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Le autorità russe reprimono le operazioni illegali di mining di criptovalute

DiBrian KoomeBrian Koome 2 min di lettura
Russo
  • La polizia russa ha chiuso due grandi centri di mining di criptovalute illegali, sequestrando oltre 400 macchinari.
  • In Siberia, gli agenti hanno scoperto dispositivi ASIC nascosti che hanno causato danni per milioni alla rete elettrica.
  • Nonostante la crescita del settore, il mining di criptovalute in Russia rimane in una zona grigia legale, affrontando repressioni e incertezza normativa.

Le autorità di polizia russe hanno inflitto un colpo significativo alle operazioni illegali di mining di criptovalute in recenti perquisizioni condotte in Siberia e nella Repubblica del Daghestan. L'azione ha portato alla chiusura di due grandi data center illegali, con oltre 400 macchinari per il mining di criptovalute disattivati.

Operazioni di mining illegale scoperte in Siberia

Nell'oblast' di Novosibirsk, la polizia ha effettuato un'irruzione in una caldaia dismessa nel villaggio suburbano di Iskitim, scoprendo un complesso impianto per il mining illegale di criptovalute. Gli agenti hanno scoperto oltre 100 dispositivi ASIC operativi nascosti all'interno di rack speciali, insieme a attrezzature per il mining non ancora montate. Questi miner si erano collegati illegalmente alla rete elettrica, causando danni per milioni di rubli.

Zona grigia legale sul mining di criptovalute in Russia

Nonostante l'industria del mining di criptovalute in Russia sia in rapida crescita, l'attività rimane in una zona grigia dal punto di vista legale. L'assenza di una legislazione che riconosca il mining come forma legittima di imprenditoria ha lasciato il settore in una situazione di stallo. Giganti industriali come BitRiver hanno da tempo sostenuto la legalizzazione, sottolineando il potenziale contributo del settore all'economia del paese.

Le autorità stanno valutando l'avvio di procedimenti penali contro gli individui responsabili delle operazioni illegali a Iskitim. In caso di condanna, i colpevoli potrebbero affrontare fino a cinque anni di reclusione per violazione di fiducia e furto. Questa azione di contrasto sottolinea la ferma posizione del governo russo contro le attività non autorizzate di mining di criptovalute.

Nella repubblica del Daghestan, le forze dell'ordine hanno smantellato una miniera di criptovalute illegale operante all'interno di un'ex fabbrica di mattoni nel distretto di Kizilyurt. L'irruzione è seguita a segnalazioni di consumo non autorizzato di energia elettrica, portando alla scoperta di oltre 300 dispositivi per il mining di criptovalute. Gli operatori avevano aggirato i contatori elettrici e si erano collegati alla rete elettrica locale, causando danni ingenti.

Indagine in corso e preoccupazioni per blackout

L'indagine sulla miniera di criptovalute illegale nel Daghestan è in corso, con le autorità che valutano l'entità completa dei danni causati dalle operazioni non autorizzate. Lo scorso mese, nell'ambito delle preoccupazioni per potenziali blackout, la società energetica statale Dagenergo ha esortato gli operatori delle miniere di criptovalute nel Daghestan a spegnere i propri macchinari. L'appello ha evidenziato i rischi di sovraccarico della rete elettrica e di conseguenti interruzioni tecnologiche.

Nel gennaio, il governo russo ha proposto l'aumento delle tariffe elettriche per i miner industriali per alleviare la tensione sulle reti sovraccariche. Sebbene i funzionari del ministero dell'Energia sostengano che tariffe più elevate dissuaderebbero i miner dall'insediarsi in aree con infrastrutture sotto stress, i leader del settore temono che tali misure potrebbero frenare la crescita del settore del mining di criptovalute del paese.

Mentre le autorità russe continuano a reprimere le operazioni di mining illegale di criptovalute, il dibattito sulla legalizzazione e regolamentazione del settore si intensifica. Sebbene gli operatori del settore sostengano quadri normativi più chiari e politiche favorevoli per sostenere la crescita, le forze dell'ordine rimangono vigili nell'applicare le normative esistenti per limitare le attività non autorizzate.

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Brian Koome

Brian Koome

Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.

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