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Musk risponde all'accusa di OpenAI di sabotare l'azienda

DiNelius IreneNelius Irene
Tempo di lettura: 3 minuti.
Musk risponde all'accusa di OpenAI di sabotare l'azienda.
  • Elon Musk afferma che le accuse mosse da OpenAI nei suoi confronti sono false e vuole che il tribunale le respinga.
  • Musk afferma che l'azienda di intelligenza artificiale non agisce più come un'organizzazione no-profit e si concentra principalmente sul fare soldi.
  • Il produttore di ChatGPT sta crescendo rapidamente, ora vale 300 miliardi di dollari e collabora con le banche per utilizzare i suoi strumenti di intelligenza artificiale.

Elon Musk ha respinto le accuse di OpenAI secondo cui avrebbe condotto una campagna "incessante" per indebolire la startup di intelligenza artificiale, definendo le accuse infondate in un nuovo atto giudiziario.

La risposta presentata mercoledì sera dall'avvocato di Musk sollecita un giudice federale a respingere le accuse di OpenAI secondo cui il miliardario avrebbe abusato di azioni legali, apparizioni sui media e social media per sabotare i progressi dell'azienda, il tutto a favore della sua iniziativa nel campo dell'intelligenza artificiale, xAI.

La presentazione segue la recente decisione di OpenAI di accantonare il suo controverso piano di diventare un'entità a scopo di lucro. Invece, lo sviluppatore di ChatGPT ha annunciato che avrebbe riorganizzato la sua divisione a scopo di lucro come società di pubblica utilità, mantenendone il controllo complessivo sotto l'egida della sua organizzazione non-profit.

Nonostante l'apparente compromesso, l'avvocato di Musk, Marc Toberoff, ha sostenuto che la struttura rivista "non cambia nulla", suggerendo che Musk intende portare avanti la sua causa legale contro OpenAI e il CEO Sam Altman.

Musk affronta Altman nell'imminente scontro legale sull'etica dell'intelligenza artificiale e sul passaggio di OpenAI al profitto

Toberoff ha sostenuto che le contro-richieste del produttore di ChatGPT sono infondate dal punto di vista giuridico e confermano il tradimento dell'azienda nei confronti della sua missione benefica e del pubblico. Ha sottolineato che lo status di organizzazione no-profit dell'azienda di intelligenza artificiale rappresenta semplicemente un ostacolo alle ambizioni di profitto di Sam Altman.

La disputa legale tra Musk e Altman, co-fondatori di OpenAI nel 2015, si è intensificata a causa della svolta della startup verso le partnership commerciali, in particolare l'accordo multimiliardario con Microsoft avviato nel 2019, un anno dopo l'uscita di Musk dal consiglio di amministrazione. Nel 2023 Musk ha lanciato xAI come concorrente nel settore in rapida crescita dell'intelligenza artificiale generativa.

OpenAI ha intentato una controquerela ad aprile, accusando Musk di aver deliberatamente cercato di danneggiare la sua reputazione e i suoi rapporti con investitori e clienti. "Muk ha provato ogni strumento disponibile per danneggiare OpenAI", ha affermato l'azienda.

Un giudice federale di Oakland ha programmato un processo per marzo 2026 che metterà Musk direttamente contro il CEO di OpenAI, Sam Altman, in una battaglia ad alto rischio sul futuro dell'etica dell'intelligenza artificiale, della governance delle organizzazioni non profit e della responsabilità aziendale. 

Musk ha fondato la sua azienda di intelligenza artificiale rivale, xAI, nel 2023, presentandola come un'alternativa impegnata nella trasparenza e nel bene pubblico. Nel frattempo, OpenAI ha accusato Musk di utilizzare tattiche legali, campagne mediatiche e influenza online per destabilizzare le sue operazioni e i rapporti con i partner. 

L'ascesa commerciale di OpenAI accelera con una valutazione di 300 miliardi di dollari e un accordo bancario storico

Nonostante la faida tra Elon Musk e l'azienda di intelligenza artificiale, quest'ultima non accenna a rallentare. Recentemente ha raggiunto la straordinaria valutazione di 300 miliardi di dollari in una raccolta fondi guidata da SoftBank Group, a testimonianza della fiducia degli investitori nel suo potenziale commerciale in rapida crescita. Tuttavia, questo traguardo non è passato inosservato. La svolta di OpenAI verso il settore commerciale ha alimentato dubbi sul fatto che l'organizzazione si sia allontanata dalle sue intenzioni no-profit, nonostante Musk abbia intentato una causa dopo l'altra.

A queste preoccupazioni e a sottolineare la rapida adozione commerciale di OpenAI si aggiunge una nuova partnership con OakNorth Bank. L'istituto di credito con sede a Londra ha dichiarato questa settimana di voler integrare la tecnologia di intelligenza artificiale generativa di OpenAI nel core business della propria attività. Dalla stesura dei contratti di prestito agli audit interni, OakNorth prevede di implementare strumenti GPT personalizzati per le sue centinaia di dipendenti, puntando a un aumento dell'efficienza a due cifre in tutta l'azienda.

Questa collaborazione segna un passo importante nell'espansione di OpenAI oltre il settore tecnologico, estendendosi ai servizi finanziari tradizionali. Con l'aumentare delle istituzioni che seguono l'esempio, l'azienda si posiziona sempre più come una forza dominante nell'intelligenza artificiale aziendale.

Ma mentre la sua valutazione in crescita e le partnership riflettono una crescita notevole, i critici, Musk in testa, sostengono che queste ambizioni commerciali sottolineano la necessità di un esame più attento. A suo avviso, l'evoluzione di OpenAI dagli ideali del non-profit alla supremazia sul mercato rafforza la sua posizione contro l'azienda.

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Nelius Irene

Nelius Irene

Nellius è laureata in Economia Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. Ha inoltre conseguito la laurea presso Bitcoin Dada. Nellius ha collaborato con importanti testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.

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