ULTIME NOTIZIE
SELEZIONATO PER TE
SETTIMANALE
RIMANI AL TOP

Le migliori analisi sul mondo delle criptovalute, direttamente nella tua casella di posta.

Trump sanziona 18 entità per aver aiutato l'Iran a generare entrate

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 3 minuti.
Trump minaccia dazi del 200% sulla Cina per i magneti, afferma che potrebbe "distruggere" il paese
  • Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a 18 entità per aver aiutato l'Iran a eludere le sanzioni e a generare profitti.
  • Tra i principali obiettivi figurano RUNC Exchange, Cyrus Offshore Bank e Pasargad Arian.
  • Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha sottolineato l'importanza di interrompere le attività finanziarie dell'Iran per bloccarne i finanziamenti per le armi.

Gli Stati Uniti hanno messo a dura prova l'Iran sanzionando 18 entità e individui che fanno parte di una rete che aiuta il Paese a eludere le sanzioni e a incanalare denaro.

Questa mossa, annunciata giovedì dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, mira a mantenere la pressione sull'Iran, che secondo gli Stati Uniti continua a violare le sanzioni internazionali.

Questa rete comprende aziende come RUNC Exchange System Company, Cyrus Offshore Bank e Pasargad Arian Information and Communication Technology, tutte accusate di lavorare dietro le quinte per far andare avanti l'economia iraniana nonostante le sanzioni.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha chiarito che queste nuove misure fanno parte di una più ampia strategia statunitense volta a soffocare la linfa vitale finanziaria dell'Iran. Ha sottolineato che Washington intende continuare a prendere di mira i canali utilizzati dall'Iran per eludere le sanzioni, con l'obiettivo finale di bloccare le entrate che finanziano i programmi militari del Paese.

"Il Tesoro continuerà a ostacolare i piani dell'Iran volti a eludere le nostre sanzioni, a bloccarne l'accesso alle entrate e a privare i suoi programmi di armamento dei capitali, al fine di proteggere il popolo americano", ha affermato.

Prendere di mira i principali attori della rete finanziaria iraniana

Le nuove sanzioni si concentrano sulle aziende e sugli individui che forniscono all'Iran un modo per aggirare le restrizioni finanziarie imposte dal governo degli Stati Uniti.

Uno degli obiettivi principali è RUNC Exchange, una società accusata di essere coinvolta in trasferimenti illegali di denaro, che facilitano all'Iran l'aggiramento delle normative finanziarie americane.

Un altro obiettivo importante è la Cyrus Offshore Bank, un attore chiave nel trasferimento di denaro di cui l'Iran ha bisogno per finanziare le sue attività. Accanto a queste, Pasargad Arian Information and Communication Technology, un'azienda tecnologica iraniana, è stata aggiunta alla lista a causa dei suoi legami con operazioni finanziarie legate alle controverse attività dell'Iran.

Gli sforzi del Tesoro vanno oltre il semplice congelamento dei beni o l'imposizione di restrizioni finanziarie. Si tratta di un tentativo in corso da parte degli Stati Uniti di smantellare la rete di aziende e individui che aiutano l'Iran a rimanere a galla economicamente.

Il messaggio di Washington è chiaro: le aziende e le istituzioni che scelgono di collaborare con l'Iran ne subiranno le conseguenze. È una tattica che si è intensificata negli ultimi anni, mentre l'Iran continua a cercare modi per aggirare le sanzioni e mantenere la propria economia in movimento, soprattutto nei settori che finanziano le sue ambizioni militari.

I prezzi del petrolio reagiscono a dazi e sanzioni

Mentre le sanzioni colpiscono l'Iran, il mercato globale più ampio sta risentendo dei nuovi dazi statunitensi. Giovedì sono entrati in vigore i dazi statunitensi contro diversi partner commerciali, sollevando preoccupazioni per il rallentamento economico che potrebbe frenare la domanda di petrolio.

Le prime contrattazioni di venerdì hanno visto il greggio Brent attestarsi a 66,40 dollari al barile, con un calo di oltre il 4% rispetto alla settimana precedente. Nel frattempo, i future sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono scesi a 63,82 dollari al barile, segnando un calo di oltre il 5% nel corso della settimana.

La reazione del mercato deriva dal timore che la crescita economica globale possa rallentare a causa di questi dazi. A sua volta, ciò potrebbe ridurre la domanda di petrolio greggio, come osservato dagli analisti di ANZ Bank. Ciò si aggiunge alle decisioni prese dal gruppo OPEC+ di annullare prima del previsto i significativi tagli alla produzione di petrolio, spingendo ulteriormente i prezzi del petrolio al ribasso.

Allo stesso tempo, il Cremlino ha confermato che ildent russo Vladimir Putin e ildent statunitense Donald Trump si incontreranno presto per discutere della guerra in corso in Ucraina. Si prevede che questo sforzomatic avrà un impatto significativo sui mercati globali.

Sebbene le esportazioni di petrolio della Russia continuino nonostante le sanzioni, i nuovi dazi sull'acquisto di petrolio greggio russo da parte dell'India hanno continuato a esercitare pressione sui prezzi del petrolio; gli analisti avvertono che la mossa tariffaria non ridurrà drasticamente il flusso di petrolio russo nei mercati globali.

Non limitarti a leggere le notizie sulle criptovalute. Cerca di capirle. Iscriviti alla nostra newsletter. È gratis.

Condividi questo articolo

Disclaimer. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza di trading. Cryptopolitan/ non si assume alcuna responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni fornite in questa pagina. Consigliamotronvivamente di effettuare ricerche indipendentident di consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

ALTRE NOTIZIE
INTENSIVO CRIPTOVALUTE
CORSO