono da opzioni di risparmio investendo in titoli a brevissimo termine e a rischio molto basso, il Regno Unito manca di questo tipo di domanda.
Francis Diamond, che guida la ricerca sulla strategia dei tassi europei presso JPMorgan, ha suscitato speranza nel mercato britannico riconoscendo che la consultazione è un chiaro passo per aumentare significativamente il numero di titoli emessi.
Tuttavia, ha sollevato una domanda cruciale: mentre il governo aumenta l'offerta, da dove proverrà la domanda naturale?
Nel frattempo, il Debt Management Office, responsabile della gestione delle vendite del debito per conto del Tesoro, ha rilasciato una dichiarazione datata mercoledì 26 novembre, sottolineando che il governo è impegnato a stabilire la base di investitori più ampia possibile.
Hanno anche dichiarato che eventuali modifiche apportate dopo la consultazione terranno conto dei costi e dei rischi, illustrando come impattino sul rischio di rifinanziamento del governo.
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Nellius Irene
Nellius è una laureata in Gestione Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. È anche diplomata presso Bitcoin Dada. Nellius ha contribuito a principali testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
















