Musk afferma che il calcolo orbitale è l'unico modo per scalare l'intelligenza artificiale entro il 2029

- Elon Musk ha affermato che il calcolo orbitale sarà l'unico modo per scalare l'intelligenza artificiale entro il 2029, citando i limiti di alimentazione e le autorizzazioni a terra.
- Questa affermazione giunge mentre SpaceX, Blue Origin, Google e diverse startup hanno già presentato domanda per mettere in orbita ben oltre un milione di satelliti per il calcolo.
- Nonostante le tempistiche si stiano accorciando, la fattibilità economica, la fisica del raffreddamento e l'assicurabilità dei data center spaziali rimangono aspetti ancora da dimostrare.
Elon Musk, il primo miliardario al mondo, ha affermato che il calcolo orbitale è l'unica via per continuare a scalare l'intelligenza artificiale entro il 2029. Ha rilasciato questa dichiarazione in un post su X, indicando come ragioni principali la carenza di energia e i ritardi nel rilascio dei permessi per le infrastrutture terrestri.
Per le aziende che stanno valutando dove costruire la prossima generazione di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, la dichiarazione di Musk suona più come un ultimatum perentorio che come una semplice proposta commerciale.
Musk sostiene che il calcolo di gruppo basato sull'intelligenza artificiale diventerà impossibile entro la fine di questo decennio. La questione è rilevante perché attualmente le autorità di regolamentazione hanno ricevuto richieste di autorizzazione per un milione di satelliti in orbita.
Musk fissa una data limite entro la quale lo spazio diventerà una necessità
Nel suo post su X, Musk ha parlato del calcolo orbitale come unica alternativa per scalare l'infrastruttura di intelligenza artificiale. Ha attribuito la colpa a "problemi di disponibilità di energia e di permessi sulla terraferma". Questo segna un cambiamento nella valutazione di Musk sull'importanza dei data center spaziali nella corsa all'IA. In precedenza, considerava lo spazio una via di espansione. Ora, è diventato un criterio fondamentale per la crescita continua dell'IA.
Il consumo energetico è un fattore determinante nella tesi di Musk, poiché i data center dedicati all'intelligenza artificiale potrebbero arrivare a consumare fino al 17% dell'elettricità statunitense entro il 2030.
Sono in costruzione centrali a combustibili fossili proprio per soddisfare queste esigenze. Le centrali più vecchie sono obsolete e richiederanno grandi quantità di acqua, già scarsa, per il raffreddamento dei macchinari. Nello spazio, invece, l'energia solare è gratuita e, cosa ancora più importante, il calore può essere dissipato nell'atmosfera.
SpaceX, Blue Origin e Google hanno presentato domanda per l'orbita
Il numero di richieste di autorizzazione per veicoli orbitali dimostra quanto l'idea abbia riscosso trac. SpaceX (NASDAQ: SPCX) ha presentato domanda alla Federal Communications Commission per costruire un sistema di data center con un milione di satelliti in orbita.
Secondo i dati depositati dalla società nel 2026, i satelliti per il calcolo basato sull'intelligenza artificiale potrebbero entrare in funzione entro il 2028. Tale previsionedent dalla capacità stimata di Starship di trasportare 100 tonnellate metriche in orbita terrestre bassa.
Anche Blue Origin non resterà esclusa dal divertimento, dato che l'azienda spaziale di Jeff Bezos ha presentato a marzo alla FCC una richiesta per una rete di 51.600 satelliti. Il progetto, chiamato "Project Sunrise", porterà in orbita sistemi di calcolo ad alto consumo energetico e idrico.
Anche Google (NASDAQ: GOOG) sta già guardando all'orbita. L'azienda sta portando avanti il Project Suncatcher sui propri chip TPU, con due prototipi di veicoli spaziali il cui lancio è previsto per il 2027 in collaborazione con Planet.
Starcloud, una startup specializzata in intelligenza artificiale, sta lavorando a una costellazione di 60.000 satelliti. Lo scorso novembre ha lanciato in orbita la primissima GPU Nvidia H100, testandone l'utilizzo con carichi di lavoro di intelligenza artificiale.
La fisica e l'economia devono ancora allinearsi
L'ultimatum di Musk per il 2029 presenta naturalmente alcuni ostacoli evidenti. Un singolo sistema orbitale da un megawatt richiede circa 5.640 metri quadrati di pannelli solari e 2.500 metri quadrati di radiatori, senza contare il veicolo spaziale.
Il lancio proposto sarebbe da 3,4 a 13,5 volte più economico rispetto a un lancio di riferimento pubblico dedicato al Falcon 9. Tutti questi dati da uno studio tecnico del 2026.
Esiste anche il rischio che i processori per l'intelligenza artificiale diventino obsoleti. I processori per l'IA funzionano per uno o due anni, mentre i satelliti hanno un ciclo di vita di 5-7 anni. Ciò significa che un dispositivo orbitale potrebbe perdere valore, mentre i satelliti manterrebbero il loro valore nel tempo.
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Domande frequenti
Cosa ha detto esattamente Elon Musk a proposito di intelligenza artificiale e spazio?
Il 14 agosto 2026, Musk ha pubblicato su X un messaggio in cui affermava che il calcolo orbitale sarebbe stato "l'unico modo per scalare" l'intelligenza artificiale "probabilmente entro il 2029", citando problemi di disponibilità energetica e di permessi per le infrastrutture terrestri.
Quanti satelliti intendono lanciare queste aziende?
SpaceX ha presentato alla FCC una richiesta per un sistema di data center orbitali con un massimo di 1 milione di satelliti, il Project Sunrise di Blue Origin ne propone fino a 51.600 e la startup Starcloud ne ha proposti circa 60.000.
Perché le aziende vogliono spostare i data center in orbita?
Nello spazio, l'energia solare può essere raccolta gratuitamente e il calore di scarto può essere irradiato nel vuoto, il che, secondo i sostenitori, evita le carenze di elettricità, i ritardi e il consumo di acqua che gravano sui centri dati terrestri.

Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.
















