Trump afferma che i centri dati per l'intelligenza artificiale potrebbero superare in crescita il petrolio e avverte che la Cina non deve vincere

Foto di Trump White House Archiviata su Flickr
- Ildent Trump ha previsto che i data center potrebbero alla fine diventare un settore più grande di quello petrolifero, dichiarando che "chiunque vinca nell'intelligenza artificiale, vince e basta"
- Trump ha esortato gli Stati Uniti a essere leader sia nell'intelligenza artificiale che nelle criptovalute, sostenendo che l'abbondanza di energia derivante dai combustibili fossili conferisce alla Cina un vantaggio.
- La crescente opposizione locale e il calo del sostegno degli elettori alle richieste in materia energetica stanno minacciando il boom dei data center, mettendo a rischio la cancellazione di molti progetti.
Ildent Donald Trump ha dichiarato venerdì che i data center potrebbero diventare un settore più importante di quello petrolifero, e ha sostenuto che gli Stati Uniti non possono permettersi di lasciare che la Cina sia all'avanguardia nell'intelligenza artificiale o nelle criptovalute.
Ha rilasciato questa dichiarazione oggi, durante un'intervista rilasciata a Punchbowl News in vista delle elezioni di metà mandato.
"Chi vince la sfida dell'IA, vince e basta."
Sottolineando l'importanza delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, Trump ha affermato senza mezzi termini: "Chiunque vinca nell'IA, vince e basta"
Ha definito i data center come enormi generatori di entrate per le economie locali, sostenendo che i governatori statali dovrebbero tagliare le tasse pertracanziché frapporre ostacoli. Ha criticato in particolare il Texas per la sua resistenza, sottolineando che tasse più basse sono la chiave per ottenere questi investimenti.
Trump ha inoltre minimizzato le preoccupazioni relative al sovraccarico che questi siti potrebbero causare alla rete elettrica. Pur ammettendo che gli edifici "richiedono più elettricità di quanta ne consumi l'intera nazione", ha insistito sul fatto che le aziende che li gestiscono stanno costruendo le proprie centrali elettriche e non attingeranno alla rete pubblica.
Dove si colloca la criptovaluta nell'intera argomentazione
Nella stessa intervista a Punchbowl, Trump ha collegato la rapida espansione delle criptovalute e Bitcoin direttamente alla competizione geopolitica con Pechino, avvertendo che gli Stati Uniti non devono permettere alla Cina di assumere la leadership nel settore degli asset digitali.
"Non vogliamo che la Cina prenda il controllo del settore delle criptovalute", ha affermato, aggiungendo: "Non voglio che la Cina vinca grazie all'intelligenza artificiale"
Ha sottolineato che la Cina attualmente gode di un vantaggio energetico grazie al suo massiccio utilizzo di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas, il che le fornisce l'energia necessaria per alimentare lo sviluppo di infrastrutture di intelligenza artificiale su vasta scala.
I commenti mettono in luce la più ampia spinta dell'amministrazione verso un'energia abbondante ed economica, combinata con un approccio favorevole alle imprese nei confronti della tecnologia blockchain.
La promessa che Trump sta vendendo in patria
L'ottimismo si scontra con un problema interno. Il 23 luglio, durante un evento presso la sede dell'EPA, Trump ha ampliato un piano non vincolante volto a proteggere le famiglie dai costi derivanti dal boom dei data center, secondo quanto riportato da E&E News.
Quasi altre 200 aziende e società di servizi pubblici, oltre a quasi la metà dei governatori del Paese, tutti repubblicani, hanno firmato il suo " Patto per la protezione dei contribuenti", che chiede ai firmatari di limitare gli aumenti dei prezzi dell'elettricità per i proprietari di case.
"È giusto che il costo della costruzione delle nuove infrastrutture sia a carico delle aziende stesse, non dei consumatori americani", ha affermato Trump.
Questa iniziativa non è stata accolta bene da alcuni ambienti, che l'hanno liquidata come un modo inefficace per scaricare la colpa dell'aumento dei costi energetici in vista delle elezioni di medio termine.
La maggior parte dei cittadini statunitensi è contraria alla costruzione
Si è registrato un netto aumento anche nei recenti sondaggi: secondo un sondaggio Gallup, il 71% degli americani si oppone alla costruzione di enormi data center vicino ai propri quartieri. Il sostegno ai data center è inoltre calato dal 37% al 24%.
La resistenza sta creando divisioni tra la popolazione e il governo. Identdel Nevada hanno protestato contro i progetti su terreni pubblici, mentre il governatore del Texas, Greg Abbott, ha ordinato l'interruzione temporanea del consumo di acqua ed elettricità per consentire ai revisori dei conti di valutare correttamente l'utilizzo di tali risorse. Secondo gli analisti politici, i progetti che incontrano una forte opposizione da parte della popolazione locale hanno circa il 50% di probabilità di essere definitivamente cancellati.
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Domande frequenti
Cosa ha detto Trump a proposito dei data center e del petrolio?
Ha affermato che i data center potrebbero diventare un settore più importante di quello petrolifero, definendoli "di enorme importanza" per l'economia e una "enorme fonte di reddito" per gli stati che riducono le tasse pertrac.
Perché Trump è preoccupato per la Cina?
Nella stessa intervista a Punchbowl News, Trump ha affermato che gli Stati Uniti non possono permettere alla Cina di "prendere il controllo delle criptovalute" o di "vincere con l'intelligenza artificiale", sostenendo che Pechino ha un vantaggio energetico perché genera grandi quantità di energia da carbone, petrolio e gas.
Qual è l'opinione pubblica sui nuovi data center?
Un sondaggio di POLITICO ha rilevato che il 41% degli americani si opporrebbe alla costruzione di un data center entro un raggio di tre miglia dalla propria abitazione, rispetto al 28% di gennaio, e il governatore repubblicano del Texas, Greg Abbott, ha ordinato una moratoria sui nuovi progetti.
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.
















