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L'espansione proposta della sorveglianza svedese mira all'epidemia di violenza delle gang

DiBrenda KananaBrenda Kanana 3 min di lettura
Espansione della sorveglianza
  • Il governo svedese prevede di installare presto 2.500 telecamere di sorveglianza per contrastare la violenza delle gang, in attesa di modifiche legislative.
  • Se approvate, queste modifiche consentirebbero alla polizia di utilizzare più frequentemente il riconoscimento facciale e i droni, ma sorgono preoccupazioni riguardo alla privacy.
  • Gli sparati legati alle gang sono in aumento nelle città europee e anche la Norvegia affronta la criminalità organizzata, rendendo necessaria una collaborazione internazionale.

In un deciso sforzo per contrastare la crescente piaga della violenza delle gang che affligge il paese, il governo svedese ha presentato un piano audace per ampliare significativamente le proprie capacità di sorveglianza. La proposta, introdotta dal Ministro della Giustizia Gunnar Strömmer del Partito Moderato, prevede l'installazione di ulteriori 2.500 telecamere di sorveglianza entro il prossimo anno, segnando un aumento quintuppo della presenza di telecamere rispetto all'insediamento dell'attuale governo.

Piano di espansione della sorveglianza

Il principio centrale di questa iniziativa ruota attorno a ciò che il governo definisce una “nuova offensiva delle telecamere”. Questa offensiva, che ha ottenuto il sostegno di vari partiti politici, inclusi i Democratici Svedesi, mira a rafforzare gli sforzi delle forze dell'ordine migliorando l'infrastruttura di sorveglianza a livello nazionale.

Tuttavia, questo ambizioso piano è subordinato a modifiche della legislazione esistente che regola la sorveglianza tramite telecamere, attualmente sotto esame in un'indagine in corso. Si prevede che la commissione d'inchiesta presenti le sue conclusioni e proposte ad aprile.

Integrazione del riconoscimento facciale e dell'IA

Qualora le modifiche proposte alla legge fossero approvate, esse concederebbero alla polizia un kit di strumenti potenziato per combattere la criminalità in modo più efficace. Un componente chiave di questo arsenale è l'utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale con l'ausilio dell'intelligenza artificiale (IA). Questo avanzamento mira a semplificare l'identificazione dei criminali, in particolare dei membri delle gang, rafforzando così la capacità delle forze dell'ordine di arrestare e processare i colpevoli.

Inoltre, le modifiche alla legge autorizzerebbero la lettura automatica delle targhe e un ampliamento dell'ambito di impiego dei droni nelle operazioni di polizia. Queste misure sono intese a migliorare l'efficienza delle indagini e a potenziare la rete di sorveglianza complessiva.

Efficacia della sorveglianza

A livello internazionale, la ricerca indica che la sorveglianza tramite telecamere può esercitare un'influenza positiva nella riduzione di vari tipi di crimini, inclusi furti e reati legati alla droga. Il criminologo svedese Manne Gerell, esperto in violenza delle gang, ha condotto studi che evidenziano come la sorveglianza tramite telecamere possa essere cruciale anche nella diminuzione dei crimini violenti, in particolare nelle aree vulnerabili. Le sue ricerche, focalizzate in particolare su Göteborg, la seconda città più grande della Svezia, sottolineano che la sorveglianza tramite telecamere ha avuto un impatto più pronunciato sui crimini violenti rispetto ai reati contro il patrimonio.

Oltre al suo effetto deterrente contro la criminalità, la sorveglianza tramite telecamere aiuta a indagare sulle attività criminali. Sebbene possa semplificare il processo di identificazione dei sospettati, gli esperti avvertono che la qualità delle riprese di sorveglianza spesso non è sufficiente a fornire la chiarezza richiesta per un'identificazione definitiva.

L'espansione proposta delle capacità di sorveglianza ha sollevato preoccupazioni tra i difensori della privacy. La natura invasiva della tecnologia di riconoscimento facciale, in particolare, ha acceso il dibattito sui diritti alla privacy dei cittadini. Markus Lahtinen, ricercatore presso l'Università di Lund, riconosce la potenza del riconoscimento facciale come strumento di sorveglianza ma sottolinea i potenziali lati negativi, inclusi l'uso improprio e il monitoraggio dei cittadini.

‘Hotspot’ europei per le sparatorie

L'urgenza di affrontare la violenza delle gang in Svezia è sottolineata dall'emergere di diversi ‘hotspot’ europei per le sparatorie. Città come Stoccolma, Malmö e Göteborg hanno registrato un allarmante aumento della violenza legata alle armi da fuoco. Questa tendenza non esclude la Svezia; anche le città più grandi nei Paesi Bassi, in Belgio e in Francia hanno affrontato questo problema. Nils Duquet, ricercatore specializzato nel commercio illegale di armi e nella violenza armata, esprime preoccupazione che questo modello possa estendersi ad altri paesi europei, sottolineando la necessità di una risposta coordinata.

Criminalità organizzata in Norvegia

La prevalenza di reti criminali organizzate non è esclusiva della Svezia, poiché la vicina Norvegia affronta sfide simili. Il Servizio Nazionale di Indagine Criminale (Kripos) in Norvegia ha avviato uno sforzo per identificare le aree in cui operano le reti criminali organizzate. Il capo del Kripos, Kristin Kvigne, riconosce la natura interconnessa di queste attività criminali, con i mandanti che prendono di mira più paesi nordici e l'Europa. La diversificazione delle imprese criminali, incluso il coinvolgimento nella droga, sottolinea la natura multifaccettata della criminalità organizzata.

Cooperazione internazionale per una soluzione completa

Affrontare il problema della criminalità organizzata, in particolare in un contesto transnazionale, richiede la collaborazione con le principali unità di polizia in Europa e a livello globale. Kristin Kvigne sottolinea l'importanza della cooperazione internazionale per combattere efficacemente la crescente minaccia della criminalità organizzata, sottolineando che si tratta di una sfida condivisa che richiede una risposta unita.

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Brenda Kanana

Brenda Kanana

Brenda vanta oltre 4 anni di esperienza specializzata in criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Ha lavorato presso Zycrypto, Blockchain Reporter e The Coin Republic e ora ha fatto di Cryptopolitan la sua casa. La sua laurea in Sociologia presso l'Università Tecnica di Mombasa la mantiene in sintonia con il pubblico dei lettori.

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