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Il gestore patrimoniale Jupiter non può investire in ETF crittografici: ecco perché

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 2 minuti.
Giove
  • Il tentativo di Jupiter di investire in un ETP crittografico per il suo fondo UCITS irlandese è stato bloccato a causa della posizione normativa dell'Irlanda contro gli investimenti in criptovalute nei fondi UCITS.
  • L'azienda ha subito una piccola perdita dopo aver annullato l'investimento, a dimostrazione della rigorosa supervisione interna e del rispetto delle linee guida normative.
  • Gli approcci normativi agli investimenti in criptovalute nei fondi UCITS variano all'interno dell'UE, con la Germania più permissiva rispetto a Irlanda e Francia.

Jupiter, unasteemsocietà di gestione patrimoniale, si è recentemente trovata al centro di un enigma normativo, che ha messo in luce la complessa rete di normative che disciplinano gli investimenti in criptovalute nell'Unione Europea. Il tentativo di Jupiter di navigare in queste acque evidenzia i percorsi divergenti intrapresi dagli Stati membri dell'UE, con la posizione rigida dell'Irlanda che di fatto mette da parte le ambizioni dell'azienda di abbracciare le criptovalute attraverso i suoi fondi.

Il labirinto normativo

L'incursione di Jupiter negli investimenti in criptovalute ha incontrato un ostacolo significativo, a causa del suo dipartimento di conformità. Il tentativo del team di includere un prodotto negoziato in borsa (ETP) di criptovalute in uno dei suoi fondi UCITS domiciliati in Irlanda è stato vanificato, mettendo in luce l'intricato e talvolta contraddittorio panorama normativo all'interno dell'UE. Questo scenario si è verificato nonostante il crescente entusiasmo dei gestori di fondi nell'incorporare le criptovalute nei loro portafogli, rivelando un mosaico di atteggiamenti normativi che variano notevolmente da un paese all'altro.

L'Irlanda, dove Jupiter ha cercato di effettuare il suo investimento in criptovalute, mantiene una posizione proibitiva sull'inclusione di tali asset nei fondi UCITS. Questa posizione contrasta nettamente con l'approccio più accomodante della Germania, come illustrato dall'investimento del fondo Fintech di DWS in un ETP Ethereum . L'dent con Jupiter ha coinvolto un investimento di 2,57 milioni di dollari nell'ETP Ripple XRP di 21Shares per il suo fondo Gold & Silver, che è stato prontamentedente annullato dai processi di supervisione della società, con conseguente perdita minima.

Questodent evidenzia il vigile controllo interno di Jupiter e la mancanza di azioni normative, a dimostrazione di un impegno di autoregolamentazione nei confronti degli standard irlandesi. Sebbene si tratti della prima incursione di Jupiter nel settore delle valute digitali, è comunque degno di nota. Un precedente investimento in criptovalute, effettuato nel 2017, è antecedente al chiarimento fornito dall'autorità di regolamentazione irlandese su tali partecipazioni. Questa dichiarazione fornisce un indizio sulla natura in continua evoluzione degli ambienti normativi e sui problemi che questi pongono ai gestori patrimoniali interessati a indagare sul settore delle criptovalute.

Acque inesplorate

Il contesto più ampio dell'esperienza di Jupiter dice molto sul dibattito in corso sul ruolo delle criptovalute negli strumenti di investimento tradizionali in tutta Europa. I fondi UCITS, noti per i loro rigorosi criteri di investimento, consentono un'esposizione limitata ad attività illiquide. Tuttavia, l'inclusione degli ETP sulle criptovalute in questa possibilità è oggetto di controversia tra le autorità di regolamentazione europee. Mentre Irlanda e Francia hanno segnalato un approccio conservativo, negando ai fondi UCITS la possibilità di investire in criptovalute, l'autorità di regolamentazione tedesca presenta una visione più sfumata, consentendo l'esposizione agli ETP sulle criptovalute a determinate condizioni.

Questa disparità evidenzia le sfide che devono affrontare gestori patrimoniali come Jupiter, che operano a livello paneuropeo, navigando in un labirinto normativo che non offre linee guida uniformi sugli investimenti in criptovalute. La situazione è aggravata dalle diverse risposte degli organismi di regolamentazione di tutto il continente, dalla Banca Centrale d'Irlanda all'Autorité des Marchés Financiers in Francia, ognuno dei quali afferma una posizione cauta nei confronti dell'integrazione delle criptovalute nei fondi UCITS.

Nel frattempo, la decisione della Commissione Europea di rivedere la direttiva sugli asset ammissibili UCITS preannuncia una potenziale riorganizzazione del quadro normativo, che potrebbe ampliare o ulteriormente restringere le modalità attraverso cui i fondi possono ottenere esposizione agli asset digitali. Questo dibattito in corso riflette la più ampia difficoltà del settore finanziario nel conciliare il potenziale innovativo delle criptovalute con l'esigenza di tutela degli investitori e stabilità del mercato.

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Disclaimer: Le informazioni fornite non costituiscono consulenza finanziaria. Cryptopolitandeclina ogni responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni contenute in questa pagina. Raccomandiamotronindipendentident e/o di consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

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