La visione di Keir Starmer sull'intelligenza artificiale per il Regno Unito suscita scetticismo: darà i suoi frutti?

- Keir Starmer sta spingendo molto sull'intelligenza artificiale, promettendo miliardi di investimenti, ma i tagli al budget e una cattiva pianificazione rendono nervoso il settore tecnologico.
- Il taglio di 1,3 miliardi di sterline ai finanziamenti imposto dal ministro della tecnologia Peter Kyle e le modifiche dell'ultimo minuto alle leggi sull'intelligenza artificiale hanno spinto i critici a mettere in dubbio l'effettivo impegno del partito laburista.
- Le startup britanniche stanno guardando agli Stati Uniti, mentre i finanziamenti locali diminuiscono e le tasse elevate e il mercato lento della Gran Bretagna non aiutano.
Il Primo Ministro Keir Starmer sta mobilitando la Gran Bretagna per l'intelligenza artificiale. Al primo vertice sugli investimenti del suo partito, ha definito l'intelligenza artificiale una chiave per il progresso economico, affiancato dall'ex CEO di Google Eric Schmidt.
Ha affermato che l'intelligenza artificiale è "un'opportunità" che la Gran Bretagna "deve cogliere". L'amministrazione Starmer prevede di lanciare progetti e leggi sull'intelligenza artificiale nel settore pubblico per regolamentare i modelli avanzati.
Il governo laburista afferma di aver già stanziato 24 miliardi di sterline in investimenti in intelligenza artificiale e infrastrutture digitali. Il Ministro per la Scienza e la Tecnologia Peter Kyle afferma che il Regno Unito ha ora un "vantaggio competitivo rispetto all'UE" ed è determinato a massimizzarlo.
Ma all'interno del governo e del settore tecnologico, permangono dubbi. I tagli al bilancio interno e i messaggi iniziali poco chiari sollevano interrogativi sull'impegno e le capacità del partito laburista.
Quest'estate Kyle ha annullato 1,3 miliardi di sterline di finanziamenti per la tecnologia, tra cui 800 milioni di sterline per un supercomputer nazionale a Edimburgo, sostenendo che il governo precedente aveva preso l'impegno senza ottenere i fondi.
"Ho ereditato un'eredità terribile", ha detto. Insiste sul fatto che i progetti futuri saranno "completamente finanziati e consegnati nei tempi previsti", ma alcuni nel settore tecnologico rimangono scettici, soprattutto con gli imminenti tagli al bilancio previsti per la prossima settimana.
Mancanza di coerenza, tagli al bilancio e confusione
Per gli addetti ai lavori del settore tecnologico, la spinta del partito laburista verso l'intelligenza artificiale appare poco mirata. Inizialmente, il partito aveva incluso un disegno di legge sull'intelligenza artificiale nel Discorso del Re, per poi sostituirlo all'ultimo minuto con un disegno di legge sulla sicurezza informatica dopo che Kyle aveva sollevato preoccupazioni sulle vulnerabilità lasciate dal precedente governo.
Kyle ora afferma che il cambiamento ha lasciato una "falsa impressione" che il partito laburista avesse abbandonato la regolamentazione dell'intelligenza artificiale, ammettendo che avrebbe dovuto "comunicare in modo più chiaro"
Questa esitazione contrasta con l'atteggiamento del predecessore di Starmer, Rishi Sunak, che ha promosso pubblicamente l'intelligenza artificiale organizzando il primo vertice globale sulla sicurezza dell'IA e arrivando persino a dialogare sul palco con Elon Musk.
Kyle afferma che l'imminente proposta di legge sull'intelligenza artificiale del partito laburista renderà obbligatori gli impegni volontari dell'industria, obbligando gli sviluppatori di intelligenza artificiale a rivelare determinate capacità e rischi. Il suo team sta inoltre creando un nuovo organismo governativo per monitorare e far rispettare questi codici.
Il partito laburista sta aggiornando le leggi per semplificare lo sviluppo dei data center, una componente cruciale dell'infrastruttura di intelligenza artificiale. Gli investitori hanno accolto con favore l'annuncio di Starmer al vertice di 6,3 miliardi di sterline in nuove strutture informatiche, ma vogliono progressi concreti, non solo chiacchiere.
Il programma tecnologico del partito laburista include anche un disegno di legge rivolto al settore pubblico. La nuova misura è progettata per semplificare l'utilizzo dei dati nei database pubblici, riducendo la burocrazia in settori come l'assistenza sanitaria e la polizia. Il partito laburista afferma che potrebbe apportare 10 miliardi di sterline all'economia.
Tuttavia, stanno emergendo critiche interne. Un parlamentare laburista ha affermato di temere che i servizi nazionali si trovino ad affrontare "problemi fondamentali" nelle loro reti digitali.
Finché questi problemi di base non saranno risolti, l'impatto dell'IA nel settore pubblico potrebbe essere limitato. Il parlamentare ha anche sottolineato la necessità di rafforzare il settore privato, parallelamente all'IA nel settore pubblico.
Sfide derivanti dalle tasse, dalle condizioni di mercato e dalle politiche governative
La Gran Bretagna è quindi leader in Europa nel finanziamento delle startup e ospita regolarmente leader nel settore dell'intelligenza artificiale, ma gli esperti del settore avvertono che l'aumento delle tasse e il debole sostegno governativo minacciano la sua posizione. Le società di venture capital del Regno Unito hanno investito 3,7 miliardi di dollari nell'intelligenza artificiale nel 2024, solo una frazione degli investimenti statunitensi in questo settore.
Quel che è peggio, secondo PitchBook, gli investimenti nel Regno Unito quest'anno sono in calo rispetto ai 5,8 miliardi di dollari del 2021. Gli sforzi del Partito Laburista per mantenere gli investimenti delle aziende di intelligenza artificiale nel Regno Unito includono la costruzione di nuovi data center e l'allentamento delle barriere normative. Ma il vero rischio risiede nella potenziale fuga di talenti.
Le limitate opportunità di acquisizione e la lentezza del mercato azionario londinese spingono le startup a valutare l'ipotesi di trasferirsi oltreoceano. Gli investitori sono cautamente ottimisti, ma necessitano di azioni più concrete per evitare che le startup britanniche vengano sottratte al mercato statunitense.
L'ex Primo Ministro Tony Blair ha una posizione simile, affermando che l'intelligenza artificiale potrebbe far risparmiare al Regno Unito 200 miliardi di sterline nei prossimi cinque anni se utilizzata con saggezza nei servizi pubblici. Eppure, c'è tensione: mentre il governo laburista si concentra sull'intelligenza artificiale nel settore pubblico, si teme concretamente che il settore privato non riceva il sostegno di cui ha bisogno.
Il grande impegno del Regno Unito sulle normative sull'intelligenza artificiale e sulle alleanze internazionali
Il Regno Unito ha compiuto un grande passo avanti il 1° ottobre firmando un trattato internazionale sull'uso sicuro dell'IA, il primo del suo genere. Il governo britannico ha sventolato la bandiera "pro-innovazione" per l'IA, volendo creare un ambiente regolamentato e al contempo favorevole.
Questa strategia si concentra sulla collaborazione con le parti interessate e gli enti regolatori, anziché imporre divieti assoluti su tutto ciò che riguarda l'IA. A quanto pare, per sostenere questa strategia, il governo ha stanziato oltre 100 milioni di sterline per promuovere l'innovazione nell'IA e costruire quadri normativi.
Le proiezioni stimano che il mercato britannico dell'intelligenza artificiale raggiungerà i 200 miliardi di sterline entro il 2030. Il potenziale è enorme. C'è anche una forte spinta per rendere l'IA etica e affidabile.
Secondo quanto riferito, il Regno Unito sta elaborando un quadro etico incentrato sulla trasparenza e sulla responsabilità, che orienti il modo in cui le leggi esistenti interpretano il ruolo dell'intelligenza artificiale nella società.
Sebbene la fiducia del pubblico nell'IA rimanga cauta, recenti sondaggi mostrano un graduale miglioramento. Lo scorso novembre, il Regno Unito ha ospitato il primo vertice mondiale sulla sicurezza dell'IA, riunendo leader di 28 paesi per discutere su come gestire i rischi dell'IA avanzata. Da questo incontro è scaturita la Dichiarazione di Bletchley, un impegno a collaborare per la sicurezza dell'IA.
Anche il Regno Unito sta collaborando con paesi come gli Stati Uniti, investendo 9 milioni di sterline nell'International Science Partnerships Fund per promuovere uno sviluppo responsabile dell'intelligenza artificiale.
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Jai Hamid
Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.
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