Gli artisti NFT perdono fortuna mentre le royalties crollano

Gli artisti NFT perdono fortuna mentre i mercati e le royalty crollano
- Il mercato degli NFT registra un calo dei guadagni degli artisti a causa del taglio delle royalties.
- Le principali piattaforme NFT Blur e OpenSea riducono le royalty per incrementare le vendite.
- I volumi degli scambi sono diminuiti del 95% da gennaio 2022.
Gli artisti che si celano dietro al fiorente dei token non fungibili (NFT) si trovano ora a dover fare i conti con un declino delle proprie fortune. Il mondo dei collezionabili digitali, che un tempo raggiungeva vette inimmaginabili, sta attraversando una profonda trasformazione.
Si potrebbe sostenere che si tratta dell'inevitabile risultato di speculazioni eccessive e avidità.
I mercati crollano, i creatori ne pagano le conseguenze
Le principali piattaforme NFT Blur e OpenSea, forse per disperazione o pura audacia, hanno optato per un taglio netto delle royalties corrisposte agli artisti. È un tentativo trasparente di rivitalizzare l'attività di compravendita in declino.
Sembra che queste piattaforme siano in una corsa in caduta libera, anteponendo la loro redditività a quella degli stessi creatori che le hanno alimentate in primo luogo.
I volumi di scambio sono crollati, con un calo vertiginoso del 95% da gennaio 2022. A peggiorare ulteriormente la situazione, le royalty, che un tempo avevano raggiunto la soglia dei 269 milioni di dollari, hanno raggiunto la cifra misera di 4,3 milioni di dollari a luglio.
Per questo motivo, abbiamo assistito al calo dei guadagni degli artisti e al loro entusiasmo, rischiando di bloccare la creazione di nuovi contenuti.
Phillip Kassab di Sei Labs sottolinea giustamente la strategia sbagliata di indebolire i creatori, sottolineando che l'equilibrio tra commercianti e artisti è fragile e che giocarci potrebbe rivelarsi catastrofico.
Nuove piattaforme, vecchie tattiche
Il panorama del settore NFT è cambiato con l'introduzione di Blur. L'audace strategia di questo nuovo player, incentrata sulla riduzione delle royalty, ha sconvolto il mercato, spingendo persino giganti come OpenSea a riconsiderare il proprio approccio.
In particolare, Blur ora vanta di gestire ben il 70% del volume giornaliero sulla blockchain Ethereum .
Mentre alcuni potrebbero definirla innovazione, altri, come me, la definirebbero pura e incontaminata temerarietà. Ally Zach di Messari ha sintetizzato il clima attuale suggerendo che, con l'arrivo di Blur, la natura degli NFT ha virato maggiormente verso lo sfruttamento finanziario.
In mezzo a tutto questo caos, le speculazioni sul futuro degli NFT dilagano. Mentre molti criticano il boom dei collezionabili digitali come una mera tendenza passeggera, icone come il celebre artista di "Everydays" credono nella potenziale rinascita del settore.
C'è un crescente clamore intorno alladefidelle modalità di determinazione delle royalty. L'idea è di incorporare queste tariffe all'interno del software NFT stesso, garantendo che le piattaforme non possano modificarle a proprio piacimento.
Voci del settore, tra cui Chris Akhavan di Magic Eden, affermano l'importanza di codificare queste regole nella struttura stessa delle piattaforme web3.
Shiva Rajaraman di OpenSea ha accennato a nuove strade per gli artisti, come l'unione degli NFT con le vendite di merchandising per garantire flussi di reddito duraturi.
Ma, francamente, è come mettere un cerotto su una ferita aperta. Artisti come Matt Kane, che hanno vissuto gli alti e bassi del mercato NFT, ora si trovano ad affrontare una dura realtà.
Kane, esprimendo candidamente il sentimento di molti, ha menzionato la promessa intrinseca degli NFT: promuovere uno scenario in cui il successo di tutti fosse universalmente celebrato. Invece, il settore sembra regredire, trasformandosi in un gioco a somma zero di vincitori e vinti.
In conclusione, i recenti sconvolgimenti nel mercato degli NFT sottolineano un'urgente necessità di introspezione. L'abilità artistica e la creatività che hanno preannunciato l'ascesa dei collezionabili digitali non devono essere sprecate per guadagni miopi.
Il settore NFT, così com'è, si trova a un bivio e la direzione che sceglierà ne plasmerà la storia. Non si può che sperare che la vera arte e l'innovazione prevalgano sulle iniziative opportunistiche.
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Jai Hamid
Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.
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